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Opificio Birrario a Crespina Lorenzana: birre biologiche toscane con una filiera a km zero
L'assessora all'agroalimentare della Regione, Stefania Saccardi, ha visitato l'azienda tra i colli pisani. Per i loro prodotti, utilizzano anche una varietà antica di orzo coltivato in Garfagnana da un contadino custode
Nel cuore dei colli Pisani a Crespina Lorenzana si trova l’Opificio Birrario.
Si tratta di una birreria artigianale agricola che ogni anno produce circa 250 ettolitri di birra biologica non filtrata e non pastorizzata.
La particolarità dell’Opificio Birrario è aver creato una filiera totalmente locale andando a anche recuperare la Scandella una varietà antica di orzo toscano coltivato in Garfagnana da un contadino custode.
Grazie al contributo della Regione Toscana la birreria si è potuta dotare di un maltatore di ultima generazione con cui produrre le sue birre tutte biologiche e a chilometro zero che andranno nei pub, nei ristoranti e nelle birrerie di tutta la Toscana.
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A Rondine Cittadella della Pace il Gonfalone d’Argento del Consiglio regionale della Toscana
"Per lo straordinario impegno con cui da 25 anni forma giovani provenienti da tutto il mondo per favorire la risoluzione non violenta dei conflitti, il confronto, il dialogo e la pace"
Il Consiglio regionale della Toscana ha scelto di sostenere e riconoscere la strada tracciata dai giovani di Rondine Cittadella della Pace conferendogli il suo massimo riconoscimento, il Gonfalone d’Argento. Un gesto denso di significato in questi giorni in cui la guerra è tornata a bussare alle porte dell’Europa con il conflitto in Ucraina. Una cerimonia partecipata a cui non è voluto mancare il Cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della CEI – Conferenza Episcopale Italiana, che ha visto la Cittadella della Pace muovere i suoi primi passi 25 anni fa.
Rondine Cittadella della Pace, è quel luogo di speranza, sulle rive dell’Arno vicino ad Arezzo dove si incontrano giovani da tutto il mondo, ragazze e ragazzi provenienti da Paesi in conflitto tra loro. E ogni giorno, insieme convivono e si formano, imparando a stare nel conflitto e a trasformarlo per prevenire la violenza e la guerra.
I giovani di Rondine guardano al futuro, rifiutano la guerra, rifiutano di essere vittime e scelgono di essere agenti del cambiamento, per incidere positivamente nei propri territori, una volta tornati a casa dall’esperienza in Toscana, proprio come fanno le rondini nel loro volo.
Sono loro, Gunay azerbaigiana, studentessa internazionale della World House e Luca, toscano, ex studente del Quarto Anno liceale d’Eccellenza a lanciare da Palazzo del Pegaso i messaggi più forti: non cedere mai all’indifferenza, scegliere il dialogo e il rispetto per essere attori della politica con la P maiuscola capaci di prendersi cura di un noi, capace di costruire un bene che non sia di pochi , che sia condiviso.
Nel servizio le interviste al presidente dell’Assemblea legislativa toscana Antonio Mazzeo e al presidente e fondatore di Rondine Franco Vaccari.
Per approfondire: www.intoscana.it
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“Firenze Archeofilm”, 60 anteprime per indagare nei misteri dell’antichità
Il festival si tiene dal 2 al 6 marzo al cinema La Compagnia di Firenze. Tra i principali temi, l'ambiente e la salvaguardia delle opere d'arte dal pericolo delle guerre
“Firenze Archefilm” – ha dichiarato il direttore della rivista Archeologia Viva, che organizza il festival, Piero Pruneti – “in questo particolare momento di crisi internazionale, vuole contribuire alla diffusione della Cultura della Pace, contro ogni tipo di guerra. Come festival ci impegneremo affinché, nelle prossime edizioni, si possa fare un resoconto, grazie ai documentari, delle perdite dovute alla guerra in atto in Ucraina, per quel che riguarda i siti archeologici e le opere d’arte, che come sappiamo, sono un patrimonio importantissimo e allo stesso tempo molto vulnerabile, da salvaguardare e tramandare”.
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Il corso si tiene a Manifatture Digitali Cinema Prato, alla presenza di Showrunner, sceneggiatori e produttori di fama internazionale
Tra i docenti del laboratorio, il produttore di The Walking Dead, Sean Furst, l’Executive Vice Presidente Produzione e Sviluppo di Magic Quill Productions e supervisore della serie Lucifer, Chad Kennedy, il produttore esecutivo del newsmagazine americano Extra, Jeremy Spiegel, il produttore e sceneggiatore Vaun Wilmott e lo sceneggiatore Alejandro Hernandez Diaz
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“Promised lands” la video-installazione di Amos Gitai a Firenze è un messaggio di pace
Dal 28 febbraio al 14 aprile un viaggio lungo 40 anni nella carriera del regista internazionale nato ad Haifa in Israele, una riflessione sui destini degli esseri umani in tutte le lingue dell'area del Mediterraneo
Nel giorno in cui alle porte dell’Europa la Russia inizia l’attacco contro l’Ucraina arriva da Firenze un forte messaggio di pace.
“Promised lands” è questo il titolo della video installazione dell’artista e regista internazionale Amos Gitai nato ad Haifa in Israele, promossa dal Comune di Firenze che dal 28 febbraio al 14 aprile verrà allestita nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio in concomitanza con la Conferenza Internazionale dei Sindaci delle Città del Mediterraneo.
