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Pasqua in Toscana tra antichi riti popolari e storiche tradizioni religiose

Dallo scoppio del carro a Firenze, Rufina e Figline Valdarno alla rievocazione della Passione a Grassina e a San Zeno. Nella Cappella Rucellai tornano a splendere dopo 500 anni le luci sul sacello del Santo Sepolcro

La rievocazione storica della Passione di Cristo a Grassina - © pagina Facebook Comune di Bagno a Ripoli

In Toscana la Pasqua è nel segno di antichi riti popolari e di storiche tradizioni religiose. Tanti gli appuntamenti da non perdere nei giorni precedenti e subito successivi la festa per la Resurrezione di Cristo. Se lo Scoppio del Carro è l’evento che più calamita l’attenzione di fiorentini e stranieri, non mancano gli appuntamenti meno noti o decisamente insoliti che meritano di essere visti e scoperti in questi giorni di festa. Il Venerdì Santo esercita un forte appeal la Rievocazione della passione di Cristo a Grassina.

Lo Scoppio del Carro a Firenze

Il volo della colombina dalla navata centrale del Duomo di Firenze per “far esplodere” il Brindellone è un evento di antica tradizione. Ogni anno richiama decine di migliaia di turisti in piazza per la Pasqua in Toscana. Il carro carico di mortaretti viene trainato da buoi infiocchettati fino al sagrato del Duomo. A scortarlo un corteo di oltre 150. Alle 11, al canto del “Gloria in Excelsis Deo”, viene dato fuoco alla miccia della colombina. Con un forte sibilo prende il volo lungo il filo compiendo il percorso dalla navata centrale del duomo al carro per tornare poi al punto di partenza. Lo spettacolo pirotecnico ha inizio.

Lo scoppio del carro a Rufina – © Comune di Rufina

Lo scoppio del carro a Rufina

A Rufina, alla vigilia della Pasqua, nella notte di sabato 16 aprile in Piazza Umberto I, (ritrovo ore 23), c’è lo Scoppio del Carro, organizzato dal Comitato omonimo e da quest’anno finanziato dall’Amministrazione Comunale. Le origini di questa manifestazione risalgono al 1937, quando un gruppo di cittadini rufinesi inventarono un rudimentale “marchingegno” chiamato Berta per far scoppiare un primitivo petardo. Nel 1946 la Berta divenne lo Scoppio del carro. Il funzionamento è simile a quello della manifestazione fiorentina, la colombina di cartapesta, accesa all’altezza dell’altare della Chiesa di San Martino, colpisce il carro e fa partire lo spettacolo pirotecnico. Il carro attuale trova spunto da un disegno nella Biblioteca Magliabechiana di Firenze che risale alle metà del ‘600. E’ impreziosito da pitture che rappresentano il Cristo Risorto, San Martino patrono di Rufina e vedute del territorio Rufinese.

Lo scoppio del carro a Figline Valdarno – © Comune di Figline e Incisa Valdarno

Lo scoppio del carro a Figline Valdarno

Evento analogo si svolge la mattina di Pasqua anche a Figline Valdarno: prima la sfilata del corteo storico delle contrade e degli sbandieratori, poi la celebrazione della santa messa in Collegiata. Al termine, la presentazione del drappo da assegnare alla contrada vincitrice del prossimo Palio di San Rocco. Alle 12 lo scoppio del carro in piazza Ficino seguito dall’esibizione degli sbandieratori dei borghi e sestieri fiorentini. Gli eventi sono organizzati dalla pro loco Marsilio Ficino di Figline, dagli sbandieratori dei borghi e sestieri fiorentini e dalla Compagnia delle Contrade di Figline con il patrocinio del Comune di Figline e Incisa Valdarno.

La rievocazione storica della Passione di Cristo a Grassina – © pagina Facebook Comune di Bagno a Ripoli

La Rievocazione storica della Passione di Cristo a Grassina

E’ uno degli appuntamenti più sentiti della Pasqua in Toscana. La Rievocazione Storica della Passione di Cristo, in programma la sera del Venerdì Santo a Grassina, viene organizzata da Cat onlus con il supporto del Comune di Bagno a Ripoli. Si comincia alle 21 con la proiezione di immagini di repertorio che racconteranno la storia della Rievocazione di Grassina attraverso una voce narrante. La rappresentazione entra nel momento clou conuna serie di scene, compresa quella dell’ultima cena, che porteranno all’incoronazione di Gesù con la corona di spine e alla consegna della croce. Infine, il corteo in costume sfilerà per le strade di Grassina, accompagnando Gesù verso la Crocefissione. Scena, quest’ultima, che verrà proiettata sulle pareti della piazza.

La passione di Cristo sulla collina a San Zeno – © Acli Arezzo

La Passione di Cristo sulla Collina a San Zeno

San Zeno torna a ospitare la Passione di Cristo sulla collina. L’appuntamento è fissato per le 21 di venerdì 15 aprile quando il piccolo paese alle porte di Arezzo proporrà un viaggio indietro nel tempo. La Pasqua in Toscana propone una delle più antiche rappresentazioni della via Crucis. Coinvolti oltre 60 volontari impegnati come figuranti, tecnici e collaboratori. La Passione di Cristo sulla collina, giunta alla XXXVI edizione, è ad ingresso gratuito. Un lavoro di squadra tra parrocchia e circolo Acli di San Zeno, con il patrocinio di Comune di Arezzo, Acli provinciali e Federazione Anziani e Pensionati Acli.

