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Volterra città toscana della cultura: sei mostre tra arte antica e contemporanea

Protagonisti Michelangelo Pistoletto, Giada Fedeli, Gianni Lucchesi, Raffaello Gambogi e Mino Trafeli e un itinerario tra l’arte etrusca e contemporanea

Sei mostre tra arte antica e arte contemporanea dall’estate fino all’autunno. E’ questo il programma di Volterra 2022 che vedrà confrontarsi a Palazzo Minucci Solaini che ospita la Pinacoteca dove è conservata la Deposizione di Rosso Fiorentino, Michelangelo Pistoletto, l’artista Giada Fedeli aka Grammaphi e Gianni Lucchesi uno degli artisti emergenti più qualificati del momento.

Ma Volterra rende omaggio anche a due grandi artisti del recente passato: Raffaello Gambogi, pittore del gruppo dei postmacchiaioli che soggiornò ripetutamente a Volterra, nell’ospedale psichiatrico, nel tentativo di curare la depressione in cui era caduto e Mino Trafeli con ben due mostre nell’anno del centenario dalla nascita.

Infine, il progetto “Timeless encounters”, un dialogo vivo tra arte etrusca e arte contemporanea che mette in primo piano opere di rilievo e importanza storica provenienti dal Museo etrusco Guarnacci e opere di particolare esecuzione di artisti nazionali e internazionali contemporanei.

“L’arte  – spiega Dario Danti, assessore alle Culture del Comune di Volterraè protagonista nei Musei Civici di Volterra con sei mostre che accompagneranno la nostra estate e l’autunno. Siamo impegnati da sempre nella valorizzazione e nella promozione dei nostri beni culturali, monumentali e archeologici. Farlo anche attraverso mostre di alta qualità e di valore artistico di livello nazionale ci rende orgogliosi. Inoltre, grazie a questo percorso, sono rafforzate collaborazioni con altri enti, fondazioni, gallerie e istituzioni e nuovi rapporti si sono aggiunti proprio quest’anno, anno in cui Volterra è la Prima città toscana della cultura.”

Le sei mostre in programma

“Scala del Terzo Paradiso” di Michelangelo Pistoletto ripropone la forza scenica e la tensione espressiva della “Deposizione” di Rosso Fiorentino attraverso il simbolo del Terzo Paradiso, riconfigurazione del segno matematico dell’infinito composto da tre cerchi consecutivi, sospeso su una scala a pioli. La scala, strumento utilizzato nella Deposizione, diventa così protagonista del dualismo salire-scendere. Il colore giallo si unisce al colore rosso dei tessuti per creare il colore arancio, che non esisterebbe senza l’unione dei due. L’arancio e il rosso presenti nella “Deposizione” di Rosso Fiorentino, divengono, nel “Terzo Paradiso”, abiti usati e vissuti che ci riportano all’idea di società. La corda assume senso di energia dinamica, in quanto strumento per elevare verso l’alto il simbolo della creazione. Pinacoteca e Museo Civico, Palazzo Minucci Somaini, via dei Sarti 1, Volterra. Fino al 1 novembre.

Giada Fedeli

“Rosaforte” nel chiostro della Pinacoteca, della pittrice pomarancina Giada Fedeli aka Grammaphi è un percorso ambivalente tra antico e contemporaneo, una rielaborazione odierna della sacralità vista con occhi nuovi. La mostra parte all’omaggio alla “Venere degli stracci” di Pistoletto. “Un’esplosione di Rosaforte – spiega Giada Fedeli – farà da sfondo a una serie di giochi ed ironie. Le vesti cadono, la pelle si illumina, gli occhi si perdono chissà dove e i bambini giocano. Tutti gli attori per un attimo perdono la posa, e chi invece di recitare proprio se ne infischia, stira e pulisce oggetti e stracci”. Pinacoteca e Museo Civico, Palazzo Minucci Somaini, via dei Sarti 1, Volterra. Fino al 30 settembre.

