“Cruel House” è il titolo del nuovo album dei livornesi Weekend Martyr, prodotto, registrato e mixato da Marco Fasolo (Jennifer Gentle e I Hate My Village).
Il disco è un’opera cupa e viscerale, tra punk, blues e psichedelia, con un approccio ruvido e allucinato, in cui affiorano influenze come Tom Waits e i Gun Club.
I Weekend Martyr nascono a Livorno nel 2019 dall’incontro tra Riccardo Prianti e Elia Lazzerini. Il loro suono mescola punk, psichedelia, blues e freak folk, tra istinto e sperimentazione.
Band do it yourself fin dalle origini, fondano la Cruel Records, etichetta attraverso cui pubblicano gran parte delle loro uscite. Dal vivo si presentano in power trio, completato da Matteo Scateni al basso.

Ecco la nostra intervista a Riccardo
Ciao Riccardo, ho ascoltato il disco è davvero un’opera viscerale, grezza, mi piace!
Sono contento, ha veramente una bella energia. È stato realizzato tutto dal vivo, in analogico su quattro tracce. In studio, in cinque giorni abbiamo registrato dodici pezzi. Per quanto mi riguarda registrare dal vivo con la band, non mi era ancora mai capitato. Per “Gastrin” eravamo solo in due, quindi per forza di cose il basso e altro veniva registrato dopo. Questo disco invece è praticamente un live, anche la voce è in presa diretta, è stata una bella prova.
È stato realizzato tutto dal vivo, in analogico su quattro tracce. In studio, in cinque giorni abbiamo registrato dodici pezzi, è praticamente un live
Si sente che questo disco doveva uscire così, è proprio “urgente” in un certo senso. C’è un grande ritorno da parte delle band a registrare tutto insieme, come un desiderio di maggiore autenticità
Stavo leggendo in questo periodo la biografia di Neil Young, dove appunto parla di questo. Certo per loro era un po’ una forza di cose in quegli anni, però descrive proprio in modo perfetto e cristallino le sensazioni che si provano quando registri su nastro. La cosa principale che ho percepito di più e che ci ha svoltato proprio i pezzi è stato il minimalismo, puntare a fare quello che fai al meglio, cioè ridurre tanto.
Questo togliere secondo me ci ha dato un’altra dimensione, proprio perché abbiamo lavorato in presa diretta, quindi in un certo senso con l’attitudine del momento. Anche se devo dirlo, io sono uno che ha una capacità d’attenzione veramente limitata, cioè se mi fai fare due o tre volte la solita take, alla terza mi sono rotto i coglioni e mi viene malissimo, quindi per me è sempre stato così. Ora che tutti vanno in questa direzione, qui tutti intendo le persone che suonano con me, sono contentissimo.
Si sente soprattutto in alcuni pezzi in cui ripeti le frasi quasi come in una sorta di mantra, ti stavi proprio facendo coinvolgere dal momento, insomma, non è una cosa studiata a tavolino
No, di studiato c’è la base, la canzone, e poi il resto è molto interpretato come se fossero appunto dei live, e è bello, perché fa uscire veramente la band per quello che è.
Quali sono i vostri gruppi di riferimento?
Sicuramente i Gun Club, un gruppo post punk degli anni 80-80, Jeffrey Lee Pierce era il cantante, facevano questo blues, storto, malato. Poi sicuramente i primi dischi di Nick Cave. Io nell’adolescenza in casa avevo tutti i dischi di Tom Waits di mio babbo, soprattutto della fase Rain Dogs, Swordfishtrombones.
La cosa bella è che abbiamo sempre voluto andare un po’ in quella direzione lì, però non ci abbiamo mai provato. Invece per questo disco sì, forse prima non ci sentivamo ancora abbastanza maturi per una sonorità del genere, ci sentivamo ancora più attaccati a cose un po’ più punk, più dirette. Invece in questo disco abbiamo portato la voglia di essere immediati, però con un sound che appunto prende più dal blues.
Siete di Livorno, mi sembra di capire che c’è una bella scena adesso, tante band ultimamente vengono da quelle zone
Tra le band che sono uscite ora e che secondo me vale la pena di starci dietro, ci sono i NOF41 che fanno praticamente New Wave pura, proprio Dark Wave. Sono più giovani di me, sono veramente ganzi, stanno registrando ora nello studio dove c’è anche la nostra sala prove, il loro primo materiale, secondo me sono molto bravi.
Avete qualche concerto in ballo?
Abbiamo già delle date chiuse per un mini tour europeo che faremo a giugno, prima saremo a Piacenza il 21 febbraio, poi andiamo in Svizzera il 13 marzo, il 14 a Torino, ad aprile Cesena e poi Catania.
Weekend Martyr in tour
21/2 Cooperativa infrangibile, Piacenza
13/3 Espace Noir, Saint Imier (CH)
14/3 Imbarchino, Torino
11/4 Magazzino Parallelo, Cesena
30/4 Teatro Coppola, Catania
