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Nella Pinacoteca nazionale di Siena ricostruito il trittico smembrato di Santa Chiara

La tavola era arrivata alle ex Gallerie fiorentine nel 1889 dalla Collezione Charles Murray, in seguito alle soppressioni ottocentesche; si presume che possa essere stata realizzata per il monastero di Santa Petronilla a Siena

Trittico di Santa Chiara

La Madonna col Bambino in trono, un dipinto su tavola databile intorno al 1265-1270, attribuito a Guido da Siena e conservato alla Galleria dell’Accademia di Firenze, ha lasciato il museo fiorentino per andare alla Pinacoteca nazionale di Siena per ricomporre il trittico smembrato di Santa Chiara.

La tavola conservata a Firenze costituiva in origine la parte centrale del trittico e va a ricongiungersi con i due laterali esterni raffiguranti le Stimmate di San Francesco, Santa Chiara che respinge con la pisside i saraceni, il Martirio di San Bartolomeo e il Martirio di Santa Caterina d’Alessandria che la Pinacoteca di Siena possiede ed espone con l’attribuzione a Dietisalvi di Speme.

L’iter di ricomposizione trae origine da un’intuizione dello storico dell’arte Miklos Boskovits che ebbe l’idea di accostare la Madonna con Bambino di Firenze con i due sportelli con storie di santi della Pinacoteca Nazionale di Siena. Le prime proposte di ricomposizione e di relazione fra i due musei si ebbero circa vent’anni fa e già in passato le due gallerie avevano lavorato attivamente per esporre le due opere nella stessa sede.

Il progetto prende finalmente forma e vede il suo compimento in questo particolare periodo in cui i due musei godono di autonomia speciale. L’operazione, definita “esemplare”, nasce dalla collaborazione tra la Galleria e la Pinacoteca all’interno del progetto del Sistema museale nazionale del Mic.

Trittico di Santa Chiara

“La Galleria dell’Accademia di Firenze – racconta la direttrice Cecilie Hollbergha offerto alla Pinacoteca di Siena di accogliere in deposito di lunga durata la Madonna col Bambino in trono attribuito a Guido da Siena. Questa iniziativa consentirà di ricomporre le varie parti separate e darà l’avvio a uno studio più approfondito del trittico stesso. Sarà anche l’occasione di mostrare un’opera che, trovandosi negli uffici della Galleria, non era visibile al pubblico. Era proprio collocata nel mio di uffici e confesso che mi mancherà molto ma questa azione congiunta è molto importante per la ricostruzione di questo insieme pittorico nell’ottica di valorizzare il nostro patrimonio culturale”.

La tavola era arrivata alle ex Gallerie fiorentine nel 1889 dalla Collezione Charles Murray, in seguito alle soppressioni ottocentesche; si presume che possa essere stata realizzata per il monastero di Santa Petronilla a Siena.

L’apparente differenza di composizione fra la parte centrale con la Madonna e il bambino e le piccole scene laterali, di carattere narrativo, trova altri esempi nelle opere della sala, dove si trovano dipinti di Guido da Siena e Dietisalvi di Speme.

Si tratta di due dei principali artisti della Siena del XIII secolo, tra le cui botteghe dovette esserci una stretta collaborazione come dimostrano altre opere in cui sono state individuate le mani dei due pittori, come il dittico del Beato Gallerani esposto nella stessa sala del Trittico.

Le parti dell’opera hanno inoltre avuto vicissitudini conservative differenti e pertanto non mostrano una perfetta omogeneità coloristica e della superficie pittorica.

Pinacoteca Siena
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