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© Associazione Vivaisti Italiani

Ambiente /

Dalla tragedia alla rinascita: piantato a Firenze il Bosco della Memoria per il Ponte Morandi

L’associazione Vivaisti Italiani ha donato 43 alberi che sono stati piantati al Parco dell’Anconella per ricordare le vittime e costruire un luogo di memoria attiva tra ambiente, scuola e comunità

Il 14 agosto 2018 il crollo del Ponte Morandi ha segnato una delle ferite più profonde della storia recente italiana: 43 vite spezzate, una città colpita al cuore e divisa in due, un intero Paese chiamato a interrogarsi su sicurezza, responsabilità e memoria.

Da allora, il ricordo di quella tragedia è diventato patrimonio collettivo.  In questo solco si inserisce la nascita, a Firenze, del Bosco della Memoria: un luogo vivo di ricordo, rinascita e impegno civile inaugurato al Parco dell’Anconella, nel Quartiere 3. Il memoriale verde è composto da 43 alberi, uno per ciascuna vittima, donati dall’associazione Vivaisti Italiani e disposti in prossimità dell’anfiteatro in un semicerchio simbolico che richiama protezione collettiva, cura e responsabilità condivisa. Un bosco pensato come spazio di riflessione, ma anche come segno concreto di futuro.

Alla cerimonia erano presenti la sindaca Sara Funaro, la vicesindaca Paola Galgani, la presidente del Quartiere 3 Serena Perini, le associazioni “Noi per Voi”, il Comitato “Ricordo Vittime Ponte Morandi”, i familiari delle vittime e gli studenti della scuola primaria Milite Ignoto, protagonisti di un momento particolarmente toccante con messaggi di memoria affidati simbolicamente agli alberi.

“Oggi Firenze non si limita a ricordare, ma pianta radici profonde affinché tragedie simili non si ripetano mai più e non vengano dimenticate” ha detto la sindaca Sara Funaro:“Questi 43 alberi sono il nostro abbraccio ai familiari e il nostro impegno a prenderci cura del bene comune con la stessa dedizione con cui oggi curiamo questo giardino. Firenze entra così nella Rete della Memoria stringendosi a Genova”.

L’iniziativa rafforza il legame di solidarietà tra Firenze e Genova e inserisce stabilmente il capoluogo toscano nella “Rete della Memoria”, insieme ad altre città italiane impegnate nel custodire e trasmettere il valore del ricordo. Un impegno che si nutre anche di esempi significativi come la Radura della Memoria, realizzata a Genova su progetto dello studio Stefano Boeri Architetti: uno spazio pubblico dove natura e memoria si intrecciano in un paesaggio simbolico, capace di trasformare il dolore in un luogo condiviso di consapevolezza e riflessione. Il Bosco della Memoria fiorentino si ispira a questa visione, traducendola in un contesto urbano diverso ma con la stessa vocazione civile.

“Siamo onorati come associazione Vivaisti Italiani di aver contribuito con le nostre piante, simbolo di rinascita e futuro, per il ricordo delle 43 vittime della strage del Ponte Morandi di Genova, ferita per l’Italia intera” ha dichirato Vannino Vannucci, presidente dell’ associazione Vivaisti Italiani. “Questo Bosco della Memoria rappresenta il valore profondo che gli alberi custodiscono: radici che tengono viva la memoria e rami che guardano avanti. Attraverso questo gesto vogliamo testimoniare come il verde possa farsi strumento di commemorazione, rigenerazione e impegno civile, soprattutto per le nuove generazioni .”

“Questo bosco non è solo un monumento, ma un organismo vivo che crescerà insieme alla nostra comunità. Abbiamo scelto il Parco dell’Anconella perché è un luogo di aggregazione e natura, il contesto ideale per trasformare il dolore in una testimonianza verde che parli alle nuove generazioni ” ha aggiunto la vicesindaca Paola Galgani. “Vedere i bambini della scuola appendere i loro messaggi ai rami è il segno che il testimone della memoria è passato in buone mani. Ringrazio Associazione Vivaisti Italiani per le piante donate, i giardinieri e i tecnici della direzione ambiente che hanno realizzato questo memoriale verde e che ora se ne prenderanno cura”.

L’associazione Vivaisti Italiani ha voluto sostenere il progetto offrendo non solo un contributo materiale, ma anche un messaggio culturale: affidare alla natura il compito di custodire il ricordo e trasformarlo in patrimonio collettivo. Con la scoperta della targa commemorativa dedicata alle vittime e il coinvolgimento dei più giovani, il Bosco della Memoria si propone come un “memoriale vivo”, destinato a crescere nel tempo insieme alla coscienza civile della comunità. Un luogo che non conserva soltanto il passato, ma contribuisce ogni giorno a costruire il senso del futuro.

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