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Stefania Sandrelli compie 80 anni, auguri alla stella del cinema italiano nata in Versilia

L’attrice viareggina vanta una carriera di successi che l’hanno resa icona per femminilità e talento. Lanciata da Germi, ha lavorato con Scola, Bertolucci, Comencini, Virzì e Sorrentino

Stefania Sandrelli in Partenophe di Sorrentino

Lo sguardo sognante, i modi naturalmente sensuali, un’eleganza innata: è Stefania Sandrelli, icona del cinema italiano di ogni epoca, che il 5 giugno compie 80 anni, quasi lo stesso giorno della Repubblica italiana. Nata a Viareggio nel 1946, inizia giovanissima a calcare scene e frequentare set, incantando per bellezza e carisma.

Una diva che non invecchia, perché restare sempre giovani, anche a 80 anni, è un talento. Sandrelli ce l’ha, negli occhi e nei modi, nella sua capacità rara di “stupirsi sempre, altrimenti si smette di vivere”, come dice spesso. Leggera e ironica, i successi raccolti nei lunghi anni di carriera non hanno scalfito queste virtù.

Per celebrarla, Rai Cultura gli dedica la programmazione, riproponendo lo speciale “Stefania Sandrelli dal 1963 al 2000”, in onda su Rai Storia. Nel documentario,  l’attrice si sofferma su alcuni momenti salienti della sua vita e della sua carriera con immagini di repertorio e le parole che le hanno dedicato Pietro Germi, che la lanciò, e Luciano Salce.

Una vita di successi

Nata nel 1946 a Viareggio, a quindici anni vince il titolo di Miss della città della Versilia. Paolo Costa, fotografo per il settimanale Le Ore, le dedicò un servizio e da lì cominciò tutto. A sedici anni inizia a lavorare nel cinema, prima con piccole parti come in “Gioventù di notte” e “Il federale”, ma il successo arriva con Pietro Germi che la volle per “Divorzio all’italiana”. In quel film venne notata da Gino Paoli con cui iniziò una storia d’amore tormentata. Nel 1964 nasce Amanda, ma la loro relazione si chiude nel 1968.

La carriera della Sandrelli è in ascesa. Recita in film di successo come “C’eravamo tanto amati”, “Il conformista” e “Quelle strane occasioni”. In “Novecento” lavora con Gerard Depardieu con cui ha una relazione che manda in crisi il suo matrimonio con Nicky Pende, da cui ha avuto il figlio Vito.

Dopo gli anni 80, Stefania Sandrelli esplora il cinema erotico con Tinto Brass in “La Chiave” (1983) e in “Prosciutto, prosciutto” di Bigas Luna, nel 1992. Cambia genere e si sposta verso le pellicole d’autore, commedie leggere e anche serie tv. Generi diversi che spiegano anche come la sua scelta di non farsi imprigionare in un ruolo sia stata vincente.

Ha lavorato con Scola, Bertolucci, Comencini, Virzì e Sorrentino, attraversando decenni con una legerezza che non è superficialità, ma con l’intelligenza di non prendersi mai sul serio. Un’attrice che è ancora capace di cavalcare l’evoluzione dell’immaginario popolare incarnando sempre una femminilità libera, naturale, mai artefatta. Forse il segreto del suo successo è proprio lì: essere sempre fedeli alla propria natura.

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