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Anno da record per il prosciutto toscano dop: bene le vendite, l’export cresce del 30%

Il settore conta 20 aziende e occupa circa 4mila lavoratori, tra diretti e indotto. Volano le vendite delle vaschette di pre-affettato. Ottime performance sui mercati esteri: l’obiettivo per il 2022 è affermarsi in Usa e Canada

Prosciutto Toscano Dop - © Consorzio Prosciutto toscano Dop

Un 2021 da ricordare per il prosciutto toscano dop, con una crescita sensibile delle vendite e un aumento a doppia cifra sull’export. Un settore in buona salute, a guardare i dato dall’ente di certificazione Ifcq, che conta 20 aziende e circa 4mila lavoratori, tra diretti e indotto, con un valore della produzione di 37,8 milioni di euro e un fatturato al consumo di oltre 81 milioni di euro.

Il boom delle vaschette di affettato

Secondo i dati forniti dall’ente di certificazione, nel 2021 i prosciutti salati sono stati 284.751, per un volume di 3.986.514 chilogrammi. Sempre nel 2021, i prosciutti marchiati sono stati invece 307.295. Il principale canale di vendita resta la grande distribuzione, dove vengono venduti 4 prosciutti su 5. Le vie Ho.re.ca. nel 2021 hanno pagato ancora il prezzo delle restrizioni causate dalla pandemia e, insieme ai piccoli dettaglianti, rappresentano il restante 20%.

Dopo due anni particolarmente complessi, si respira un certo dinamismo sui mercati – spiega Fabio Viani, presidente del Consorzio – In Italia, forte è l’interesse della grande distribuzione: non dimentichiamo che, già nel biennio segnato dalla pandemia, come fotografato dai dati Iri, i salumi sono cresciuti del 6,8% in questo canale”.

Il risultato più significativo, soprattutto nella grande distribuzione organizzata, è la crescita del pre-affettato: nel 2021 sono state prodotte 3.517.950 vaschette di prosciutto toscano dop, un più 11,7% rispetto ai 12 mesi precedenti. Una tendenza in atto da alcuni anni, ma che ha subito un’accelerazione a partire dal 2020. Oggi le vaschette rappresentano circa il 30% delle vendite.

Esportazioni in aumento e nel 2022 l’obiettivo è crescere nel Nord America

Nel 2021, le esportazioni segnano una crescita considerevole: il 30% in più, con una incidenza del 15% del fatturato. Il principale mercato estero resta, per il 70%, quello europeo, in particolare la Germania e i Paesi del Nord Europa. Per quanto riguarda l’area extra Ue, Stati Uniti e Canada a parte, vanno bene Regno Unito, Giappone, Australia e Nuova Zelanda.

L’obiettivo 2022 è quello di crescere nel Nord America, un mercato maturo dove il prodotto è presente già dal 2013 e che presenta buone potenzialità di crescita. Da qui la decisione di ampliare l’attività promozionale: nei primi cinque mesi del 2021, il Consorzio ha già organizzato due mission b2b: negli Usa, a Las Vegas, in occasione del Winter Fancy Food Show, e in Canada, a Toronto, durante RC Show.

E per metà giugno, come annuncia il presidente, “il Consorzio ha in programma la partecipazione al Summer Fancy Food Show, a New York, dove mancavamo dal 2019″.

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