La Cappella Ruccellai – © Museo Marino Marini di Firenze

Cappella Rucellai: le luci sul Sacello del Santo Sepolcro

Si riaccendono dopo 500 anni le luci sul Tempietto di Leon Battista Alberti. Venerdì 15 aprile alle 19 riprende un’antica tradizione della Pasqua in Toscana. Per evocare il miracolo del Sacro Fuoco di Gerusalemme, ogni anno di Venerdì Santo venivano poste sul Sacello 30 candele a rischiarare i fedeli. Soffermandosi nello spazio, tuttora consacrato, durante il periodo pasquale – dichiara una bolla papale datata 1471 – si otteneva l’indulgenza plenaria. Per l’occasione il sassofonista Gavino Murgia si esibirà in una “preghiera jazz” negli spazi della Cappella Rucellai. Il capolavoro assoluto dell’architetto Leon Battista Alberti, con il Tempietto del Santo Sepolcro, si trova all’interno del Museo Marino Marini a Firenze.

La Giudeata di Chianciano Terme – © Pagina Facebook la Giudeata di Chianciano Terme

La Giudeata di Chianciano Terme

Il Venerdì Santo a Chianciano Terme si svolge da ormai quasi 40 anni la Giudeata. Una manifestazione ideata da Don Carlo Sensani. Si tratta di 150 figuranti in costumi storici chiamati a impersonare i personaggi della Passione. Ci sono i soldati romani a cavallo, il gruppo dei senatori, il Sinedrio e la corte di Erode. E ancora il corteo delle pie donne con la Madonna e Cristo che porta la croce al Calvario, la Turba e Nicodemo. Il corteo si muove dalla Chiesa Collegiata, seguito dalla Banda cittadina “Bonaventura Somma”, le sacre effigi del Cristo morto e la venerata immagine della Madonna addolorata. In processione i di fedeli in preghiera. Prima di rientrare nella Chiesa Collegiata il corteo sosta fuori dalle mura. Qui vengono declamati passi del Vangelo sulla passione di Cristo. Poi tutti in chiesa per l’adorazione del Cristo ligneo.

La processione degli scalzi a Piancastagnaio

Il 15 aprile, in occasione del Venerdì Santo, torna a Piancastagnaio l’antica e suggestiva processione del Cristo morto e degli Scalzi. I figuranti e i fedeli percorrono la via dolorosa lungo i vicoli del centro storico del paese. Accanto ai tre uomini scalzi chiamati a portare a spalla le pesanti croci di legno, ci saranno le tre statue dell’Ecce homo (il Cristo condannato), dell’Addolorata e del Cristo morto, realizzata nel 1864 dall’artista senese Pasquale Leoncini. Per antica tradizione sono i fratelli della Misericordia in cappa nera e incappucciati a portare la statua del Cristo Morto in processione. La processione degli scalzi è diffusa anche a Pienza, sempre in occasione del Venerdì Santo.

La processione “buia” di Radicofani

A Radicofani si svolge una delle processioni più antiche della Toscana. I festeggiamenti per la Pasqua cominciano la sera del Giovedì Santo, con una messa  in ricordo del’ultima cena e l’apertura del sepolcro del Cristo. Si tiene la processione di penitenza chiamata “buia” a ricordare la morte di Gesù. Vi partecipano 12 fratelli della congregazione di Sant’Agata (in cappa rossa) e 12 membri della confraternita di Misericordia (in cappa bianca). La processione del Venerdì Santo parte dalla chiesa di San Pietro (ore 21.30) e procede fino alla chiesa di Sant’Agata, dove c’è l’adorazione del Calvario. Un apparato costruito attorno all’altare di Andrea Della Robbia, con 750 luminarie allegoriche.

Festa del cedro a Bibbona

La festa del Cedro o di Mezzandì vanta origini antichissime. E’ una sagra che si svolge a Bibbona in occasione del lunedì dell’Angelo. Fu papa Callisto, circa 5 secoli fa, a imporre il cedro come tributo da pagare al Vescovo di Volterra. Il nome di Mezzandì deriva dall’abitudine il lunedì di pasqua di offrire il cedro alla propria amata. Così la festa è un evento della Pasqua in Toscana ma è divenuta anche il giorno degli innamorati. Per la festa del Cedro viene allestito un mercatino lungo le strade del paese. In programma mostre, concerti, giochi, sfilate di costumi medioevali e stand gastronomici. La festa del cedro si chiude con il palio delle botti.

La Sportella di Pasqua

La Festa della Sportella all’Elba

Sull’isola d’Elba, all’Eremo di Santa Caterina a Rio nell’Elba, si celebra la Festa della Sportella. Si tratta di un tipico dolce pasquale che ricorda vagamente un cestino. Secondo la tradizione il giovane riese, la mattina della Domenica delle Palme, regalava all’innamorata un paniere con fiori e il ceremito, dolce pasquale dalla forma fallica. Se la ragazza trovava di suo gradimento il dono ricevuto ricambiava con la sportella infiocchettata e benedetta. I due innamorati si incontravano per consumare assieme il pegno d’amore.

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