Dopo l’apertura delle celebrazioni di giovedì, con la visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella allo stabilimento Piaggio di Pontedera per gli ottant’anni della Vespa, il Primo Maggio in Toscana si è aperto ieri nel salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio con la consegna delle “Stelle al merito del lavoro”, onorificenza conferita dal presidente della Repubblica a 68 lavoratrici e lavoratori.
“La priorità della Regione Toscana è garantire sempre maggiori livelli di occupazione, tutelare salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, combattere il caporalato, ma anche valorizzare le eccellenze che contraddistinguono il nostro territorio” ha detto il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani partecipando alla cerimonia a Palazzo Vecchio.
Nel suo intervento il presidente Giani i è soffermato in particolare sulla questione della sicurezza sul lavoro. “Trovare un lavoro non basta, se questo non garantisce sicurezza e dignità – ha detto Giani – la Toscana è in prima linea con molte azioni: controlli, piani mirati di prevenzione, formazione, informazione e assistenza alle imprese per progettare luoghi di lavoro sicuri. Per combattere il caporalato, inoltre, è stata istituita una specifica cabina di regia regionale. Fondamentale anche l’azione della Regione nei tavoli di gestione delle crisi aziendali”.
Ad Arezzo ricordati i morti all’Archivio di Stato
Il programma del Primo Maggio ad Arezzo si è aperto con un momento di intensa commozione, nel segno della memoria e della sicurezza sul lavoro. La giornata è iniziata all’Archivio di Stato, luogo dell’incidente avvenuto il 20 settembre 2018 in cui persero la vita Piero Bruni e Filippo Bagni, divenuto negli anni simbolo della necessità di rafforzare le tutele nei luoghi di lavoro. I due lavoratori morirono a seguito di una fuoriuscita di gas argon all’interno della struttura. L’episodio portò a un procedimento giudiziario conclusosi con quattro condanne nei confronti di due ex direttore e due responsabili di formazione e sicurezza. Alla cerimonia, alla presenza dei familiari delle vittime, si sono alternati momenti di raccoglimento, riflessione e preghiera guidati da don Alvaro Bardelli, seguiti dalla deposizione di una corona di fiori. Le vedove hanno ringraziato per la vicinanza e il sostegno ricevuti in questi anni, ribadendo l’appello a non dimenticare e a mantenere viva l’attenzione sulla sicurezza sul lavoro.