Pierluigi Battista è il vincitore della sezione saggistica del premio Viareggio-Rèpaci 2026 con “Il professore ebreo perseguitato due volte. Tullio Terni e l’ipocrisia italiana” (La nave di Teseo nella collana Le Onde).
La giuria, presieduta dallo storico e giornalista Paolo Mieli, ha scelto il titolo tra i tre finalisti della categoria, superando “Il pop e la felicità” di Claudio Giunta (Mondadori) ed “Elogio della vita ordinaria” di Filippo La Porta (Il Saggiatore).
La storia di Tullio Terni
Il libro di Battista riporta a galla la storia di Tullio Terni, lo scienziato che si è suicidato per le ingiustizie subite prima dal fascismo e poi, alla fine della guerra, da chi lo accusava di connivenze con il regime.
Nell’estratto dell’opera si legge: “Nelle prime ore della mattina del 25 aprile del 1946, a un anno esatto dalla Liberazione, la moglie e i figli dello scienziato Tullio Terni trovarono il suo corpo oramai senza vita, nella sua stanza, avvolto in un plaid scuro. Scienziato di fama, docente universitario, membro dell’Accademia dei Lincei, Terni era stato cacciato dall’Università e messo al bando dalla vita civile a causa delle leggi razziali del ’38″.
“Emarginato, ridotto al silenzio, costretto alle pratiche più umilianti, si era procurato una fiala di cianuro perché non voleva che la sua vita e quella della sua famiglia venisse stroncata per mano dei nazisti. Ma quel cianuro fu usato da Terni dopo aver subito un’altra e inattesa umiliazione: il verdetto di epurazione dall’Accademia dei Lincei pronunciato da un tribunale che lo aveva messo al bando una seconda volta come “vile” e “fascista”. Un professore ebreo, cacciato come ebreo durante il fascismo, accusato di complicità con il fascismo da un tribunale antifascista”.
Il 24 luglio la serata finale con il libro vincitore della sezione narrativa
La serata finale della 97esima edizione del Premio Viareggio-Rèpaci, uno dei più importanti e storici riconoscimenti letterati italiani nato in Versilia nel 1929, si terrà il prossimo 24 luglio.
Tra le oltre 80 opere in concorso, la giuria presieduta da Paolo Mieli ha selezionato la terna dei finalisti per la categoria narrativa: Mattia Insolia con “La vita giovane” (Mondadori), che racconta il passaggio dall’adolescenza all’età adulta attraverso la storia di un gruppo di amici, Eleonora Marangoni con “L’imperdibile” (Feltrinelli), sulla vita dell’inventore statunitense geniale e dimenticato Walter Hunt, e Anna Voltaggio con “La santa degli altri” (Neri Pozza), che ha al centro due storie parallele ambientate a Palermo.