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Pesca in Toscana, più formazione per i giovani e progetti di filiera

L’assessora Saccardi fa il punto sul comparto in occasione degli incontri “Pesca con gusto: pesca e pescatori nelle terre degli Etruschi”

I pescatori di Viareggio

Conciliare la sostenibilità ambientale e l’estensione delle aree marine protette con la sostenibilità economica della pesca. Utilizzare al meglio le risorse grazie ai progetti di filiera e promuovere tra i giovani le opportunità offerte dal settore per favorire il ricambio generazionale. Questi alcuni tra gli argomenti al centro del dibattito a Portoferraio, in occasione dell’evento di apertura del ciclo di incontri “Pesca con gusto: la pesca e pescatori nelle terre degli Etruschi”. Portoferraio è il primo di una serie di incontri dedicati alla pesca, che si terranno tutti i venerdì fino al 12 maggio.

Toscana, un mare di qualità

Il mare della Toscana è un mare di qualità, con un importante superficie marina classifica come protetta o tutelata – ha detto la vicepresidente Stefania Saccardi, che ha anche la delega di assessora regionale all’agricoltura – Molto di questo dipende anche dalla tradizione e dal lavoro dei nostri pescatori, spesso aziende a gestione familiare, che utilizzano piccoli pescherecci, tramandano questa attività e con essa l’amore per il territorio. Credo che sia giusto e necessario che i rappresentanti del mondo della pesca siedano ai tavoli dove si pianificano le infrastrutture ed anche a quelli dove si decide di tutela dell’ambiente. La tradizione di rispetto per il nostro mare, che ne ha salvaguardato la qualità, sia un valore aggiunto e non una penalizzazione”.

L’assessore Stefania Saccardi al Centro di Sviluppo Ittico Toscano a Piombino – © Marta Mancini

Giovani, serve più formazione

Riguardo alla mancanza di ricambio generazionale, Saccardi ha spiegato: “Governo e Regione potrebbero far molto insieme per attirare i giovani verso la pesca, settore affascinante ma anche rischioso, che richiede un’attenta formazione. Credo che sarebbe utile semplificare l’accesso ad attività sulle sulle barche, per consentire ai giovani di conoscere da vicino il mondo della pesca e sperimentarlo in sicurezza, all’interno di percorsi formativi. Sarebbe opportuno anche rivedere i costi del lavoro, in modo da rendere le aziende del settore pesca più competitive aumentando le remunerazioni”.

I progetti di filiera per la pesca

Infine riguardo ai progetti di filiera la vicepresidente della Regione Toscana ha ricordato che si tratta di un’ottima opportunità, da sfruttare al meglio, perché “agganciare il mondo della pesca a quello della lavorazione e della commercializzazione, avvicinando produttore e consumatore tramite filiere più corte possibile, è secondo me il modo più efficace per garantire più remuneratività al settore e una qualità sempre maggiore del prodotto”.

 

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