Al Museo Galileo di Firenze è esposta un’opera invisibile ad occhio nudo, una scrittura fatta di lettere minutissime grandi solo pochi decimi di millimetro ma perfettamente leggibili attraverso le lenti del microscopio che vanno a formare una Madonna con Bambino.
Si tratta di un’opera del calligrafo seicentesco Ignazio Muligino, un artista che sfruttò la scienza ottica realizzando dei lavori che furono chiamati “Mirabilia Graphica”.
I calligrammi di Muligino costituiscono, allo stato attuale delle conoscenze, gli unici esempi noti di questa particolare applicazione artistica del microscopio, un punto d’incontro tra cultura scientifica, virtuosismo calligrafico, devozione religiosa.
Come Muligino riuscisse a realizzare queste opere ancora oggi resta un mistero, gli studiosi si interrogano infatti su quale strumento abbia consentito all’autore di tracciare caratteri così piccoli.
Al Museo Galileo fino ad ottobre sarà così possibile fare un viaggio nell’infinitamente piccolo, grazie a un capolavoro di straordinaria raffinatezza tecnica, una delle più sorprendenti testimonianze della cultura della meraviglia che caratterizzò l’epoca barocca.
L’arte del calligrammi in realtà è antichissima, già Plinio Il Vecchio nella Naturalis Historia racconta di un’Eneide contenuta in un guscio di noce.
Ma fu l’invenzione del microscopio nel ‘600 che portò da una parte alla scoperta di un nuovo mondo inesplorato di cui nessuno sospettava l’esistenza, e dall’altra stimolò l’ambizione degli artisti di gareggiare con la natura
Per consentire ai visitatori di apprezzare pienamente la complessità e la raffinatezza della micrografia di Muligino, una postazione touch screen permetterà di esplorare un’immagine dell’opera ad altissima definizione.
Oltre alla Madonna col Bambino proveniente da una collezione privata, il percorso espositivo presenta altri tre calligrammi di Muligino, esemplari dell’Apiarium di Federico Cesi e della Melissographia di Matthäus Greuter, concessi in prestito dalla Biblioteca Marucelliana di Firenze, un’edizione settecentesca dell’Officium Beatae Mariae Virginis e una selezione di strumenti ottici dei secoli XVII e XVIII.
La mostra “Mirabilia Graphica. I calligrammi micrografici di Ignazio Muligino”, curata da Filippo Camerota e realizzata con il contributo di Fondazione CR Firenze, è visitabile fino al 18 ottobre.
