Grandi nomi della cultura, della scienza e delle arti si ritroveranno a Prato dal 5 al 7 giugno grazie alla rassegna “Seminare Idee Festival Città di Prato”.
Per tre giorni nei luoghi più belli del centro storico, psicoanalisti, scienziati, poeti, artisti, filosofi, letterati e studiosi, si confronteranno su un tema tanto universale quanto difficile da imbrigliare in una sola definizione: il desiderio.
Eugenio Giani presidente della Regione Toscana ha dichiarato: “È solo alla seconda edizione, ma già Seminare Idee occupa un posto importante nel calendario delle manifestazioni culturali di Prato e della Toscana. È un festival particolare per come sa investire un’intera città nei suoi spazi più significativi e mettere insieme le più varie discipline e competenze nel segno dell’incontro e della condivisione. Si tratta di un’esperienza da assumere come modello e da cui farsi ispirare anche per altre iniziative, come del resto è nell’auspicio del suo stesso titolo: si seminano idee perché crescano, si traducano in buone pratiche, migliorino la qualità di vita delle nostre città e delle nostre comunità.”
Un’edizione dedicata al Desiderio
Annalisa Fattori e Paola Nobile ideatrici e direttrici del festival hanno dichiarato: “Desiderio. Non c’è una parola più astratta e allo stesso tempo più concreta. È una forza che attraversa tutte le età della vita, definendo le nostre decisioni, il nostro sistema di valori e le nostre relazioni. Nella sua etimologia – de-sidera, letteralmente “mancanza di stelle” – la parola rivela un vuoto, una distanza che chiede di essere colmata. Il desiderio apre dunque alla scoperta e alla conoscenza, all’incontro con l’altro, al superamento di limiti. Ma è anche una forza ambivalente: può generare cura e legami, oppure sopraffazione e conflitto; può spingerci oltre i confini dell’ignoto, o trasformarsi in ossessione.
Il desiderio può come un’onda trascinare in alto o far affondare. Indagare le sue sfumature significa anche imparare a riconoscerlo
Il desiderio può come un’onda trascinare in alto o far affondare. Indagare le sue sfumature significa anche imparare a riconoscerlo. Il desiderio si veste di simboli, sia che se ne avverta la perdita o che rappresenti una spinta verso nuove forme di conoscenza, verso il progresso. Ma cosa significa veramente desiderare? Al festival lo chiediamo ad intellettuali e artisti, a pensatori italiani ed internazionali di discipline diverse, per cercare una risposta ad un’emozione irriducibilmente umana. Al desiderio possiamo sacrificare tutto e forse perdere tutto, ma significa in ogni caso che siamo vivi.”

Il programma
Il festival si apre con una riflessione sul desiderio affidata allo psicoanalista Massimo Recalcati, per poi intrecciare saperi diversi e prospettive molteplici che vanno dalla scienza alla letteratura, dalla filosofia alla politica, fino alle arti e allo sport.
Il neuroscienziato Gianvito Martinoci esplorerà il confine tra il sogno dell’immortalità e le nuove frontiere della medicina rigenerativa del cervello, mentre gli scrittori Paolo Di Paolo e Francesco Piccolo racconteranno come il desiderio si trasforma e prende forma nelle pagine dei romanzi.
La scrittrice Natasha Solomons proporrà una rilettura inedita di Cleopatra, e Nadeesha Uyangoda affronterà il tema del desiderio di appartenenza. Antonella Lattanzi dialogherà invece con la giornalista Alessandra Tedesco a partire dal suo ultimo romanzo Chiara.
Ampio spazio anche alla poesia, con le performance dei poetry slammer Filippo Capobianco e Martina Lauretta e le letture di Antonella Anedda, tra le voci più autorevoli della poesia contemporanea.
Il festival mette poi a confronto il desiderio maschile e femminile con l’urologo Nicola Mondaini e la podcaster Mapi Danna, mentre il filosofo Maurizio Ferraris rifletterà sul destino dell’eros nella società contemporanea.
Dal piano spirituale a quello scientifico, il maestro buddhista tibetano Lama Michel Rinpoche e il fisico Federico Faggin indagheranno il desiderio come esperienza che attraversa corpo e coscienza.
Non manca la dimensione politica e sociale: Marianna Aprile racconterà il desiderio di libertà delle donne italiane dal 1946 a oggi.
Il tema si declina anche nei linguaggi della moda, con Marina Spadafora e Roselina Salemi, della gastronomia, con Camilla Baresani, e dello sport, con il giornalista Giuseppe Pastore, che lo esplora attraverso il mito della Coppa del Mondo.
Accanto agli incontri più divulgativi, il programma propone momenti di spettacolo e intrattenimento, dalla conferenza-show di Gino Castaldo al reading di Valerio Aprea con Sara Zambotti, fino alle prove aperte di Luca Bottura.
La chiusura è affidata alla lectio magistralis di Amalia Ercoli Finzi, figura simbolo dell’ingegneria aeronautica italiana e protagonista della ricerca spaziale.
Completano il programma le attività partecipative, con workshop di scrittura creativa e una competizione letteraria, e la sezione Kids & Teens, dedicata ai più giovani, con laboratori musicali, incontri con autori e percorsi tra creatività e tecnologia.
Gli appuntamenti sono a ingresso libero fino a esaurimento posti. Per il workshop di scrittura creativa, anch’esso gratuito, è necessaria la prenotazione.
