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Sui bus di Prato “c’è posto per il rispetto”: la campagna contro la violenza sulle donne

Autolinee Toscane e il Centro Antiviolenza La Nara insieme per sensibilizzare passeggeri e cittadini. Il 25 novembre al Centro Pecci il progetto artistico “Vorrei che voi mi vedeste”, dedicato alle vittime di femminicidio in Toscana

Se sei una donna vittima di violenza, premi il tasto giusto.” Da alcune settimane questo messaggio accompagna i passeggeri dei bus di Autolinee Toscane a Prato: un invito a chiedere aiuto, a non restare in silenzio, e a non voltarsi dall’altra parte di fronte a comportamenti violenti.

La campagna, nata dalla collaborazione tra Autolinee Toscane e il Centro Antiviolenza La Nara, vuole ricordare che sul territorio esiste un luogo sicuro dove le donne possono trovare ascolto, protezione e supporto. Sui mezzi pubblici in servizio a Prato e provincia sono stati affissi pendini con il numero del Centro La Nara e il 1522, numero nazionale antiviolenza. “Sui nostri bus c’è posto per il rispetto. Sempre.” Lo slogan, semplice ma potente, è visibile anche nella biglietteria della Stazione Centrale e sui canali digitali dell’azienda, accompagnato da attività di sensibilizzazione interna rivolte al personale.

Il bus come luogo di comunità e consapevolezza

Il bus è un luogo di passaggio, di incontro, di comunità. Ed è proprio questa dimensione pubblica che lo rende uno spazio efficace per veicolare messaggi sociali. Parlare di rispetto, denuncia e ascolto a bordo dei mezzi significa rompere il silenzio e offrire una possibilità concreta di uscire dalla violenza. “Ogni giorno i nostri mezzi trasportano migliaia di persone, di cui oltre il 60% donne – spiega Arzachena Leporatti, brand e community manager di Autolinee Toscane –. L’autobus deve parlare alla comunità anche di questi temi, perché solo così possiamo contrastare la violenza e le molestie, anche quelle che possono accadere sui mezzi pubblici.”

Un messaggio che può cambiare una vita

Vedere quel numero di telefono o quel messaggio di supporto mentre si è sedute su un autobus può essere il primo passo verso la consapevolezza che una via d’uscita esiste, che non sono sole – aggiungono Francesca Ranaldi e Paola Papi del Centro Antiviolenza La Nara –. Le operatrici di accoglienza sono pronte ad ascoltare e supportare chi trova il coraggio di chiedere aiuto.

 

Attivo dal 1997, il Centro La Nara – gestito dalla Cooperativa Alice – è iscritto all’elenco regionale dei Centri Antiviolenza e delle Case Rifugio e in quasi trent’anni di attività ha accolto oltre 5.000 donne, offrendo percorsi personalizzati di uscita dalla violenza e accoglienza per loro e i figli nelle case rifugio e di seconda accoglienza.

Il 25 novembre al Pecci il progetto artistico “Vorrei che voi mi vedeste”

La campagna culminerà il 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, con l’inaugurazione al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci del progetto artistico “Vorrei che voi mi vedeste”, promosso dal Centro La Nara con il supporto di Autolinee Toscane e il contributo del Comune di Prato.

Il titolo richiama un desiderio e una denuncia: la violenza di genere si nutre di invisibilità. L’installazione – firmata dalla fotografa Arianna Senesi e dalla scrittrice e podcaster Anna Bardazzi – ripercorre i femminicidi avvenuti in Toscana dal 2014 al 2025, raccontando ogni storia con un’immagine e un testo che restituiscono dignità e memoria alle vittime. “È fondamentale essere a fianco di iniziative come questa – commenta Stefano Collicelli Cagol, direttore del Centro Pecci –. Rendere visibile il problema è il primo passo per contrastarlo.

La mostra sarà visitabile nella Project Room del Centro Pecci fino all’11 gennaio 2026, a ingresso gratuito, e vivrà anche sui bus di Prato, trasformando ogni viaggio in un’occasione di consapevolezza.

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