Una parata di stelle, ma soprattutto un inno al rispetto, alla lealtà e all’inclusione. Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino ha fatto da cornice alla serata finale del Premio Internazionale Fair Play Menarini, che quest’anno ha tagliato il prestigioso traguardo dei trent’anni. Una celebrazione in grande stile per applaudire non solo i traguardi cronometrici o i gol sul campo, ma la grandezza umana di atleti che hanno saputo trasformare lo sport in uno specchio dei valori più nobili.
Davanti a una platea gremita e in diretta televisiva, sul palco si sono alternati colossi del calcio mondiale come Diego Milito, Emilio Butragueño e Gianfranco Zola, icone dell’atletica come l’astista Armand Duplantis, il campione del nuoto Gregorio Paltrinieri e la straordinaria Bebe Vio. Con loro, un parterre di campioni che spazia dalla scherma di Daniele Garozzo alla pallavolo di Simone Anzani, fino alle imprese del pattinaggio su ghiaccio e dello sci paralimpico.
A sottolineare il valore profondo dell’iniziativa è stato il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che ha rimarcato la differenza tra i tradizionali riconoscimenti agonistici e lo spirito del Menarini: “I premi si consegnano all’atleta che ha raggiunto il miglior risultato, alla squadra che ha vinto uno scudetto o comunque un torneo. In questo caso si consegnano ad atleti per il loro comportamento. Atleti che sono chiaramente di fama e di prestigio, però si sono resi protagonisti di comportamenti che danno il senso dei valori più belli, autentici, forti che lo sport può trasmettere: appunto il fair play, la lealtà, la correttezza e il rispetto dell’altro. E siccome oggi il campione sportivo influenza tanti giovani perché ne costituisce un modello, il fatto di poter valorizzare coloro che in questa funzione di modello riescono a trasmettere autentici valori di fair play con lo sport è un fatto di grande merito”.
Il Governatore ha poi colto l’occasione per ribadire la centralità dello sport nelle politiche regionali, focalizzandosi sugli investimenti strutturali: “Ho voluto portare la Regione Toscana a impegnarsi molto sull’impiantistica sportiva. Dal 2020 al 2025 ho messo 101 milioni, continuerò su questa strada perché sento che attraverso l’impiantistica sportiva si consente alle società di poter avere il sostegno e il supporto necessario per diffondere lo sport di base. Oggi in Toscana, su 3.660.000 persone, sono 475.000 gli aderenti alle società sportive: il 15% della nostra popolazione. Lo sport va sostenuto non come entertainment o fatto marginale, ma come fatto centrale nella vita di una comunità“.
Tra i momenti più emozionanti della serata, le parole dei protagonisti. Il re del salto con l’asta, Armand Duplantis, premiato come ‘Personaggio Mito’, ha confessato la sua emozione guardando già ai prossimi record: “Credo che lo sport sia fatto per essere ‘fair’ e penso che sia anche uno specchio della vita. Sono davvero felice di ricevere questo premio ed è un grande onore, non ho mai vinto un premio come questo. La misura di 6,40 metri è il mio obiettivo, e penso di avere ancora nel serbatoio, nelle gambe, molti record mondiali da battere. Le sconfitte sono lezioni e sono importanti tanto quanto le vittorie, se non di più“.
Altrettanto potente la testimonianza di Bebe Vio, insignita del premio nella categoria ‘Lo sport oltre lo sport’ in rappresentanza della Fondazione Art4sport. La campionessa, che a giorni debutterà nell’atletica leggera ai campionati italiani di Grosseto sperimentando la corsa, ha ricordato la forza del movimento paralimpico: “Per i nostri ragazzi lo sport è un luogo speciale: è il posto in cui ci si sente bene, dove la disabilità diventa qualcosa di cui essere fieri e attraverso cui rappresentare il mondo paralimpico e lo sport in generale. Sono estremamente orgogliosa di ricevere il Premio Fair Play proprio per il motivo specifico per il quale me l’hanno dato: non tanto per i risultati sportivi, ma per quello che facciamo nello sport paralimpico. Siamo un gruppo di 55 ragazzi di tutte le età, tutti un po’ amputati a pezzettini diversi, ed è un onore poter essere qui per rappresentare la nostra squadra”.
Una trentesima edizione che, come dichiarato dal Board della Fondazione Fair Play Menarini (Luca Lastrucci, Valeria Speroni Cardi e Filippo Paganelli), rinnova l’impegno a “raccontare le storie di chi dimostra che il talento trova il suo significato più autentico quando si accompagna al rispetto, all’integrità e alla correttezza”.