C’è anche un fondamentale contributo toscano nell’esperimento che, direttamente dagli abissi del Mediterraneo, ha messo nuovamente sotto esame le leggi della relatività formulate da Albert Einstein. La collaborazione internazionale KM3NeT, impegnata nello studio avanzato dei neutrini, ha infatti pubblicato sulla rivista specializzata Journal of Cosmology and Astroparticle Physics un nuovo test condotto con l’apporto determinante dell’Università di Firenze e dei ricercatori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).
L’indagine scientifica, coordinata da Alba Domi e Lukas Hennig dell’Università tedesca Friedrich-Alexander di Erlangen-Norimberga, ha visto il coinvolgimento del mondo accademico e della ricerca italiana, con l’Ateneo fiorentino affiancato dalle università di Genova, Bologna, Salerno, Catania, Luigi Vanvitelli della Campania, Federico II di Napoli e Sapienza di Roma. Al centro delle verifiche vi è stata l’invarianza di Lorentz, principio cardine della relatività einsteiniana secondo cui le leggi della fisica rimangono immutate ovunque nell’universo.
La sperimentazione
La sperimentazione si è avvalsa dell’infrastruttura di ricerca KM3NeT, costituita da due complessi telescopi sottomarini concepiti per captare i deboli lampi luminosi generati dall’interazione tra i neutrini e la materia. La rete si articola tra il sito di Arca (Astroparticle Research with Cosmics in the Abyss), collocato al largo delle coste siciliane in prossimità di Capo Passero e destinato all’osservazione dei neutrini super-energetici di origine cosmica, e quello di Orca (Oscillation Research with Cosmics in the Abyss), posizionato al largo della costa francese di Tolone e ottimizzato per l’analisi dei neutrini prodotti all’interno dell’atmosfera terrestre.
Risultati e prospettive
I risultati resi noti derivano dall’esame di oltre 5.800 eventi di neutrini atmosferici registrati dal rilevatore Orca. Le misurazioni condotte dagli studiosi non hanno evidenziato alcuna violazione del principio di invarianza di Lorentz; tuttavia, i dati raccolti hanno consentito di stabilire soglie e limiti sperimentali inediti e più rigorosi, superati i quali potrebbero manifestarsi tracce concrete di una “nuova fisica”. La prospettiva della comunità di ricerca, in cui la componente toscana continua a rivestire un ruolo di primo piano, è quella di disporre a breve di un campionario di osservazioni sufficientemente esteso per poter applicare gli stessi modelli di analisi anche ai dati acquisiti dal telescopio Arca.