L’odore è la prima cosa che colpisce entrando nello stabilimento delle Manifatture Sigaro Toscano di Lucca: un profumo intenso, quasi tostato che impregna corridoi e reparti di lavorazione e anticipa quello che qui si produce da oltre due secoli.
In questo luogo, infatti, nasce uno dei prodotti più iconici del made in Italy, il sigaro Toscano, simbolo popolare diventato nel tempo oggetto di culto, protagonista di film, romanzi e racconti di viaggio.
Esplorare la fabbrica significa fare un viaggio di oltre due secoli di storia, tra macchinari innovativi e un patrimonio di gesti e saperi che si ripetono quasi identici da generazioni.
Un fortunato errore del 1815
La storia del sigaro Toscano comincia per caso, nell’estate del 1815, quando nella manifattura di Firenze alcune foglie di tabacco Kentucky lasciate ad asciugare all’aperto vennero sorprese da un temporale: il tabacco si bagnò, fermentò sotto il sole, e invece di essere scartato fu utilizzato per produrre sigari economici. Il risultato piacque e fu così che quell’imprevisto si trasformò in una fortunata intuizione, destinata a durare nel tempo.
Nel 1818 il granduca di Toscana Ferdinando III rese ufficiale la produzione, dando origine a quello che ancora oggi è uno dei prodotti più longevi della manifattura italiana.
Lucca, cuore produttivo del sigaro

La produzione arriva a Lucca a partire dal 1840 dove ancora oggi si trova uno dei più grandi stabilimenti europei dedicati al sigaro. Camminando per i vari reparti, si distinguono macchinari innovativi ed evoluti, ma il processo rimane altamente artigianale grazie al lavoro degli addetti e delle sigaraie che, con la loro preziosa manodopera realizzano delle vere opere in tabacco.
Alle sigaraie, infatti, servono mesi di formazione per imparare a selezionare le foglie, arrotolarle e chiudere il sigaro con precisione. Ogni gesto è controllato e ripetuto migliaia di volte al giorno, come in una coreografia che unisce tradizione e tecnologia.
Mercati internazionali

Manifatture Sigaro Toscano vende, secondo dati del 2024, mediamente 244,7 milioni di sigari l’anno per 137 milioni di euro di fatturato. Oltre 45% della produzione di questa eccellenza viene esportato in tutto il mondo, in particolare Turchia, Europa e Stati Uniti.
“Il sigaro più venduto all’estero è il Toscanello Rosso, all’aroma del caffè – spiega Stefano Mariotti, amministratore delegato di MST -. Poi abbiamo il Garibaldi, il Toscanello Castano raffinato. Nell’alta gamma abbiamo ovviamente il Toscano originale.
Per noi è importante essere presenti nei negozi duty free degli aeroporti. Oltre a essere una vetrina di marketing, portano il sigaro Toscano nel mondo. Nel senso che i viaggiatori vedono questo prodotto, lo riconoscono come eccellenza italiana e lo portano verso il loro paese di destinazione“.
Il Kentucky coltivato in Toscana, una filiera che parte dai campi
Oltre allo stabilimento di Lucca, la produzione avviene anche a Cava de’ Tirreni. A Foiano della Chiana, in provincia di Arezzo, c’è invece il centro di raccolta, luogo in cui i coltivatori di Veneto, Campania, Lazio, della Valdichiana e della Valtiberina conferiscono annualmente il tabacco Kentucky, la varietà che da oltre due secoli caratterizza il gusto deciso e inconfondibile del Toscano.
Quest’ultimo impianto – che nel 2003 ha celebrato il suo centenario – svolge importanti attività, come la valutazione del tabacco, il supporto agronomico e la selezione del tabacco destinato alla produzione della fascia e del ripieno dei sigari.
“Il 60% del tabacco che usiamo è italiano – continua Mariotti -, il 40% è il tabacco che viene soprattutto dagli Stati Uniti, come era il primo tabacco nel 1815. I coltivatori italiani iniziano la stagione ad aprile, la raccolta avviene da metà agosto e poi i coltivatori affumicano il tabacco in forni chiusi, accendono sotto della brace e affumicano il tabacco.
Il tabacco rimane lì per 15 giorni e dopo questi 15 giorni assume quel colore marrone caratteristico. A quel punto i coltivatori dividono le foglie in base alla qualità del prodotto e a partire da fine novembre consegnano il tabacco alla nostra agenzia di Foiano della Chiana, in Toscana. Prendiamo il tabacco e lo stocchiamo”.

Il sigaro Toscano e il cinema
Se la manifattura racconta la storia industriale e artigianale, il cinema racconta il mito. Il Toscano è stato apprezzato da artisti, scrittori, politici e soldati, ma è sul grande schermo che è diventato un’icona. Nei film western di Sergio Leone, il sigaro è inseparabile dal volto di Clint Eastwood. Non era solo un oggetto di scena: serviva a costruire il personaggio, a dare ritmo ai silenzi, a rendere i personaggi più caratterizzati.
In Italia, Totò porta il sigaro sul grande schermo con eleganza e ironia: il “Principe della risata” lo teneva sempre tra le dita, rendendolo parte del suo personaggio, raffinato e disincantato. Anche Alberto Sordi, così come altri protagonisti del grande schermo, sono legati all’immagine del sigaro che compare spesso come simbolo di furbizia, autorità o spirito popolare.
Il Marchio Storico e l’edizione celebrativa dell’Antico Toscano

La storia del sigaro Toscano continua ancora oggi, e passa anche da riconoscimenti istituzionali che ne certificano il valore industriale e culturale.
Nei giorni scorsi Manifatture Sigaro Toscano ha annunciato un’edizione speciale dell’Antico Toscano, il sigaro più rappresentativo della produzione, dopo l’iscrizione del marchio nel Registro dei Marchi Storici di Interesse Nazionale istituito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il riconoscimento è riservato alle aziende che possono vantare almeno cinquant’anni di utilizzo continuativo del marchio e un forte legame con il territorio, e colloca l’Antico Toscano tra le eccellenze italiane riconosciute e tutelate anche sui mercati internazionali.
“Il riconoscimento di Marchio Storico di Interesse Nazionale rappresenta un traguardo importante per l’Antico Toscano e per MST – ha dichiarato l’ad -. È la conferma del valore di una tradizione produttiva che da oltre due secoli unisce territorio, sapere artigianale e qualità, e che continua a rendere il Toscano un simbolo del Made in Italy apprezzato nel mondo“.