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Buti si mobilita per il suo olio: raccolta fondi per innovare il frantoio sociale

Sottoscrizione straordinaria per l’oleificio che coinvolge 600 piccoli agricoltori: in poche ore raccolti oltre 50 mila euro, ma l’obiettivo è arrivare a 280mila euro. Il progetti ha un costo complessivo di circa 400 mila euro e sarà finanziato in parte dalla Regione Toscana

 

olio di buti

Buti si mobilita per preservare il suo olio, amato anche da D’Annunzio che lo definì “soave” nelle sue “Laudi”. Il borgo ai piedi dei Monti Pisani si stringe infatti attorno al suo frantoio sociale, che raccoglie più di 600 soci tra piccoli e piccolissimi agricoltori con i loro micro-appezzamenti distribuiti sul Monte Serra. Lo scorso 18 marzo, durante un’assemblea pubblica molto partecipata, è partita una sottoscrizione straordinaria per innovare il processo produttivo dell’Oleificio sociale di Buti, con l’acquisto di macchinari all’avanguardia. In poche ore stati raccolti  50 mila euro, ma l’obiettivo è di arrivare a 280 mila euro.

Il progetto ha un costo complessivo di circa 400 mila euro e sarà finanziato in parte dalla Regione Toscana, grazie al bando SRD13 per il potenziamento della competitività delle aziende agricole, mentre una quota dei fondi rimanenti sarà raccolta proprio tra i cittadini e i soci del frantoio. L’Oleificio sociale ha creato un fondo per lo sviluppo aziendale ed emesso delle azioni di socio sovventore: possono essere sottoscritte dai cittadini e riconoscono agli investitori un tasso di interesse in base agli utili della cooperativa.

oleificio Buti

L’Oleificio sociale di Buti è attivo dal 1972 e oggi vanta prodotti certificati biologici e a Indicazione Geografica Protetta IGP “Olio Toscano”.

“La risposta della comunità si è fatta subito sentire – commenta Pier Luigi Pasqualetto, presidente dell’Oleificio sociale di Buti -. La grande partecipazione all’assemblea straordinaria dà il segno di quanto questa realtà sia radicata sul territorio: qui ogni famiglia ha il suo piccolo appezzamento di olivi, che cura con dedizione tutto l’anno”. “Questo progetto – ha aggiunto ha evidenziato Patrizio Mecacci, responsabile del Dipartimento Agroalimentare di Legacoop Toscananon è solo un investimento sul frantoio, ma sul futuro del territorio, sulla qualità e sul valore dell’olio che qui si produce. È un percorso che parla di identità, di orgoglio e di voglia di crescere insieme”.

Per informazioni è possibile scrivere a oleificiosocialebuti@gmail.com o telefonare al numero 0587723311.

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