Il liceo Castelnuovo di Firenze ha dedicato la palestra a Lorenzo Guarnieri studente dell’istituto, morto in un incidente stradale a 17 anni e mezzo, nella notte del 2 giugno 2010.
Stefano Guarnieri, padre di Lorenzo, ha detto che è un “evento di gioia. Dopo 15 anni avere la palestra del liceo dove Lorenzo studiava è importante. I giovani possono rappresentare il futuro. Quello che è accaduto a Lorenzo non è colpa dei giovani: è colpa di noi adulti. Credo che cambiare il nostro sistema di mobilità sia un dovere che solo i ragazzi possono fare. Il ricordo fa sì che si inneschi anche un cambiamento”.
Secondo Guarnieri a livello nazionale “purtroppo la sicurezza non è una priorità. Noi dovremmo pensare a una sicurezza urbana che contenga anche la sicurezza stradale. A livello centrale ci sono seri problemi sul controllo della velocità. In questo senso credo che il Comune di Firenze stia facendo qualcosa di più rispetto al governo centrale. Certo è che bisognerebbe investire sempre di più. Le zone 30 km/h servono, si riducono i picchi di velocità e non le percorrenze. L’ultimo episodio di Modena ci dimostra sempre di più che noi dovremmo considerare il fatto che l’auto è come un’arma, dobbiamo fare in modo di ridurre la velocità di percorrenza all’interno delle città”.
“Questo è un momento importante, io ci tengo a ringraziare tutto l’istituto scolastico che ha sempre una grandissima attenzione sia agli ex alunni e soprattutto a storie come quella di Lorenzo – ha affermato la sindaca di Firenze Sara Funaro –. Questo è un segnale, un ricordo di affetto personale nei confronti di Lorenzo ma anche e soprattutto un’attenzione a quello che è il tema della sicurezza stradale su cui l’associazione Guarneri sta investendo tantissimo e con cui c’è una collaborazione continua e costante perché questo è un obiettivo nostro come amministrazione, ovvero lavorare per sensibilizzare e mettere in atto tutte quelle che sono le buone pratiche per ridurre il rischio di incidenti e tutelare i nostri cittadini”.
Secondo la sindaca è prioritario “ampliare sempre di più il coinvolgimento delle scuole”. Sulle zone a 30 km/h, ha concluso, “abbiamo già una percentuale ampia di strade dove ci sono le zone 30, ovviamente su quelle che sono state valutate come strade a rischio: i risultati si iniziano a vedere, per cui siamo convinti che quella sia la strada giusta”.