FEBBRAIO 2019: PER LA TENUTA DI SUVIGNANO UNA DATA DA RICORDARE

di Giulia Rafanelli
Febbraio 2019: per la tenuta di Suvignano una data da ricordare

Presente anche il Ministro Salvini per siglare la nuova vita della proprietà un tempo nelle mani della criminalità organizzata

Seduti al tavolo della conferenza stampa ci sono l’assessore alla Presidenza della Regione Toscana, Vittorio Bugli, il direttore dell'Ente terre regionali della Toscana, Claudio Del Re, il direttore dell’Agenzia per i Beni confiscati, il prefetto Bruno Frattasi e il Ministro degli Interni, Matteo Salvini. Dietro, un po’in disparte, si intravedono le fasce tricolore dei sindaci di Monteroni d’Arbia e Murlo, Gabriele Berni e Fabiola Parenti.

C’è la stampa delle grandi occasioni ed effettivamente l’occasione lo richiede.

Siamo a Suvignano, nella tenuta di Suvignano: 713 ettari di terreno che ospitano una chiesetta, una colonica da ristrutturare, una struttura ricettiva, oltre 13 immobili, un’attività agricola di cinta senese, cavalli e anche asini di specie rara.

Questo è ciò che è diventata oggi la tenuta. Ieri questo bellissimo patrimonio era finito nelle mani della criminalità organizzata, criminalità organizzata che aveva il volto di Vincenzo Piazza, imprenditore edile invischiato con Cosa Nostra (LEGGI la storia della Tenuta di Suvignano, da Falcone ad oggi).

La conferenza stampa è stata indetta perché in una splendida giornata di inizio febbraio Suvignano, emblema dell’antimafia in Toscana, è tornata ad essere, ufficialmente, un bene della collettività e per la collettività.

Con una firma che non è solo simbolica, Regione, ANBSC e Governo hanno formalizzato il passaggio di proprietà della Tenuta ad Ente Terre Regionali che la gestirà per farne un ambiente produttivo-ricettivo con un occhio di riguardo all’educazione alla legalità.

LA CONFERENZA STAMPA. Il primo a prendere la parola è il prefetto Frattasi che ringrazia e chiama subito in causa il Ministro Salvini che, a sua volta, elogia l’operato condotto dalla Regione e dagli Enti che da oltre 20 anni hanno avviato azioni politiche, hanno portato il caso Suvignano nelle stanze che contano anche oltre i confini regionali, e si sono mossi con cautela e attenzione – verrebbe da dire come una “piovra”– affinché Suvignano trovasse una destinazione d’uso adeguata che ne facesse un esempio della lotta alla mafia. Salvini chiama anche in causa i sindaci di Monteroni e Murlo che saranno protagonisti di quello che per il capo del Viminale ha tutte le carte in regola per diventare un punto di riferimento nazionale ed europeo: per la vastità dell’area della Tenuta, per il modello virtuoso di gestione agricola fin qui adottato che ha permesso di riportare in pari il bilancio e guardare al domani in ottica di profitto ma anche per la bellezza della struttura: “un unicum con pochi eguali in Europa”.

“È un atto simbolicamente forte poter ridare questa struttura nelle mani della comunità toscana e dei sindaci dei Comuni coinvolti”- commenta l’assessore alla Presidenza e alla cultura della legalità, Vittorio Bugli. Bugli è sobrio nel suo intervento, resta con i piedi per terra e pensa al lavoro che ancora spetta alle istituzioni nella gestione della Tenuta non solo perché i conti continuino ad essere positivi ma perché essa diventi anche un luogo deputato all’educazione alla legalità.

“Undici anni per assegnare la Tenuta sono tanti, è fondamentale accelerare l’iter formando professionisti e snellendo le procedure” – afferma Bugli in seguito (LEGGI l’intervista all’assessore Bugli sui beni confiscati alla mafia in Toscana).

Suvignano è un successo ma c’è ancora molto da fare, ci sono altre battaglie da combattere.

Battaglie legali (sono oltre 300, ad esempio, i beni confiscati alle mafie in Toscana di cui soltanto Suvignano e 33 immobili oggi messi a disposizione dell’edilizia popolare sono tornati a servizio della collettività tramite la loro assegnazione) ma anche culturali. “Intanto – ha poi ripreso Bugli in chiusura di conferenza stampa – la Regione ha già messo le risorse a disposizione (800 mila euro, ndr) sia per la valorizzazione che per la gestione della Tenuta. Con i sindaci abbiamo firmato un protocollo per prendere insieme sia le decisioni che riguardano la valorizzazione del luogo che quelle dell’antimafia”.

In questo racconto di voci del giorno della cerimonia di Suvignano ne mancano due: sono quelle dei sindaci di Monteroni d’Arbia e di Murlo.

Le abbiamo raccolte per voi in questo video. 

GUARDA il VIDEO-RACCONTO della giornata con le interviste al Ministro Salvini, all’assessore Bugli e al direttore dell'Ente terre regionali della Toscana, Claudio Del Re.

07/02/2019