Hanno attraversato il Sahara, sorvolato il Mediterraneo e fatto 12mila chilometri in otto mesi per raggiungere l’Appennino pistoiese e nidificare, esattamente nello stesso posto dove erano stati osservati un anno fa. È l’incredibile viaggio di una coppia di averla piccola, uccelli migratori dal peso medio di appena 28 grammi, ma con una forza straordinaria.
Un evento raro, osservato all’ Oasi Dynamo, la riserva naturale affiliata al WWF nel cuore dell’Appennino pistoiese. A documentare il ritorno della coppia, già monitorata durante la precedente stagione riproduttiva, sono state le immagini raccolte dalle fototrappole. “Un’evidenza – spiegano dall’Oasi – che conferma non solo l’incredibile capacità migratoria di questi piccoli passeriformi, ma anche la loro sorprendente fedeltà ai siti di nidificazione e, talvolta, ai singoli posatoi di caccia”.

Gli uccelli sono stati inanellati nell’area di studio “I Prati del Nappo”, all’interno della riserva. La femmina, identificata dalla sigla “CA”, è stata inanellata nel 2024, per il terzo anno consecutivo di riproduzione. Il maschio, “AC”, inanellato nel 2022, è invece uno degli uccelli più longevi registrati in Oasi.
La coppia sceglie sempre lo stesso posatoio artificiale, il numero 5. Qui, infatti sono stati immortalati dalle fototrappole, una tecnologia discreta e non invasiva, che consente di identificare gli uccelli attraverso la lettura degli anelli colorati, senza necessità di catturarli fisicamente.

Uccelli migratori, piccoli e forti
L’Averla piccola è una specie migratrice transahariana di interesse comunitario. La sua presenza è un indicatore della qualità ecologica degli ambienti agricoli tradizionali e negli ultimi decenni la specie ha subito un forte declino in molte aree europee, principalmente a causa della trasformazione del paesaggio rurale
L’averla piccola utilizza cespugli e piccoli alberi come punti di osservazione per individuare le sue prede, insetti e piccoli vertebrati. Questa sua caratteristica comportamentale ha permesso ai ricercatori di sviluppare una metodologia innovativa di studio, denominata “ricattura fotografica”, avviata a Oasi Dynamo a partire dal 2018.

Il progetto di monitoraggio dell’avifauna selvatica è portato avanti da Oasi Dynamo, sotto la guida di Giulia Santalmasi e Matteo Bianchi in collaborazione con l’associazione di volontariato “Progetto Migratoria” e con il supporto scientifico del CNR di Firenze. Le attività comprendono monitoraggi acustici, catture e inanellamento autorizzati dalla Regione Toscana su parere ISPRA, oltre all’elaborazione dei dati e alla gestione delle fototrappole.
Nel corso degli anni, il monitoraggio ha già documentato diversi casi di individui tornati nelle stesse aree riproduttive in stagioni successive, talvolta persino sul medesimo posatoio.