Applausi e saluti, i fiorentini riservano sempre la stessa accalorata accoglienza al presidente della Repubblica Sergio Mattarella oggi in città per ricevere la laurea magistrale honoris causa in “Politica, Istituzioni e Mercato” dall’Università di Firenze.
Una cerimonia ufficiale al teatro del Maggio, nell’ambito delle celebrazioni dei 150 anni della Scuola di Scienze politiche “Cesare Alfieri”, e poi la visita all’Istituto storico della Resistenza. L’arrivo e il ritorno, come di consueto, in treno, alla Stazione Santa Maria Novella.
La cerimonia per la laurea honoris causa
Un applauso lunghissimo ha salutato l’ingresso del Capo della Stato al Teatro del Maggio, accolto dalla Rettrice Alessandra Petrucci, dal presidente della Regione Eugenio Giani e dalla sindaca di Firenze Sara Funaro.

Cerimonia solenne, salutata con la ritualità che l’evento richiede. come ha ricordato lo stesso presidente, “Negli anni Ottanta, una serie di fortunate circostanze portò alla Cesare Alfieri esponenti di rilievo dell’economia pubblica”. Come Fausto Vicarelli, Ezio Tarantelli, Giovanni Bechelloni, Milly Buonanno e “un giovane Mario Draghi, che ebbe a Firenze la sua prima cattedra”.
Con stocco e mantella, Mattarella ha poi tenuto una accorata lectio doctoralis. Prima, la rettrice Petrucci ha rivolto il ringraziamento al presidente: “A nome di tutta la comunità accademica, le siamo grati per rappresentarci nel mondo con la sua saggezza, il suo equilibrio, la sua preparazione e il suo esempio”.
Mattarella: “C’è la pretesa di agire al di fuori delle regole di Stati e organismi sovranazionali”
Nesl suo discorso, il presidente Sergio Mattarella, ha toccato diversi argomenti, dalla necessità del senso di comunità alla geopolitica. «I protagonisti degli scenari globali – ha detto – con grande e crescente influenza sulla vita quotidiana di singoli e comunità, sono soggetti tecnologici e finanziari. Sovente vi si fondono i due aspetti. Non si tratta di fenomeni completamente nuovi. Nuova è la pretesa di abbattere gli impegni assunti dopo la seconda guerra mondiale per dare ordine ai rapporti internazionali su base di parità tra gli Stati. La pretesa, infatti, è di agire al di fuori delle regole di Stati e di organismi sovranazionali, erodendo la sovranità dei primi e il crescente ruolo positivo dei secondi”.
Sottolinea anche “l’esigenza di rimettere al centro la persona, i valori umani e universali, il senso di comunità che accresce il valore delle relazioni tra le persone, del rispetto e del reciproco riconoscimento di dignità e diritti. Occorre, come hanno fatto tanti di coloro che hanno operato in questa Scuola, dedicarsi allo studio con passione, nei diversi ambiti della conoscenza affinché i nuovi confini del sapere possano essere esplorati e coltivati per realizzare il benessere collettivo che muove dalla centralità della persona, di ciascuna persona, dei suoi diritti e dei suoi doveri. Occorre farlo come incitava Francesco Protonotari, primo direttore della Nuova Antologia, altra creazione della Firenze capitale, come spiriti indipendenti e coraggiosi”.
Un riferimento anche ai media e ai cambianenti che ormai travolgono la società. “I social hanno modificato il modo di comunicare, cambiando relazioni sociali e modo di operare anche nella vita politica. L’intelligenza artificiale sta modificando forme e modalità di lavoro e innumerevoli e ancora indefiniti aspetti della vita nel mondo”. “Un contributo fondamentale a una convivenza più giusta e più libera deve vedere protagonista il mondo della cultura e istituzioni come la Cesare Alfieri. La tecnologia e la scienza sembrano avere oggi bisogno soprattutto di un nuovo e vigoroso apporto di carattere umanistico. Di una nuova ricomposizione dell’unicità del sapere, sempre più avvertita e concretamente sviluppata da discipline che un tempo apparivano estranee le une alle altre”.
La visita all’Istituto storico della Resistenza
Mattarella, dopo la cerimonia di laurea, si è anche recato all’Istituto storico toscano della Resistenza e dell’età contemporanea. Ad accogliere il capo dello Stato il presidente Vannini Chiti. All’uscita e all’ingresso tante persone ad applaudirlo e dalla folla qualcuno ha urlato: “Baluardo della nostra democrazia”.
Al presidente è stato mostrato il vassoio di Ventotene, dipinto da Ernesto Rossi nel 1940, simbolo della vita dei confinati, dove si riconoscono Sandro Pertini, Altiero Spinelli e Umberto Terracini.

Al Presidente sono stati poi donati i tre recenti volumi, curati dal professor Pier Luigi Ballini, dedicati a La Resistenza in Toscana – I verbali del Comitato Toscano di Liberazione Nazionale (ottobre 1943 – giugno 1945), pubblicati dalle Edizioni del Consiglio regionale.