Si è aperta a Firenze l’edizione numero 109 di Pitti Immagine Uomo, la rassegna dedicata alla moda maschile – in corso alla Fortezza da Basso fino al 16 gennaio 2026 – che vede la presenza di oltre 750 marchi. La manifestazione, punto di riferimento per compratori e stampa specializzata provenienti dai principali mercati globali, segue quest’anno il tema “Motion”, un omaggio al movimento, alla trasformazione e al dinamismo.
All’inaugurazione erano presenti, tra gli altri, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, la sindaca di Firenze Sara Funaro, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.
Imprese e istituzioni insieme per il settore
“Facciamo squadra per la moda tra istituzioni e mondo delle imprese – ha dichiarato Eugenio Giani -. Oltre 750 i brand di cui il 47 % esteri sono i numeri che rappresentano la forza attrattiva di questa manifestazione che vive un anniversario importante. Sono infatti i 75 anni da quando nel febbraio del 1951, nel clima della ricostruzione post-bellica, Giovanbattista Giorgini organizzò la prima iniziativa a carattere internazionale nel suo showroom in Oltrarno. Ancora oggi, con lo stesso spirito, una città e un’intera regione si immergono in questa kermesse. Seppur in un momento complicato, la capacità di fare squadra può rappresentare l’impulso determinante per la ripresa. Come Regione ci mettiamo le risorse anche con i fondo europei e siamo impegnati con misure specifiche. Speriamo che anche da parte del Governo ci sia la possibilità di fornire quegli aiuti indispensabili per dare ossigeno al settore”.
“Per quanto riguarda lo sviluppo del polo espositivo e congressuale della Fortezza da Basso – ha concluso il presidente – anche qui come Regione siamo fortemente impegnati a rendere questi spazi sempre migliori e aperti a maggiori opportunità. Ringrazio di cuore tutti quelli che sono qui che sentono il Pitti non come una semplice fiera ma come occasione per creare le sinergie giuste per il settore moda così rappresentativo della creatività e del genio italiano”.
Il contrasto al fenomeno del fast fashion

Oltre alla presentazione delle nuove tendenze e delle collezioni autunno-inverno 2026-2027, Pitti Uomo è stata l’occasione per parlare delle strategie politiche per tutelare il settore: “Abbiamo contrastato il fenomeno dell’ultra fast fashion – ha detto Adolfo Urso, ministro per le Imprese e il Made in Italy – sia con misure nazionali nella legge di bilancio con una tassa postale sui piccoli pacchi provenienti dai mercati extraeuropei e dalla Cina, sia supportando la misura realizzata dalla Commissione Europea per un dazio alla frontiera”.
“Questo ci consentirà di contrastare meglio – ha proseguito – il fenomeno che ha messo in ginocchio la filiera del tessile, dell’abbigliamento delle calzature italiana ed europea, e di contrastare meglio coloro che agiscono fuori dalle regole con prodotti che non sono sostenibili sul piano ambientale. Penso che ciò sia assolutamente giusto per tutelare i consumatori italiani ed europei, e certamente anche i tanti lavoratori e tante imprese che ogni giorno sfornano questi prodotti così importanti e significativi come quelli prodotti dal Made in Italy: eccellenza, qualità ovunque riconosciuta nel mondo“.
Le sfide della distribuzione
“Invito il ministro Urso anche a guardare la parte finale della filiera” della moda italiana, “la distribuzione: possiamo fare i prodotti più belli del mondo, ma se non abbiamo chi li vende, i negozi più belli del mondo, corriamo un rischio”. Lo ha affermato Antonio De Matteis, presidente di Pitti Immagine. “Il problema sarà trovare una nuova generazione di retailers, bisogna fare in modo che le nostre strade diventino delle strade meravigliose dove ai giovani viene voglia di aprire una bottega e diventare imprenditori“, ha aggiunto. “Mi ha fatto piacere sentir parlare di recuperi di strade un po’ abbandonate: dobbiamo recuperare i nostri centri storici, passeggiare per le nostra città e sentirci super-sicuri”.
Le località italiane “possono essere la più bella vetrina del mondo – ha proseguito De Matteis -, tutti i turisti del mondo vogliono venire in Italia, per fortuna, e possono essere il trampolino di lancio per tutte le nostre aziende, soprattutto per le aziende che oggi non si possono permettere di aprire un negozio, quindi per le piccole e medie aziende che dobbiamo sicuramente aiutare”.
Pitti, volano per l’economia
Per Sara Funaro, sindaca di Firenze, “Pitti non è solo una fiera, è un volano di sviluppo su cui investire sempre di più e una leva di promozione per quel turismo sostenibile e di qualità su cui stiamo puntando con decisione”.
Anche in questa edizione, l’evento “si conferma come una delle vetrine internazionali più importanti e autorevoli al mondo per la moda maschile. La presenza sempre più forte e stabile di brand dall’estero oltre che quella dei nostri grandi marchi italiani ne è una riprova. Firenze non è solo la culla dell’arte e della cultura: è il luogo in cui tradizione manifatturiera, ricerca e innovazione si incontrano, tracciando insieme il futuro di un settore strategico per il nostro Paese, che fa parte dell’identità del nostro territorio“.