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© Simona Bellocci

Viaggi /TOUR TRA ARTE E OLIO

Viaggi romantici, a Seggiano la terrazza con l’olivo dell’amore

Un angolo en plein air dove scambiarsi amore eterno, un olivo le cui radici sono sospese nel vuoto di un’enorme cisterna, una Madonna le cui nudità sfuggirono alla censura della Controriforma. Il nostro viaggio nel borgo dell’Amiata che racconta mille storie, di ieri e di oggi

Una strada che porta verso il borgo medievale, di lato le case, una in fila all’altra, di fronte la campagna che si apre ariosa spingendo l’occhio oltre il possibile. Distese di piccole coltivazioni di olivi, appezzamenti e terre che un tempo erano oggetto di ‘dote’, quando ci si doveva sposare. Così le proposte di matrimonio a Seggiano avvenivano proprio lungo questa strada con una salita morbida e un panorama magnifico. Promesse d’amore disperse nell’infinito del paesaggio amiatino e promesse di una vita serena e di benessere, grazie a ciò che si possedeva e si poteva mostrare alla futura sposa.

E così oggi – quelle antiche promesse – sono ricordate con l’olivo dell’amore e una micro terrazza gioiello dalla quale farne di nuove, a suggello delle storie tra innamorati.

Terrazza dell’amore, Seggiano – © Simona Bellocci

In fondo anche quella tra Seggiano e la sua olivastra è una grande storia di eterna passione, filo rosso di un viaggio che porta dentro il mondo agricolo ma anche in quello dell’innovazione e della ricerca.

Tutto parla di olio nel borgo dell’Amiata, a partire dal Museo diffuso dedicato all’olivastra seggianese che si trova nel borgo medievale. Un museo che propone un percorso coinvolgente che parte dall’antica cisterna dell’acqua ricavata negli spazi della cinta muraria del paese. Qui si trova l’olivo più grande al mondo alimentato con tecnologia aeroponica, dunque con il vapore che ormai tutti chiamano ‘olivo del cisternone’.

L’olivo sospeso di Seggiano – © Sheila Niccolai per Fondazione Sistema Toscana

La sorpresa poi è legata alle radici di questa pianta che non risiedono nella terrà bensì sono sospese per aria in virtù dell’esperimento che vuole innanzitutto studiare l’intelligenza delle piante. E’ sicuramente un’esperienza d’impatto quella di poter vedere l’olivo, al centro di una terrazza del borgo e poi scendere nella cisterna, per osservarlo a testa in su, con le radici che ciondolano imponenti come tentacoli nel vuoto.

olivo sospeso seggiano cisterna

Un percorso – quello del Museo dell’olio che porta anche a salti indietro nel tempo grazie alla visita al vecchio frantoio, in uno spazio interrato dove si trovano le  macine dell’Ottocento che all’epoca segnarono l’avanguardia. Infatti la grande mola di pietra veniva girata grazie ad un motore elettrico e non grazie all’utilizzo degli animali.

 “L’olivastra è una cultivar particolarissima – ci spiega il presidente del consorzio di tutela dell’olio di Seggiano DOPLuciano Gigliotti – che vive solo in questo territorio, quello dell’Amiata. E’ un’oliva molto piccola ma molto generosa”.

Quella dell’olivastra seggianese è infatti una cultivar di qualità inconfondibile che regala un olio saporito,  piccante, di colore giallo-dorato, con fragranze fresche e fruttate e note di carciofo che donano una nota leggermente amara.

Olio che è possibile gustare negli spazi dell’oleoteca del Consorzio, appena fuori dal borgo antico, dove trovare prodotti a filiera cortissima.

Per gli amanti dell’arte ci sono poi tre luoghi assolutamente da visitare. Il primo è il Santuario della Madonna della Carità, costruito alla fine del Cinquecento. La particolarità è la cupola, a quattro spicchi che rimanda – seppur lontanamente – alla cattedrale di Santa Maria del Fiore di Firenze, con la Cupola del Brunelleschi.

Il secondo è l’Oratorio di San Rocco che conserva l’affresco della Madonna del Latte sfuggita alla censura del Concilio di Trento e la Controriforma. Nel Seicento molte nudità nell’arte vennero ‘coperte’, come nel caso della Cacciata dall’Eden di Masaccio, nella Cappella Brancacci a Firenze, con le famose ‘foglie di fico’, rimosse solo qualche decennio fa.

Infine il Giardino di Daniel Spoerri è meta ideale per chi ama l’arte contemporanea, un gioiello unico nel suo genere, un percorso in una natura aspra e dolce al tempo stesso: 16 ettari di terreno impreziositi da sculture in bronzo, in tutto 112 opere create da 55 artisti.Un viaggio tra arte, uomo e natura.

 

 

 

 

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