Meno asfalto, più alberi e più spazio per le persone. È la trasformazione che attende Piazza Vittorio Veneto a Firenze, al centro di un importante intervento di riqualificazione urbana e ambientale promosso dall’amministrazione comunale. Un progetto da quasi 7,5 milioni di euro che punta a restituire centralità a uno spazio oggi percepito soprattutto come luogo di attraversamento, trasformandolo in una vera “porta verde” di accesso al Parco delle Cascine.
Una nuova porta per le Cascine
“Non è solo una riqualificazione urbana – ha dichiarato la sindaca Sara Funaro – ma un intervento che darà un nuovo volto alla piazza, trasformandola in una porta d’accesso alle Cascine“. Il progetto prevede un potenziamento dell’illuminazione, una drastica riduzione dell’asfalto e un significativo incremento del verde. In parallelo, il Comune avvierà un concorso internazionale per realizzare una “porta simbolica”: un’opera o una statua capace di dare identità alla piazza e segnarne il ruolo di soglia tra città e parco.
Per l’assessore alla Mobilità, Viabilità e Tramvia Andrea Giorgio, l’intervento rappresenta “un passo concreto per restituire ai cittadini uno spazio più bello, vivibile e sicuro”, inserendosi nel percorso di riqualificazione già avviato alle Cascine.

Dalla rotonda asfaltata a piazza-parco
Oggi piazza Vittorio Veneto appare come una grande rotonda congestionata, con una forte presenza di superfici impermeabili e parcheggi. Nel tempo, vari interventi hanno alterato il disegno originario concepito da Giuseppe Poggi, che l’aveva immaginata come spazio scenografico e identitario, soglia tra la città storica e il parco.
Il nuovo progetto punta a recuperare quelle simmetrie storiche, reinterpretandole in chiave contemporanea e integrandole con le trasformazioni legate alla realizzazione della linea 1 della tramvia e al nuovo assetto della mobilità. L’area interessata supera i 37mila metri quadrati e rappresenta una vera ricucitura urbana tra centro storico, quartieri limitrofi, Arno e sistema delle Cascine.

Più permeabilità, più qualità ambientale
Il dato più significativo riguarda le superfici: oggi il 59% dell’area è coperto da asfalto o pavimentazioni non drenanti; con il progetto si scenderà al 35%. Le superfici permeabili passeranno dal 41% al 65%. Un cambiamento che significa meno calore estivo, maggiore capacità di assorbimento delle acque piovane e migliore qualità ambientale complessiva. Il verde crescerà da 9mila a quasi 14mila metri quadrati. Agli alberi esistenti si aggiungeranno 80 nuovi esemplari di prima grandezza, scelti per incrementare la biodiversità. Previste nuove superfici a prato, siepi, la riqualificazione delle aiuole storiche e la valorizzazione delle alberature esistenti, inclusi i grandi cedri che caratterizzano l’area.
Più spazio per pedoni e ciclisti
La nuova piazza sarà pensata come spazio di permanenza e socialità. Circa 19.700 metri quadrati saranno destinati a zone pedonali e ciclabili, fulcro della trasformazione, con l’inserimento di 42 nuove panchine in pietra. I parcheggi lungo viale Lincoln e lato Corso Italia saranno riorganizzati, mentre verranno migliorati i collegamenti con viale Fratelli Rosselli, Corso Italia, l’area ex Meccanò e il sistema del parco.
Particolare attenzione è dedicata alla sicurezza e alla fruibilità serale: i corpi illuminanti passeranno da 37 a 75, grazie a un nuovo progetto illuminotecnico che valorizzerà anche gli elementi storici. L’illuminazione sarà a LED a basso consumo, in linea con un approccio sostenibile che prevede pavimentazioni drenanti e materiali coerenti con il contesto storico. Il monumento a Vittorio Emanuele resterà nella posizione attuale, tornando a essere fulcro visivo della piazza.

Tempi e finanziamenti
Dopo l’approvazione del progetto definitivo da parte della giunta, si passerà alla progettazione esecutiva e alla gara per l’affidamento dei lavori. Questa fase durerà circa 8-10 mesi; successivamente partiranno i cantieri, articolati per fasi, con una durata stimata di circa 24 mesi. L’intervento è finanziato quasi interamente con fondi ministeriali nell’ambito del Piano Nazionale Città 2012, con una quota di risorse comunali. Il cronoprogramma è condiviso con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.