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Cultura della legalità, dalla Regione due bandi per le scuole toscane

Per i progetti scolastici il budget ammonta a 120 mila euro. Diop: “Promuoviamo l’educazione, la cura della memoria e una partecipazione democratica consapevole e attiva”

campus suvignano

Rafforzare e diffondere tra i più giovani la cultura della legalità democratica e della lotta alle mafie. Con questo obiettivo la Regione Toscana rinnova il sostegno ai campi antimafia anche nell’estate 2026 e la promozione di progetti nelle scuole nel prossimo anno scolastico. Due i due bandi aperti fino al primo giugno promossi nell’ambito di Giovanisì e riservati a enti del terzo settore iscritte al Runts.

I fondi a disposizione ammontano a 150 mila euro, parte dei 450mila complessivi stanziati per il triennio 26-28 in attuazione della legge regionale n. 11 del 1999, “Provvedimenti a favore delle scuole, delle università toscane e della società civile per contribuire, mediante l’educazione alla legalità e lo sviluppo della coscienza civile democratica, alla lotta contro la criminalità organizzata e diffusa e contro i diversi poteri occulti”. Per i progetti scolastici il budget ammonta a 120 mila euro. I restanti 30 mila sono a disposizione dell’organizzazione dei campi.

I campi antimafia

La Regione Toscana sostiene dal 2005 la realizzazione di campi di lavoro antimafia che, ogni estate, coinvolgono centinaia di giovani toscani fra i 16 e i 40 anni in attività lavorative, formative e di scambio di esperienze, svolte nei terreni confiscati alle mafie in Sicilia, Calabria, Puglia e Campania.

“La cultura della legalità si costruisce pazientemente nel tempo, dal basso e a partire dalle giovani generazioni, attraverso l’educazione, la cura della memoria e una partecipazione democratica consapevole e attiva”, commenta la vicepresidente, con delega alla cultura della legalità, Mia Diop. “A questo mirano i due bandi, con cui rinnoviamo il nostro impegno su alcuni aspetti che riteniamo fondamentali per il futuro delle nostre comunità: ragazze e ragazzi sono i cittadini di oggi e domani, e sono loro custodi e protagonisti del cambiamento che vogliamo costruire insieme”. “Una strada – conclude – fatta di conoscenza dei propri diritti e di pratica di responsabilità come forma concreta di cittadinanza”.

 

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