Dopo oltre due mesi di immobilismo societario e crescenti perplessità da parte della tifoseria, l’Unione Sportiva Livorno compie una svolta radicale per il proprio futuro. Al termine di una lunga e complessa trattativa, chiusasi soltanto nella tarda serata di lunedì 6 luglio, il club ha raggiunto l’accordo per affidare la guida tecnica a Cristiano Lucarelli. Non si tratta però di un ritorno isolato: ad accompagnarlo in questa nuova avventura ci sarà anche il fratello Alessandro, che assumerà l’incarico di direttore sportivo. Per l’ufficialità definitiva si attende adesso soltanto la formale risoluzione del contratto che legava il tecnico alla Pistoiese, dopodiché l’allenatore potrà apporre la firma sul nuovo accordo biennale che lo riporterà a casa.
L’intesa con il presidente Joel Esciua è arrivata dopo ore di intensi contatti e verifiche burocratiche. Le parti si sono progressivamente riavvicinate nelle ultime settimane, spinte probabilmente anche dal comune desiderio di onorare la memoria di Igor Protti, l’altra immensa bandiera amaranto scomparsa a metà giugno. Sul tavolo delle trattative, uno dei nodi principali è stato l’accordo economico per lo staff di alto livello, parametrato su standard di Serie C, che seguirà il mister: il vice Richard Vanigli, il preparatore atletico Alberto Bartali e il preparatore dei portieri Pietro Spinosa. Tra le prime mosse di mercato della nuova dirigenza, che vede confermato Alessandro Doga come direttore tecnico con delega al settore giovanile, figura la probabile conferma dell’attaccante trentasettenne Samuel Di Carmine, autore di 11 reti nella scorsa stagione.
Cristiano Lucarelli è una figura che a Livorno incarna il volto e l’anima stessa della squadra e della città. Terzo miglior marcatore della storia amaranto con 111 reti in 192 presenze, Lucarelli divenne un’icona del calcio italiano e un idolo popolare quando, nell’estate del 2003, scelse la maglia della sua città natale, guidandola insieme a Igor Protti verso una storica promozione in Serie A dopo oltre mezzo secolo di attesa. L’anno successivo si consacrò capocannoniere della massima serie con 24 gol, trascinando la squadra fino alla qualificazione in Coppa UEFA. Attaccatissimo ai colori amaranto, tanto da sposare due anni fa un progetto di azionariato popolare per rilevare il club, Lucarelli ha già vissuto una parentesi da allenatore a Livorno in Serie B nel 2018, un’esperienza breve conclusasi anzitempo con un esonero.
Il suo ritorno sulla panchina dell’Armando Picchi, dove raccoglierà l’eredità di Roberto Venturato, ha anche il significato di riscatto. La scelta della presidenza punta a ricostruire quel senso di identità e di attaccamento alla maglia che ha sempre rappresentato la vera forza del club toscano, reduce da un opaco undicesimo posto nel Girone B di Serie C. Con l’arrivo dei fratelli Lucarelli, il Livorno azzera le polemiche del passato e si prepara a vivere una nuova stagione in serie C mettendo al centro tutta la sua livornesità.