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Ospedale Nuovo Santa Chiara in Cisanello: in arrivo altri 20 milioni. Inaugurato il robot Symani per la supermicrochirurgia

Lo stanziamento annunciato durante la visita del presidente della Regione Giani e dell’assessora Monni al cantiere dove è stato raggiunto il 70% dei lavori: prevista la fine nel 2027

Ospedale Nuovo Santa Chiara in Cisanello

Con una variazione di bilancio la Regione Toscana stanzierà altri 20 milioni per il completamento delle opere dell’Ospedale Nuovo Santa Chiara in Cisanello. Lo ha annunciato oggi il presidente Eugenio Giani insieme all’assessora alla sanità Monia Monni durante la visita al cantiere, dove si è raggiunto circa il 70% di avanzamento dei lavori nel complesso, la cui conclusione è prevista entro la fine del 2027.

Il grande nuovo ospedale Santa Chiara in Cisanello accoglierà lo storico nosocomio che da ottocento anni opera nel centro della città, con un cantiere avviato nel 2021 e un investimento da quasi 500 milioni di euro.

Giani: “Il cantiere ospedaliero più importante in Italia”

Dopo la centrale tecnologica è ora pronta anche la nuova mensa aziendale. Quasi terminato anche l’edificio che ospiterà gli uffici direzionali ed è in fase avanzata la struttura riservata alle attività didattica dell’università, con un aula magna da cinquecento posti, e i laboratori di ricerca, oltre alla ‘main street’, tutta coperta, che per ottocento metri taglia due grandi edifici e si congiunge al restante polo sanitario di Cisanello.

“Questo ospedale, insieme a Careggi, diventerà il più importante dell’Italia centrale ed è il cantiere ospedaliero in Italia sicuramente più significativocommenta Giani – la Regione ci sta investendo tanto, ieri la giunta ha proposto un ulteriore finanziamento di venti milioni, e c’è molto orgoglio: è un vanto per la sanità pubblica in cui crediamo, una sanità universalistica che investe sui grandi ospedali, sulla qualità e l’innovazione, sull’alta tecnologia e sulle cure di prossimità”.

“Il valore di questa struttura – aggiunge l’assessora Monni –  non  riguarda soltanto Pisa e la Toscana ma tutta Italia: sarà un ospedale  in grado di parlare all’Europa per dimensioni, innovazione tecnologica, livello di qualità delle prestazioni e cure che verranno e vengono tuttora offerte. Una struttura di assoluta eccellenza”.

Inaugurata la piattaforma robotica per la supermicrochirurgia Symani

La piattaforma robotica per la supermicrochirurgia Symani

Dopo il sopralluogo al cantiere, la visita è proseguita all’Edificio 30 a Cisanello dove è stata inaugurata la piattaforma robotica per la supermicrochirurgia Symani, indicata per le anastomosi negli interventi di chirurgia plastica, neurochirurgia periferica, chirurgia della mano, oftamologia, chirurgia maxillo-facciale e otorinolaringoiatria. Al momento è l’unica piattaforma in Toscana e in dotazione solo in altri 4 centri in Italia. L’Aoup è stata pioniera dello sviluppo di nuove tecniche mininvasive e della chirurgia robotica già nel 2001, con l’acquisizione del primo sistema robotico Da Vinci. Oggi i robot Da Vinci in dotazione nel Centro multidisciplinare di chirurgia robotica sono diventati 4, con una casistica di oltre 1800 interventi l’anno declinati in quasi tutte le specialità chirurgiche, urologia, ginecologia, chirurgia generale (con trapianto di rene da vivente), chirurgia toracica, testa-collo e cardiochirurgia.

La visita al presidio storico del Santa Chiara

La giornata pisana del presidente e dell’assessora era cominciata al presidio storico del Santa Chiara, più vicino al centro di Pisa. “Ci piaceva lanciare prima uno sguardo al vecchio Santa Chiara e alle sue molteplici eccellenze – ha detto Giani – prima di tornare sul cantiere dove sta nascendo il nuovo ospedale”. Un ospedale, come ha sottolineato la direttrice generale dell’Azienda ospedaliero universitaria pisana Katia Belvedere, che si caratterizza da sempre per l’alta complessità dei casi trattati. “Il sesto a livello nazionale per alta complessità e il primo in Toscana, secondo il Ministero della salute, preceduto solo da Ircss (istituti di ricerca e cura a carattere scientifico) e strutture private”.   

Tante eccellenze, per l’appunto. Come il Centro Nina, che esiste da anni e che forma medici da tutta Italia simulando, grazie alla tecnologia, la realtà aumentata, manichini interattivi e l’intelligenza artificiale, gravidanze a rischio per imparare come gestirle. Sorge nel vecchio Santa Chiara, in futuro sarà trasferito a Cisanello e per l’elevata esperienza maturata negli anni è diventato un punto di riferimento nazionale, oltre ad avere un ruolo importante anche nella cooperazione sanitaria internazionale, con un progetto già completato in Tanzania.  All’orizzonte ci sono già altri progetti innovativi in collaborazione, tra l’altro, con l’istituto di biorobotica della Scuola superiore Sant’Anna, altra eccellenza del territorio.

La visita al Santa Chiara è proseguita al reparto di Radiodiagnostica, dove è stato illustrato il ruolo della radiologia forense pisana nel sistema sanitario regionale, riconosciuta fra i quattro centri italiani accreditati a livello internazionale a supporto dell’attività legale chiamata ad intervenire anche in casi di cronaca di rilevanza nazionale. “Il laboratorio collabora con i casi più complessi di femminicidio e di omicidio nel nostro Paese” annota l’assessora Monni.

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