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“Arcipelago Pulito” fa scuola, la legge salvamare è realtà: ora i pescatori possono recuperare la plastica

Approvata la nuova normativa ispirata al progetto regionale del 2018. Il presidente Giani: “Chi porta a riva la plastica trovata in mare non rischia più la multa”

pesca plastica mare

I pescatori da oggi potranno trasportare a riva i rifiuti che recuperano in mare con le proprie reti senza incorrere in alcun reato. È stata infatti approvata in via definitiva la legge cosiddetta “salvamare” che sana una situazione diventata ormai anacronistica. Raccogliere rifiuti in mare era come compiere due reati: traffico illecito e trasporto illegale di rifiuti. Assurdo soprattutto se si pensa che, in media, un peschereccio arriva a raccogliere in giornata quasi 7 chili di plastica. Un risultato atteso da ben quattro anni, dopo la presentazione della legge stessa nel 2018, e importante anche per la Toscana che, proprio nel 2018, aveva aperto la strada verso la legge con il progetto “Arcipelago pulito”.

La Toscana è stata ispiratrice di un progetto nazionale per la tutela dell’ambiente, è la constatazione del presidente della Regione Eugenio Giani: “Il progetto toscano “Arcipelago pulito” ha permesso ai pescatori di portare a terra i rifiuti rinvenuti in mare, senza rischiare una multa. Questo progetto, che mostrava lungimiranza e senso pratico, è stato reso ancora più efficace grazie al recupero delle materie, a partire dalla plastica, e all’economia circolare. Siamo molto fieri del fatto che la “legge salvamare” abbia reso nazionale questa buona pratica toscana”.

Il progetto Arcipelago pulito

La Toscana nel 2018, con “Arcipelago Pulito”, è stata la prima regione italiana a sperimentare le potenzialità del “fishing for litter”, ovvero la possibilità da parte dei pescatori di conferire i rifiuti raccolti in mare durante le ordinarie operazioni di pesca. Il progetto toscano ebbe una grande eco mediatica e fu presentato anche al Parlamento Europeo nel 2018, suggerendo alcuni emendamenti alla direttiva comunitaria sui porti. Le soluzioni individuate all’interno del progetto sono poi confluite nella proposta di legge salvamare.

“Ci è voluto del tempo e una discreta dose di caparbietà, ma finalmente questa legge è stata cambiata. E questo è stato possibile anche grazie al lavoro della nostra Regione, che ha avuto il coraggio di avviare il progetto Arcipelago Pulito, nel porto di Livorno, in accordo con i pescatori, Unicoop Firenze e Legambiente, che prevedeva la raccolta in mare e il trasporto a terra dei rifiuti per essere avviati al riciclo o allo smaltimento”, ha ricordato l’assessora all’Ambiente Monia Monni.

L’assessora ricorda anche un altro progetto, Isolem di Viareggio, che arricchiesce la filiera della sostenibilità e della tutela del mare:  “Il progetto viareggino, come gli altri, ha costituito un’utile esperienza per poter esser pronti, al momento dell’approvazione della nuova disciplina, a costruire una vera e propria filiera toscana del “fishing for litter”. Obiettivo anche del progetto “Arcipelago Pulito 2.0”, che la Giunta ha approvato nel 2019 come estensione del primo, ma che proprio l’assenza di una legge nazionale ha impedito finora di realizzare”.

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