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Calcio, chi è Maria Sole Ferrieri Caputi, la prima donna che arbitrerà la Serie A

Dopo l’esordio in Coppa Italia, per la livornese si prospetta un brillante futuro nella massima serie del calcio italiano

È nata a Livorno, ha 32 anni e due lauree, una in scienze politiche e la magistrale in sociologia e nel prossimo campionato di calcio sarà la prima donna ad arbitrare un match di Serie A. Si chiama Maria Sole Ferrieri Caputi ed ha esordito come arbitro nel 2015 quando fischiò in Serie D nel match tra Levico e Atletico San Paolo. Da allora non si è più fermata portando avanti sia la carriera sportiva che quella professionale. Ferrieri Caputi è sì arbitro di calcio ma anche ricercatrice alla Fondazione Adapt (Associazione per gli Studi Internazionali e Comparati sul Diritto del lavoro e sulle Relazioni Industriali) e dottoranda all’Università di Bergamo.

La carriera

Per quanto riguarda il calcio, il suo curriculum non ha niente da invidiare a quello dei colleghi. Dopo il percorso iniziale nelle categorie provinciali e regionali, è seguito l’esordio in serie D nel 2015. Ha, poi, arbitrato il Torneo di Viareggio nel 2019 e, sempre nello stesso anno è diventata arbitro internazionale dirigendo l’incontro tra Scozia e Cipro valido per le Qualificazioni al campionato europeo di calcio femminile 2022 e due mesi dopo, per la stessa competizione, la partita Macedonia del Nord-Serbia. A settembre 2020 è passata alla Serie C a cui è seguita la designazione in sala Var per la Serie B.

Il punto più alto della sua carriera, ad oggi, è arrivato lo scorso 15 dicembre 2021 quando ha diretto Cagliari-Cittadella, match valido per i sedicesimi di Coppa Italia. Una prova sul campo di livello e un arbitraggio estremamente credibile con 3 cartellini gialli e ben 3 gol annullati con l’ausilio del Var, tanto da aver fatto dichiarare ai vertici dell’Associazione italiana arbitri: “Siamo orgogliosi di lei, farà strada”.

Se nel campionato 2022/23 ci sarà l’esordio di Ferrieri Caputi nella massima serie “sarà per merito e non per privilegio”, così ha precisato Alfredo Trentalange, numero uno dell’Aia, Associazione italiana arbitri durante la conferenza stampa di fine campionato che si è tenuta nell’Auditorium del Centro Tecnico Federale di Coverciano alcuni giorni fa.

“Chiamatemi arbitro”

Proprio in occasione dell’arbitraggio nei sedicesimi di Coppia Italia, Ferrieri Caputi ha precisato in una intervista al Corriere della Sera: “Non chiamatemi arbitra, ma arbitro. Novanta volte su cento quando mi dicono arbitra è per sottolineare che sono una donna. Quindi preferisco arbitro. Credo che quando non ci sarà più l’esigenza di sottolinearlo, allora vorrà dire che ci sarà davvero parità”.

Vocazione

Il mondo degli arbitri sta vivendo una crisi di vocazione, con la perdita di oltre 4mila giovani fischietti negli ultimi. Questo settore “ha bisogno di belle storie” ribadisce Trentalange, e quella di Ferrieri Caputi, la prima donna destinata ad arbitrare in serie A lo è eccome. L’auspicio è che sia la prima di una lunga serie di professioniste in campo. I segnali ci sono tutti anche a livello internazionale, nei Mondiali in Qatar ci saranno, infatti, ben tre arbitre scelte dal Comitato della Fifa, presieduta da Pierluigi Collina: la francese Stephanie Frappart (già a Euro2020), la ruandese Salima Mukansanga e la giapponese Yoshimi Yamashita.

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