Il rintocco della Martinella di Palazzo Vecchio all’1:04 del 27 maggio rompe il silenzio nella notte di Firenze per ricordare dopo 33 anni l’attentano mafioso che provocò una strage in via dei Georgofili. L’autobomba bomba di Cosa Nostra esplose distruggendo la Torre dei Pulci e travolgendo la famiglia Nencioni: morirono Fabrizio e Angela insieme alle figlie Nadia, di 9 anni, e Caterina, di appena 50 giorni. Perse la vita, tra le fiamme, anche lo studente universitario Dario Capolicchio.
Il corteo commemorativo con istituzioni, cittadini e familiari delle vittime è partito dall’Arengario di Palazzo Vecchio in piazza della Signoria e ha raggiunto il luogo della strage. In via dei Georgofili, è stata deposta una corona di alloro seguita da tre minuti di silenzio. Alla commemorazione hanno partecipato il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, la sindaca Sara Funaro, il prefetto Francesca Ferrandino, il questore Fausto Lamparelli insieme all’Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
Per la prima volta, in omaggio alle vittime più piccole, sono state accese simbolicamente per la prima volta le luci del ponte intitolato alle sorelle Nencioni. “La scelta dei cittadini di intitolare il nuovo ponte sull’Arno tra Bellariva e il Parco dell’Anconella a Caterina e Nadia Nencioni – ha spiegato la sindaca – rappresenta un messaggio che unisce memoria e responsabilità civile”. “Avevamo proposto tanti nomi di donne importanti per il nostro Paese, ma i fiorentini hanno scelto di ricordare Caterina e Nadia”. “Il fatto che il primo ponte costruito a Firenze dopo quasi 45 anni sia stato intitolato a loro credo rappresenti anche un messaggio forte nella lotta contro la mafia”.
Di ferita aperta “nella memoria di Firenze e della Toscana” parla il presidete Giani. “33 anni fa, quella notte segnò per la nostra regione un punto di non ritorno: capimmo che la mafia non era un fenomeno lontano, ma era in mezzo a noi, con i suoi tentacoli fatti di colletti bianchi, infiltrazioni economiche e silenzi complici. Per questo ricordare è un dovere delle istituzioni”.
Un mostra dedicata alla strage
Inaugurata a Palazzo Cerretani a Firenze la mostra “La strage di via dei Georgofili: ripresa di un viaggio per una conoscenza diffusa”. All’inaugurazione, insieme al presidente Giani, la vicepresidente Mia Diop, il presidente Pietro Grasso, il vicepresidente Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage di Via dei Georgofili Daniele Gabbrielli, il presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – Sezione Toscana Massimo Diodati e il curatore della mostra Leonello Toccafondi (del Centro di documentazione ‘Cultura della Legalità Democratica’ – Regione Toscana).

“Un lavoro – ha detto il presidente Eugenio Giani – che mette in evidenza l’attività di ricerca, documentazione e tenuta degli atti di oltre 30 anni di storia di questa tragedia, portate avanti con dovizia di particolari dal Centro di documentazione ‘Cultura della Legalità Democratica’. Tragedia che ha rappresentato un vero e proprio momento storico per la Toscana che, quel maggio di 33 anni fa, comprese quanto la rete della criminalità organizzata fosse ben presente anche qui. La mostra, che oggi viene riproposta arricchita di due nuovi pannelli, è uno dei simboli del senso della memoria e del bisogno di ricordare quei drammatici fatti, come elemento di argine contro tanta ferocia ed efferatezza”.
La mostra è allestita nel Salone delle Feste di Palazzo Cerretani in piazza dell’Unità d’Italia 1 a Firenze e ripropone quella del trentennale integrata con pannelli che contengono rilievi fotografici effettuati sul luogo della strage e un elaborato grafico in prospettiva piana dei danni causati dall’esplosione agli immobili circostanti. Saranno inoltre presentati in versione Braille – realizzati dalla Stamperia Braille della Regione Toscana – il volume di Domenico Del Nero ed Edoardo Benelli, “Georgofili dalla strage alla verità processuale” (La Vela), e alcune copie di documenti giudiziari.
L’ingresso è gratuito, con possibilità di visite guidate, fino al 20 giugno.