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Ramin Bahrami: “una volta ho sognato di passeggiare con Johann Sebastian Bach”

Il pianista di fama mondiale eseguirà sabato 17 ottobre a Firenze il “Concerto per pianoforte e orchestra BWV 1052” uno dei capolavori di Johann Sebastian Bach

Ramin Bahrami

Si svolge a Firenze dal 17 ottobre al 2 dicembre la quarta edizione Festival della liuteria toscana a cura del maestro Giuseppe Lanzetta che permetterà di ascoltare in 13 concerti preziosissimi strumenti d’epoca di collezioni private. Novità dell’edizione 2020 la rassegna “Universo Bach” a cura di Mario Ruffini che vede in programma l’integrale dei concerti per pianoforte e orchestra del genio di Eisenach. Sabato 17 ottobre all’Auditorium Santo Stefano al Ponte il pianista di fama mondiale Ramin Bahrami eseguirà il “Concerto per pianoforte e orchestra BWV 1052” uno dei capolavori di Johann Sebastian Bach. Bahrami è uno dei massimi interpreti di Bach a livello mondiale, una passione che lo accompagna da quando era ancora un bambino. Nell’intervista ci racconta la nascita di questo grande amore.

La musica di Bach ha 300 anni, come mai è ancora così attuale?

Bach è il filosofo più grande di tutta la musica, di tutte le nazioni e di tutte le epoche, è un maestro di fratellanza, unione, amore e libertà, un elemento oggi molto importante da difendere a denti stretti perché purtroppo stiamo vivendo un’emergenza globale che ci sta togliendo tutte le nostre libertà d’espressione e di umanità. E’ importante contrastare l’emergenza ma l’arte, la libertà, la musica, la bellezza vanno difese più di prima perché sono necessarie come l’acqua che beviamo e l’aria che respiriamo. Per cui dobbiamo affrontare le difficoltà ma non dimenticare la libertà e Bach è il più grande autore della libertà.

Lei eseguirà a Firenze il Concerto 1052, uno dei più noti di Bach, come mai questa scelta?

E’ un ricordo, è stato il primo concerto con cui ho debuttato a 13 anni con un’orchestra. Questo pezzo mi lega anche a una cosa che ho realizzato con il mio amico Mario Ruffini. A Firenze qualche anno si è tenuto il “World Bach Festival” la manifestazione più grade mai dedicata a questo compositore. Il festival vide la partecipazione di 50 mila persone da tutti i paesi del mondo. Ritornare qui con lo stesso concerto con cui aprii il festival per me è una grande emozione.

C’è ancora un Bach da scoprire?

Ogni nota di Bach è sempre da scoprire. Ogni volta che affronto un pezzo che ho già suonato come per esempio le Variazioni Goldberg che suono da 30 anni mi sento all’inizio, sento di non aver capito assolutamente nulla perché questa è la grandezza di Bach. E’ una musica apparentemente fissata sulla partitura, ma che è in continua evoluzione. E’ una musica che rinasce ascolto dopo ascolto e suonata dopo suonata.

Com’è nata la sua devozione verso Johann Sebastian Bach?

La colpa o il merito è del grandissimo pianista canadese Glenn Gould che io ebbi la fortuna di ascoltare in un LP che mi aveva regalato un’amica persiana appena tornata da Parigi. Un disco magico con la scritta “Bach Partitas Glenn Gould Piano” io rimasi totalmente colpito e toccato. Avevo 5 anni e mezzo e dissi a mia mamma: ‘vorrei tornare a casa a fare l’arpeggio in mi minore’. Dalì era chiaro che dovevo affrontare Bach per tutta la vita. Poi una volta lo sognai. Ho sognato di fare una gita in un castello tedesco che poi ho visitato anni dopo quando avevo più di 30 anni quando suonò uno dei miei maestri il grande András Schiff. In quel giardino feci un giro con Johann Sebastian Bach che non ha mai aperto bocca. Io ero vestito come un moccioso moderno con i jeans e le bretelle mentre lui era come nel ritratto di Haussmann. Non disse niente.

Grazie a Marco Mannucci per la gentile collaborazione

Informazioni sull’evento:

  • Quando17 Ottobre 2020
  • DoveAuditorium Santo Stefano al Ponte, Piazza di Santo Stefano, 5, Firenze (Firenze) Indicazioni
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