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Campi di lavanda in Toscana, da Santa Luce a davanti San Guido a Bolgheri

Dalle Terre di Pisa alla Maremma, da Montespertoli a Massarosa festival e manifestazioni per uno spettacolo che ogni anno richiama decine di migliaia di visitatori

I Giorni della Lavanda a Santa Luce - © Terre di Pisa

Un angolo di Provenza in Toscana. Accanto alle distese di girasoli tra giugno e luglio soprattutto nei campi lungo la costa tirrenica si assiste allo spettacolo della fioritura di lavanda. Una coltivazione sempre più apprezzata dalle aziende agricole che ne ottengono oli essenziali destinati alla cosmetica e all’alimentazione.

Chi pensava che queste piante si potessero coltivare soltanto in Francia, ha dovuto ricredersi. Le distese di filari viola-blu sono ormai molto diffuse. La pianta si è subito ambientata in Toscana anche perché la pianta resistere resiste bene sia al freddo che alla carenza di acqua. Lo spettacolo dei campi viola è diventato ben presto anche un fenomeno a livello turistico. Sui social la caccia alle fioriture è ormai una moda.

1. Davanti San Guido a Bolgheri

Molte le località dove si possono ammirare le distese di fiori dal colore viola. La più singolare è a Bolgheri accanto all’oratorio di San Guido, cantato dal poeta Giosuè Carducci. Dai cipressialti e schietti” alla piccola distesa viola il passo è davvero breve.

Il celebre viale alberato è proprio lì accanto e ai turisti diretti in paese non sfugge l’insolito spettacolo. In tanti si fermano a fare uno scatto, che diventa subito virale. Una foto della chiesetta cantata dal poeta in mezzo alla lavanda in fiore è finito anche su Wikipedia. Il segno che ormai ci troviamo di fronte a una tendenza di dimensioni globali.

La lavanda davanti San Guido – © Pmk58/Wikipedia

2. I giorni della lavanda a Santa Luce

A Santa Luce per il sesto anno di fila si svolge il Festival “I Giorni della Lavanda”. Fino al 14 luglio, nell’entroterra pisano  in programma musica, cibo locale e street food, seminari, laboratori, trekking e percorsi in e-bike. L’iniziativa nasce per volontà dell’azienda Flora che da 35 anni si occupa di aromaterapia naturale. In particolare coltiva lavanda e produce oli essenziali biologici e biodinamici. Particolare il processo di produzione per corrente di vapore.

Lo spettacolo dei campi in fiore ogni anno richiama circa 20mila visitatori. Il festival vede il coinvolgimento dei comuni di Santa Luce, Crespina Lorenzana, Fauglia, Torciano Pisano, Castellina Marittima, Casciana Terme Lari e Chianni dove la coltivazione è diffusa su 18 ettari. La manifestazione si tiene in partnership con Terre di Pisa e la rete d’imprese Colli Pisani.

Tra le particolarità a tema lavanda il bike tour sulle strade bianche tra le colline di Pomaia, Pastina e Santa Luce, l’osservazione astronomica sotto le stelle e il risveglio con la musica e lo yoga.

La lavanda di Massarosa – © FB La lavanda di Massarosa

3. La lavanda di Massarosa

In provincia di Lucca, a Massarosa, vengono organizzati concerti e aperitivi a tema lavanda dall’8 giugno al 14 luglio. L’avventura è cominciata 13 anni fa dalla passione di una coppia per questo fiore. I due hanno messo a dimora circa 800 piante. Oggi sono arrivati a quota 4mila.

Oggi ogni fase della coltivazione  dell’estirpazione delle erbacce e della raccolta viene fatta a mano, i concimi sono naturali. Si ottengono così profumi, idrolato, olio essenziale e biscotti. E tantissimi sacchettini da utilizzare nei cassetti dell’armadio come profumatori.

La lavanda al podere Lemniscata – © FB Podere Lemniscata

4. Sulle colline di Montespertoli

Il podere Lemniscata è una realtà agricola relativamente giovane. Cinque anni fa si è dedicata con passione alle coltivazioni di lavanda e zafferano e all’allevamento delle api. Ogni anno nel periodo di fioritura l’azienda agricola sulle colline di Montespertoli organizza festa della lavanda. L’occasione per acquistare i prodotti del podere.

L’agriturismo podere Argo – © Podere Argo

5. La rivoluzione viola a Sorano

In Maremma tanti i campi viola: da Civitella Marittima alle colline del Fiora. Agriturismo e podere è Argo a guidare the lavender revolution, la rivoluzione viola a Sorano. Tanti i prodotti cosmetici realizzati dall’azienda agricola e dagli accattivanti nomi in inglese, per un’utenza anche straniera. Creme e profumi si possono acquistare e portare con sé nella borsa fatta a mano, all’uncinetto in puro cotone.

Per chi si voglia poi avvicinare al mondo della lavanda c’è anche il corso online su come avviare la coltivazione. Inoltre si può anche adottare una lavanda bio ricevendo così a casa una confezione regalo con tanti prodotti e aggiornamenti sulla pianta adottata. Un piccolo contributo viene inoltre destinato al microcredito e alle donne contadine.

Lavanda di Toscana – © FB Lavanda di Toscana

6. La lavanda nel Chianti

A Castellina in Chianti dalla fine del Novecento l’azienda Lavanda di Toscana coltiva due tra le varietà più pregiate della Toscana: la lavandula angustifolia e il lavandino toscano. Con i due ettari di lavandeti nei terreni del Chianti Classico a cavallo tra le province di Siena e Firenze ottiene linee per profumi per il corpo per il bagno e per la casa, oli essenziali, prodotti di bellezza e profumatori da regalare. C’è anche una linea biologica.

Un po’ di storia della lavanda

Le proprietà della pianta erano già note ai romani: la usavano come disinfettante e per pulire i pavimenti, come fragranza, unguento e detergente e come infuso e decotto da bere. Nel Medioevo era la pianta degli innamorati. Per la sua versatilità veniva usata per gli scopi più insoliti. Perfino per proteggere il bestiame dalla peste e come antiveleno.

Oggi la lavanda è usata per profumi e cosmetica: candele, sali da bagno, saponi, shampoo, bagnoschiuma, essenze e creme. Come spezia in prodotti a uso alimentare. La pianta è apprezzata come analgesico, antisettico, antidepressivo, equilibrante e calmante.

In Provenza la lavanda ha dato vita a una fiorente industria di profumi. La capitale Grasse è il centro di questi commerci e nel periodo della fioritura assiste alla massiccia presenza di turisti da tutto il mondo. Questa pianta genera un indotto economico di notevoli dimensioni.

 

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