Dal 21 al 23 agosto* Vinca torna a essere lo scenario di un’esperienza che va ben oltre la semplice commemorazione storica. La quarta edizione di Vincanta si trasforma in un vero e proprio laboratorio diffuso e permanente dove la memoria della strage nazifascista del 1944 diviene materia viva, capace di attivare la comunità locale e parlare il linguaggio del presente.
A spiegarci questa visione è il direttore artistico Michelangelo Ricci, che chiarisce fin da subito come il festival non nasca da un palinsesto precostituito, ma da un processo immersivo. “Il cuore di questo progetto risiede nel modo in cui gli artisti vivono il paese. Vengono qui, risiedono a Vinca e scrivono poesie, spettacoli e canzoni ispirandosi direttamente al luogo. Noi raccogliamo tutto questo materiale, lo rielaboriamo e lo trasformiamo nel programma del festival. In questo senso non proponiamo uno show o un momento di semplice esibizione, ma un processo di restituzione umana e culturale”.
Un’edizione rinnovata

Tra le principali novità di quest’anno figura la scelta di articolare gli eventi a partire dal tardo pomeriggio. “Abbiamo deciso di rischiare, rinunciando a parte di quell’atmosfera del percorso serale per aprire una prospettiva nuova – chiarisce Ricci -. Alle 18.30 prende il via un itinerario scenico attraverso le strade e le mostre allestite nel borgo. In questo cammino proponiamo, tra le altre cose, uno spettacolo sui Moti di Lunigiana diviso in tre pillole narrative, che ripercorrono le storie di lavoro, ribellione e Resistenza dall’Ottocento alla metà del Novecento”.
Il percorso pomeridiano tocca luoghi fortemente simbolici, come il sentiero del Mandrione, dove l’Associazione Vittime Civili affiggerà i nomi delle oltre venti ragazze trucidate nel 1944. In quel luogo verrà proposta una dedica musicale di grande intensità. Il tragitto include anche l’omaggio ad Adele Papa, centenaria e testimone diretta della strage scomparsa di recente, a cui è dedicata l’intera edizione.
I temi del passato e del presente
Al calar del sole la manifestazione si sposta nel piazzale dell’ex scuola elementare con il format serale Una comunità che incanta. “È una miscellanea viva – racconta il direttore artistico -. Sul palco si alternano il coro delle donne di Vinca, gli artisti, le interviste ai testimoni dell’eccidio e le riflessioni di studiosi e personalità legate a questo territorio. L’obiettivo è partire dalle energie del paese per affrontare temi universali come la pace, la non violenza e la contrarietà alle armi”.
Nuove generazioni
Un ruolo centrale è affidato alle nuove generazioni. Attraverso i laboratori invernali promossi dal Teatro dell’Assedio e da Liberlabor, i giovani partecipano attivamente alla creazione di opere pittoriche, teatrali e registiche. “Molti ragazzi non conoscono nei dettagli la storia di Vinca, che per anni è rimasta tra le più nascoste – sottolinea -. Immergersi in questa realtà diventa per loro un’esperienza altamente formativa, capace di attivare le loro vocazioni artistiche e civili”.
Un modello contro lo spopolamento

L’ambizione di Vincanta va oltre i tre giorni della rassegna. Il progetto punta a un processo continuo di rivitalizzazione del borgo, contrastando lo spopolamento e favorendo il recupero delle abitazioni. “Lavoriamo per restituire una dimensione sociale e partecipativa a chi vive qui, specialmente agli anziani, evitando che la memoria e la vita di comunità vengano relegate a spazi isolati – conclude Michelangelo Ricci -. Vinca sta dimostrando di poter rinascere con una veste moderna: un luogo immerso nella natura e nella storia, capace di accogliere nuove forme di lavoro e di riflessione sulle grandi urgenze del mondo contemporaneo”.
* La prima giornata di Vincanta di venerdì 21 agosto è annullata a causa dell’allerta arancione diramata nel Comune di Fivizzano.