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Il Giro d’Italia parla toscano, Alberto Bettiol conquista in solitaria la tappa di Verbania

Il corridore di Castelfiorentino firma un’impresa d’altri tempi nella 13ª tappa: attacco sulla salita di Ungiasca e arrivo in solitaria a Verbania. Il pensiero speciale per lo storico ds toscano scomparso

Cinque anni dopo il capolavoro di Stradella, la Toscana torna a ruggire al Giro d’Italia. E lo fa ancora una volta grazie alla classe, al cuore e alle gambe di Alberto Bettiol. Il corridore di Castelfiorentino ha firmato un’autentica perla nella tredicesima tappa della Corsa Rosa, la Alessandria-Verbania di 187 km, trionfando in solitaria sul traguardo piemontese dopo un’azione da vero fuoriclasse.

L’attacco decisivo sulla “sua” salita

La frazione si è accesa grazie a una fuga di quindici corridori, nata dopo una prima ora di gara a ritmi altissimi. All’interno del drappello degli attaccanti, Bettiol ha gestito le energie con la maturità dei grandi campioni, lasciando sfogare gli avversari prima del finale stuzzicante sul Lago Maggiore.

Il momento chiave della corsa si è consumato sulla salita di Ungiasca. Dopo il forcing della Groupama e il tentativo di allungo del norvegese Andreas Leknessund, Bettiol ha scatenato i cavalli: un rilancio secco, a tripla velocità, che ha letteralmente sverniciato i compagni di fuga. Negli ultimi 300 metri di ascesa il toscano del team XDS Astana ha fatto il vuoto, lanciandosi in una cronometro individuale verso il traguardo di Verbania. Un assolo pazzesco, accarezzato dal tifo del pubblico, che gli ha permesso di chiudere a braccia alzate con 26” di vantaggio su Leknessund e 44” sul belga Jasper Stuyven.

La dedica a Marcello Massini, maestro di ciclismo e di vita

Oltre al valore tecnico, il trionfo di Bettiol porta con sé un carico emotivo enorme. Subito dopo aver tagliato il traguardo, il pensiero del campione valdelsano è volato dritto alla sua Toscana e a una figura mitica del ciclismo nostrano: Marcello Massini, lo storico direttore sportivo e scopritore di talenti venuto a mancare lo scorso 9 maggio all’età di 82 anni. Massini, che in carriera guidò campioni del calibro di Bartoli, Bettini, Tafi e lo stesso Bettiol, era un vero e proprio maestro di vita e di sport per i giovani ciclisti della regione. Una perdita che aveva colpito profondamente tutto il movimento toscano.

Una vittoria di cuore (e di famiglia)

Un successo che per il trentaduenne di Castelfiorentino sa di liberazione grandiosa, arrivata al termine di un digiuno durato due anni e su strade che per lui hanno un sapore del tutto speciale.

Oggi ero motivatissimo anche perché Verbania è la mia seconda casa – ha commentato Bettiol all’arrivo –. La famiglia della mia fidanzata è di qui e io mi alleno spesso in zona. È stato un vantaggio conoscere la salita, avevo fatto la ricognizione sia in bici che in moto. Vincere è un’emozione bellissima. Devo ringraziare Alexander Vinokourov che ha sempre creduto in me e i miei compagni di squadra, eccellenti fin dall’inizio del Giro“.

 

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