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Operazione spiagge pulite da plastica e mascherine abbandonate. Piero Pelù torna con il suo “Clean Beach Tour”

Nel fine settimana il cantante sarà con Legambiente sul litorale toscano. Secondo il rapporto “Beach litter 2021”,  ogni 100 metri ci sono 783 rifiuti

Piero Pelù

Plastica, polistirolo, cotton fioc, bottigliette e tappi. Ecco i rifiuti trovati sulle spiagge del litorale toscano. Sono le lunghe tracce dell’inciviltà che non risparmiano nessun lembo di costa. E come è facile immaginare, si assiste ovunque ad un aumento di guanti e mascherine abbandonate e altri oggetti legati all’emergenza sanitaria, pericolosi per l’ambiente e per gli animali.

È Legambiente con il suo rapporto sullo stato delle spiagge italiane “Beach Litter 2021” a fare una fotografia. Uno scatto, a dire il vero, poco impietoso sulla Toscana. Su un campione di 2.100 metri quadrati di costa campionata (a Cecina, in provincia di Livorno), sono stati trovati 32 specie di rifiuti. Nel dettaglio: pezzi di polisterolo, pezzi di plastica, mozziconi di sigaretta, cotton fioc in plastica, tappi e coperchi, bottiglie e contenitori per bevande, pacchetti di patatine e dolci.

Guardando al dato italiano, la situazione si complica. La media nazionale dice che si trovano  783 rifiuti ogni 100 metri lineari  di spiaggia ed è  plastica nell’84% dei casi. Un numero che supera il target di riferimento stabilito a livello europeo per considerare una spiaggia in buono stato ambientale: 20 rifiuti spiaggiati ogni 100 metri lineari di costa. In più di due spiagge su tre  si trovano  anche guanti monouso e mascherineL’indagine di Legambiente ha riguardato 47 spiagge in 13 regioni (Abruzzo, Basilicata, Toscana, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia, Veneto) per un totale di 176.100 metri quadrati di costa. Sono sono stati censiti 36.821 rifiuti ed è stato trovato di tutto,  per lo più materiale usa e getta, legati principalmente agli imballaggi, al consumo di cibo e ai rifiuti da fumo, oltre che all’emergenza sanitaria.

Spiagge pulite con i volontari di Legambiente: scende in campo Pierò Pelù

Dai numeri ai fatti: il fine settimana dal 14 al 16 maggio torna l’iniziativa di Legambiente per ripulire arenili e fondali dai rifiutiOltre 60 gli eventi in programma in 15 regioni italiane  e, come ormai di consueto, ci sarà anche Piero Pelù con il ‘Clean Beach Tour’ che fa tappa proprio in Toscana. La spiaggia resterà top secret fino all’ultimo, fanno sapere da Legambiente, per evitare assembramenti. Con il cantante ci saranno circa 100 volontari già individuati dall’associazione. I partecipanti potranno condividere il lavoro sui social con gli hashtag #CiPiaciUnSacco e #SpiaggeFondaliPuliti.

“L’inquinamento da plastica in mare e sulle spiagge – dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – resta, insieme all’emergenza climatica, l’altra grande questione ambientale e mondiale da affrontare con interventi e politiche mirate tenendo alta l’attenzione sul tema”. Quasi la metà dei rifiuti spiaggiati sono al centro della direttiva europea sulla plastica monouso. “Chiediamo che l’Italia emani entro il 3 luglio 2021 il decreto legislativo di recepimento della direttiva europea pensata per bandire e ridurre la produzione e commercializzazione di alcuni prodotti di plastica monouso su tutto il territorio nazionale. Non ripetiamo lo stesso errore fatto con l’ennesima proroga della plastic tax”

Le misure europee sui prodotti usa e getta

L’usa e getta è una delle cattive abitudini che più danneggiano l’ambiente: produce da sola il 40% dei rifiuti che sporcano mare e spiagge. Questi prodotti sono al centro  della diretta europea, detta anche SUP (Single Use Plastics), che prevede misure specifiche. Ad esempio, per le bottiglie e i contenitori di plastica, inclusi i tappi e anelli, l’obiettivo di raccolta è del 90% al 2025 e la capacità di riciclo almeno del 90%  entro il 2029, con un target intermedio del 77% al 2025. Nel testo si introduce anche l’obbligo, a partire dal 2024, di avere il tappo attaccato alla bottiglia per evitare che questo si disperda con facilità. Per gli immancabili mozziconi di sigaretta, la proposta di direttiva prevede obblighi per i produttori che contribuiranno a coprire i costi di gestione e bonifica oltre che quelli per le misure di sensibilizzazione.

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