“Fatal Error” di Gianni Lucchesi è un crash inaspettato che fa perdere l’equilibrio. Nella mostra dell’artista toscano, tra le luci e le ombre dei sotterranei della Pinacoteca, il visitatore avrà l’opportunità di guardarsi indietro e così anche di guardare avanti, di perdere l’equilibrio da tante prospettive diverse per riconoscere le proprie distorsioni quotidiane. Le opere, tutte destabilizzanti, sono espressione del rischio costante che l’uomo vive, tra continue connessioni e disconnessioni. La mostra è a cura di Carlo Alberto Arzelà, con i testi di Nicolas Ballario. Pinacoteca e Museo Civico, Palazzo Minucci Somaini, via dei Sarti 1, Volterra. Fino al 30 settembre.

La mostra “Raffaello Gambogi (1874-1943): arte e sublimazione” racconta la vicenda artistica e umana del pittore del gruppo dei postmacchiaioli, dagli anni della sua formazione al Reale Istituto di Belle Arti di Firenze, sotto la guida del maestro Giovanni Fattori, fino al periodo tormentato che precede la morte avvenuta a Livorno, la sua città natale, nel 1943. Vissuto tra Livorno, Firenze e Torre del Lago, Gambogi soggiornò ripetutamente a Volterra, nell’ospedale psichiatrico, nel tentativo di curare la depressione in cui era caduto. La sua vicenda diventa paradigmatica rispetto alle sorti dell’artista creativo a cavallo di due secoli, quando l’estro e la passione sembrano rappresentare sintomi di una malattia dello spirito. Sottotetto Palazzo dei Priori, piazza dei Priori 20, Volterra. Fino al 4 settembre.

In occasione del centenario dalla nascita Volterra omaggia Mino Trafeli con due mostre

“Mino Trafeli: la scultura impossibile 2018-1980” a cura di Marco Tonelli e del Comitato per la promozione dell’opera di Mino Trafeli, è la prima tappa di una trilogia che si svolgerà nel Palazzo dei Priori, dedicata all’opera dello scultore volterrano (1922-2018) più rappresentativo della città toscana, nell’anno del centenario della nascita dell’artista. La mostra, con cadenza annuale e con un ordine cronologico invertito, come era nello spirito destabilizzante della poetica di Trafeli, dalle ultime opere alla produzione iniziale, vuole rendere testimonianza non solo della sua scultura, ma anche del suo spirito irriverente, ironico, mai fisso e sempre in cambiamento, come dimostrano le modificazioni continue di opere, le loro distruzioni, le loro combinazioni e riutilizzazioni sempre differenti, la pratica della decostruzione di immagini plastiche e video. Sala Bianca, Palazzo dei Priori, piazza dei Priori 1, Volterra. Fino all’8 gennaio 2023.

“Mino Trafeli: gli studi, la grafica, la scultura”, a cura di Marco Tonelli e del Comitato per la fruizione pubblica delle opere di Mino Trafeli, con fotografie di Fabio Fiaschi, è in programma al Centro Studi Espositivo Santa Maria Maddalena. Sono qui esposte le fotografie realizzate di Fabio Fiaschi degli studi dell’artista (Via Ricciarelli, Porta all’Arco e padiglione Ramazzini dell’ex ospedale psichiatrico), studi dove si incontrava Trafeli e si parlava con lui di arte, immaginando il lavoro a venire e vedendo modificare quello in progress, e una nutrita serie di opere grafiche (disegni, litografie e acqueforti) realizzate dall’artista tra 1963 e 1980. Centro Studi Espositivo Santa Maria Maddalena FCRV, piazza San Giovanni, Volterra. Fino all’8 gennaio 2023.

Gianni Lucchesi

In occasione dell’apertura delle nuove sale restaurate del Museo Etrusco Guarnacci, AEVUM presenta “Timeless Encounters” un dialogo tra artisti e opere di epoche diverse all’interno di una linea del tempo unica, riunendo all’interno di una stessa sala preziosi reperti archeologici provenienti dalla collezione permanente del Museo Guarnacci e opere di Akiko Hirai (Giappone/UK) e Eleanor Herbosch (Belgio). I segni vivi e graffianti realizzati in acrilico e argilla dei dipinti di Herbosch si fanno forma scritta, avvicinandosi a quella stessa carica emozionale e misteriosa della scrittura etrusca. Accanto a lei, le sculture in ceramica di Hirai sono espressione di un’esplorazione dell’idea di contrasto, una giustapposizione di argilla grezza e smalto traslucido. Saletta del Giudice Conciliatore, Palazzo dei Priori, piazza dei Priori 1, Volterra. Fino al 4 settembre.

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