Da oltre vent’anni, ogni estate, Sansepolcro si trasforma in un punto di riferimento per lo spettacolo dal vivo contemporaneo grazie al Kilowatt Festival, manifestazione internazionale dedicata a teatro, danza, performance, musica e arti multidisciplinari.
Nato nel 2003 il festival è diventato nel tempo un osservatorio privilegiato sulle nuove tendenze della scena nazionale e internazionale, capace di affiancare grandi protagonisti e giovani compagnie emergenti.
Tra i suoi elementi più originali c’è il progetto dei Visionari, un gruppo di cittadini non addetti ai lavori che ogni anno visiona centinaia di proposte e contribuisce direttamente alla selezione di una parte del cartellone, trasformando il pubblico in protagonista del processo artistico.
Un modello partecipativo che ha reso il festival un’esperienza unica nel panorama culturale italiano, premiata anche con due Premi Ubu e riconosciuta a livello internazionale per la qualità della programmazione e la capacità di coinvolgere il territorio.
“Nuovo respiro del mondo” è questo lo slogan della ventiquattresima edizione di Kilowatt Festival che si terrà dal 17 al 25 luglio a Sansepolcro.
In programma tanti appuntamenti, tra teatro, danza, performance digitali, concerti, incontri pubblici, mostre e laboratori residenziali.
I direttori dell’associazione culturale CapoTrave/Kilowatt Lucia Franchi e Luca Ricci hanno dichiarato: “C’è aria viziata nel nostro pianeta. Non è solo questione di inquinamento dell’atmosfera, della necessità di evitare sprechi e inutili consumi.Circolano idee inquinanti, parole insostenibili. Le barbarie civili ed etiche sono così costanti da venire considerate accettabili.C’è un continuo accanirsi contro la dignità umana, sia dei singoli individui, sia di interi popoli; le disuguaglianze aumentano: stiamo tornando pericolosamente indietro.C’è una parte sana del mondo, però, che non si arrende. A volte ha il fiato corto, come quando si arranca per una salita. Altre, la sua voce è un soffio appena percettibile, leggero leggero, e bisogna stare in ascolto per percepirlo.Speriamo che queste giornate siano un modo per darci, insieme, un nuovo respiro, e per restituirlo intorno: il mondo non è di chi urla, di chi separa, di chi aggredisce. Il mondo è di noi che vogliamo renderlo migliore: tiriamo fuori tutto il fiato che abbiamo, per riaffermarlo”.
“Kilowatt Festival – ha detto l’assessora alla cultura Cristina Manetti- rappresenta da oltre vent’anni uno dei presìdi culturali più significativi della Toscana, un luogo in cui la ricerca artistica incontra le comunità e genera nuove occasioni di confronto, partecipazione e crescita. Il tema scelto per questa edizione, Nuovo respiro del mondo, è un invito quanto mai attuale a ritrovare, attraverso la cultura, uno sguardo aperto, inclusivo e capace di immaginare il futuro. In un tempo segnato da conflitti, disuguaglianze e profonde trasformazioni, manifestazioni come Kilowatt ci ricordano il valore dell’arte come strumento di dialogo, consapevolezza e coesione sociale. La Regione Toscana è orgogliosa di sostenere una realtà che continua a innovare i linguaggi della scena contemporanea e a fare della partecipazione dei cittadini uno dei suoi elementi distintivi”.

Il programma
Sono 51 gli spettacoli in cartellone di cui 26 tra anteprime, prime nazionali e prime assolute. A inaugurare l’edizione saranno Eugenio Barba e Julia Varley, anime dell’Odin Teatret e maestri del teatro europeo da oltre 50 anni.
Dal 17 al 19 luglio, il Festival dedica loro tre giornate speciali tra incontri pubblici, spettacoli, proiezioni, una conferenza-spettacolo e tre mostre.
Si celebrano due ricorrenze importanti: i 90 anni di Eugenio Barba e i 20 anni de i Visionari, il progetto di partecipazione che ogni anno coinvolge un gruppo di cittadine e cittadini della Valtiberina nella selezione di nove spettacoli per il festival.
Per l’occasione, il 17 e il 18 luglio sono previsti due momenti speciali di condivisione e baratto di esperienze tra Barba, Varley e il gruppo dei Visionari.
Tra gli appuntamenti: venerdì 17, Teatro. Solitudine. Mestiere. Rivolta, confronto scenico intergenerazionale di Barba e Varley con Liv Ferracchiati, Nicola Borghesi, Licia Lanera.
Sabato 18 e domenica 19 due incontri pubblici dal titolo L’eredità pesca da sola i suoi eredi, coordinati da Marco De Marinis, con la partecipazione di Piergiorgio Giacchè e Armando Punzo nel primo incontro, e di Davide Iodice, Marco Martinelli ed Ermanna Montanari nel secondo, accompagnati dalle proiezioni dei film, L’arte dell’impossibile di Elsa Kvamme e Zona limite di Stefano Di Buduo.
Inoltre, sabato 18 andrà in scena Compassione, con Julia Varley, regia di Eugenio Barba. Per tutta la durata del Festival saranno visitabili tre mostre: Un fotografo alla scuola dello sguardo, a cura di Francesco Galli; le foto di Compassione e Le nuvole di Amleto, a cura di Annalisa Gonnella; I manifesti dell’Odin Teatret, dal 1964 a oggi.
Per l’assessora alla cultura di Sansepolcro Francesca Mercati: “Kilowatt Festival è una delle espressioni culturali più vive, contemporanee e riconoscibili della nostra città. La capacità di costruire ogni anno una programmazione così ampia, multidisciplinare e internazionale rappresenta un patrimonio prezioso per Sansepolcro e per tutto il territorio. Il tema scelto per questa edizione, ‘Nuovo respiro del mondo’, arriva in un momento storico in cui arte e cultura hanno ancora più bisogno di diventare strumenti di dialogo, riflessione e partecipazione collettiva. Kilowatt riesce da anni a fare questo: creare connessioni tra artisti, cittadini, giovani, operatori culturali e pubblico, trasformando la città in uno spazio aperto alla creatività e al confronto. Un valore aggiunto fondamentale è anche il coinvolgimento diretto della comunità, a partire dall’esperienza dei Visionari, che rende questo festival un modello unico di partecipazione culturale. Sansepolcro può essere orgogliosa di ospitare una realtà così autorevole e capace di guardare al futuro attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea”.
