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Alle Murate la nuova installazione di SADI che dà voce alle vittime del fascismo

Al MAD, Murate Art District di Firenze è stata inaugurata “Agorà” l’installazione sonora site-specific del sound artist SADI che sarà la nuova installazione permanente negli spazi del carcere duro

MAD Murate Art District_Carcere duro web

Al MAD, Murate Art District di Firenze è stata inaugurata “Agorà” l’installazione sonora site-specific del sound artist SADI che sarà la nuova installazione permanente negli spazi del carcere duro.

L’installazione, a cura di Veronica Caciolli e Valentina Gensini realizzata in collaborazione con BHMF Black History Month Florence, vede l’artista concentrarsi sull’arco temporale che intercorre tra gli anni Venti e gli anni Settanta del Novecento.

Dall’analisi di questo periodo emergono i nomi di una corposa serie di antifascisti noti come Gaetano Salvemini (storico e politico, 1873-1957), Hans Purrmann (pittore, 1880-1966), Aldo Capitini (filosofo e politico, 1899-1968), Carlo Levi (scrittore e pittore, 1902-1975), Alessandro Sinigaglia (partigiano, 1902-1944), oltre a una medesima ma articolata minoranza resistente, dissidente e perseguitata costituita da afrodiscendenti, ebrei e omosessuali.

Agorà, sviluppata nel corso dei quattro mesi di residenza, è un’installazione spazializzata del suono che intende far risuonare i pensieri, gli orientamenti, le filosofie e le lotte sedate delle suddette numerose figure che ci hanno consegnato la loro idea di mondo e che, grazie alle loro testimonianze, oggi ereditiamo.

Il carcere duro, da spazio di negazione (di libertà, di azione, di parola e di comunicazione), si trasforma nel suo opposto, una Agorà: la piazza al centro dell’antica polis greca, luogo di democrazia per antonomasia, di incontri religiosi, politici, commerciali e sociali.

“Siamo veramente felici di presentare il lavoro vincitore delle Residenze d’artista di MAD – ha spiegato Valentina Gensini, direttrice artistica di MAD e co-curatrice dell’installazione – una installazione sonora site specific che il sound artist SADI ha voluto dedicare alle memorie del carcere duro delle Murate recuperando storie dimenticate di figure importanti della resistenza e vittime del razzismo fascista come afro-discendenti, rom, sinti, omosessuali e intellettuali. Sono grata a Veronica Caciolli che lo ha affiancato nelle complesse ricerche documentarie inedite condotte in particolare presso l’Archivio di Stato di Firenze, che restituiscono un nuovo brano di storia delle Murate”.

“Il carcere duro è sempre stato per me un posto di grande ispirazione per la sua storia – ha dichiarato SADI –. Attratto dal vilipendio sociale che gravava nel contesto socio-politico italiano in cui le libertà di espressione, di pensiero, di identità di genere e origine sono state ammutite, escluse e detenute nel penitenziario delle Murate di Firenze, è stato necessario identificare il tema su cui concentrarsi per poi attivarmi in ricerche storiche e archivistiche. Una residenza che mi ha introdotto a riflessioni profonde da cui creare qualcosa che valorizzasse trasformazione, bellezza e cultura. Grazie alle tante collaborazioni con ricercatori, artisti e archivisti, tutto è arrivato come se da quelle porte aperte arrivasse un’anima pronta per essere liberata. Questo lavoro è dedicato ai tanti nomi che hanno vissuto in quelle mura e che spero oggi possano invitare studenti e persone interessate a scoprirne le storie. Una commemorazione nel ricordo, per sfamare la libertà di tutti nell’oggi”.

Il progetto – che proseguirà con un’azione performativa in programma il 27 marzo alle 18 presso il Museo di Antropologia e Etnologia di Firenze – è stato sviluppato attraverso una ricerca sulle memorie orali, ottenute in particolare grazie alla collaborazione di Valeria Muledda (artista), Corrado Marcetti (già direttore della Fondazione Michelucci di Firenze) e su fonti scritte, ricevute da: l’Archivio di Stato di Firenze, l’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea, Villa Romana, le ricercatrici Pamela Giorgi e Elena Gonnelli, e l’archivio raccolto da MAD negli ultimi dieci anni.

SADI

Sam Barreto Cardoso Bertoldi in arte Sadi è un musicista sound-artist che condivide il suo lavoro dal 2007. Nasce come percussionista e polistrumentista.

Nel periodo tra il 2007 e il 2012 ha collaborato come turnista con diverse etichette discografiche italiane ed europee, spaziando dal pop, rock e jazz alla musica elettronica sperimentale. Compone musica sperimentale/ambientale e glitch per installazioni di arte contemporanea e performance di danza sfruttando il sistema surround della diffusione del suono.

La sua ispirazione è la natura e crea i suoi progetti artistici e concettuali, sia contemporanei che astratti, invitandoli a immergersi in un mondo di sogni surreali, sperimentando errori tecnologici, trame di suoni ambientali e interpolazioni di ritmi interrotti.

Ricercatore della percezione sonora del sistema cognitivo-emozionale ed eco-sistemico dei condizionamenti. Impegnato attivamente nella composizione di colonne sonore per spettacoli e produzioni di danza contemporanea, teatro contemporaneo, installazioni d’arte in musei e gallerie d’arte e collabora con artisti della scena musicale nazionale e internazionale sia per l’esecuzione dal vivo che per l’arrangiamento discografico.

Un ritratto del sound artist Sadi, foto di Nicolò Taglia
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