Sul palco dell’Ariston Dargen D’amico omaggia la Toscana con i suoi outfit. Il rapper ed ex giudice di XFactor in gara all’Ariston con il brano “Ai Ai”, nella prima serata del festival, si è presentato con un completo ispirato al parquet con la spiga all’italiana. Una scelta alla Dargen.
Il rapper ci ha reso avvezzi ai suoi outfit eclatanti e lo sta facendo anche nelle serate sanremesi. Quelli che sfoggia, infatti, sono abiti concepiti come un progetto che si sviluppa in più puntate, come un racconto, come a puntate uscì il racconto delle gesta del burattino di legno più famoso del mondo e a cui Dargen e la stylist Rebecca Baglini si sono ispirati come metafora per creare una sorta di percorso narrativo indossabile.
Ogni “outfit che l’artista indosserà sul palco rappresenterà una tappa: dal legno alla coscienza, fino al confine tra uomo e macchina”.
Il pezzo con cui il rapper è in gara a Sanremo, infatti, è una denuncia ironica e leggera all’artificiale che avanza, che sfuoca tutto il resto, che inghiottisce la realtà. Pinocchio è la metafora: siamo ancora pelle o legno?

Chissà se è casuale che Dargen abbia indossato nella serata di debutto quell’abito firmato Mordecai, ispirato alla storia di Pinocchio, proprio nell’anno in cui si celebrano i 200 anni dalla nascita del padre di Pinocchio, Carlo Lorenzini, ma noto come Carlo Collodi, dal nome del luogo di nascita della madre.
Toscano il riferimento culturale, toscano il materiale scelto dalla maison per realizzare in parte il progetto.
Dargen, infatti, ha sfilato all’Ariston indossando i capi Mordecai, messi a punto a Empoli dall’azienda Hostage con i tessuti della Marini Industrie, storica azienda di Prato che coniuga innovazione e tradizione. Tessuti corposi, che richiamano i kimono nella forma e nella sostanza e che rimandano a quell’idea di tradizione e innovazione che anche il brano di Dargen intende evocare.