Promised lands è un dialogo immaginario tra i protagonisti delle produzioni create da Amos Gitai, un viaggio lungo 40 anni in tutta la sua carriera, per evocare, a partire dal suo lavoro teatrale e cinematografico, i destini umani, la storia e il presente nelle varie lingue parlate nell’area del Mediterraneo.
La mostra che sarà aperta al pubblico a partire da lunedì 28 febbraio è stata creata ad hoc per Palazzo Vecchio combinando estratti musicali, proiezioni di immagini e letture di testi.
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Solcando le acque del Mediterraneo, il più grande cimitero d’Europa
Per gli antichi romani era il Mare Nostrum, un centro del mondo capace di collegare culture e regioni differenti; per molti oggi invece, quella stessa distesa di mare rappresenta un ultimo, disperato, tentativo di fuga. Ogni anno, in mare perdono la vita centinaia di migranti. Un eccidio senza fine che ha trasformato di fatto il Mar Mediterraneo - per usare un’espressione dello stesso Papa Bergoglio - nel “più grande cimitero d’Europa”. Eppure in quelle stesse acque, ogni giorno, c’è anche chi non si rassegna a questa catena infinita di morte e atrocità. Questa è la storia di Mauro e della sua esperienza a bordo della nave ResQ
La testimonianza di Mauro Bardaglio, soccorritore volontario della nave ResQ
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Diritti per tutti, un'accoglienza fraterna, una reale interazione fra culture: è questo l'invito che le associazioni umanitarie del territorio toscano rivolgono ai partecipanti al Convegno "Mediterraneo frontiera di pace". Il forum, che si inserisce sulla scia della precedente edizione tenutasi a Bari, chiama a raccolta a Firenze i Vescovi e i Sindaci dell'area del Mediterraneo. Un incontro all'insegna del dialogo e della reciproca collaborazione, che si concluderà il prossimo 27 febbraio con la visita pastorale di Papa Francesco
Le parole del sacerdote a margine dell’apertura del Convegno dei Vescovi e dei Sindaci del Mediterraneo a Firenze
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Attualità/ Muoversi in Toscana
Deposito Rotabili di Pistoia, dove le locomotive storiche tornano a nuovo splendore
Dopo la chiusura al pubblico a causa dell'emergenza sanitaria, il Deposito Rotabili di Pistoia si prepara a riaprire al pubblico. L'appuntamento è per il 9 e 10 aprile
Il Deposito Rotabili di Pistoia è una realtà unica in Italia, una vera e propria bottega di artigiani meccanici dove vengono riparate e mantenute in funzione le locomotive a vapore del 900 che tutt’oggi sono ancora in funzione sui 650 chilometri di ferrovie storiche del nostro Paese per le numerose attività della Fondazione FS Italiane.
L’attività di manutenzione e riparazione di questi treni storici viene ancora oggi fatta con le tecniche dell’epoca. Non esiste una dimensione elettrica o tanto meno elettronica. In questo deposito di Pistoia gli operai si sporcano ancora le mani di carbone, di grasso e di olio.
È meccanica pura quella dell’officina di Pistoia per conservare la storia di questi treni. Qui si prendono cura delle caldaie, dei cerchi e di ogni piccolo pezzo che compone la locomotiva, andando anche a ricostruire i pezzi necessari.
Negli operai che quotidianamente lavorano su questi treni è tanta la passione nel tramandare un sapere e mantenere vivo un pezzo di storia delle ferrovie italiane. Non mancano poi i giovani che si avvicinano a questo antico mestiere.
Con l’arrivo della primavera sono pronti a ripartire le iniziative dei treni storici in Toscana e molte locomotive che hanno passato l’inverno a Pistoia torneranno a circolare nella nostra regione e in tutta Italia. Riaprirà presto le porte anche il deposito rotabili di Pistoia che è pronto a accogliere nuovamente visitatori e appassionati.
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Per la prima volta nella storia riunite a Firenze le tre Pietà di Michelangelo
Le tre sculture riunite nel Museo dell'Opera del Duomo offriranno l’opportunità di studiare l’evoluzione dell’arte del maestro del Rinascimento e la sua maturazione spirituale, in un percorso lungo oltre 50 anni, dal 1498 fino alla sua morte
In occasione della visita a Firenze di Papa Francesco prevista per il 27 febbraio, che vedrà riunirsi anche i Vescovi e i Sindaci del Mediterraneo, si aprirà al pubblico nel Museo dell’Opera del Duomo la mostra: “Le tre pietà di Michelangelo. Non vi si pensa quanto sangue costa” un verso ripreso dal Paradiso di Dante per far riflettere su quanto sangue fosse stato versato per la Passione di Cristo.
Per la prima volta nella storia saranno messe a confronto, vicina l’una all’altra, nella sala della Tribuna di Michelangelo, l’originale della Pietà Bandini che l’artista scolpì quando ancora non aveva 25 anni, di cui è da poco terminato il restauro, e i calchi della Pietà Vaticana e della Pietà Rondanini provenienti dai Musei Vaticani.
Le tre statue raccontano un percorso artistico più di 60 anni che si conclude con la Pietà Rondanini oggi conservata al Castello Sforzesco di Milano a cui Michelangelo ha continuato a lavorare fino all’ultimo giorno della sua morte nel 1564.
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Lorenza Borrani: dalla scuola di musica di Fiesole all’orchestra “senza direttore” Spira Mirabilis
Letizia Borrani dirigerà l'Orchestra della Toscana al Teatro Verdi di Firenze mercoledì 23 febbraio e a Figline sabato 26, con due sinfonie di Haydn e pagine antiche riviste da Bruno Maderna
La violinista fiorentina Lorenza Borrani è un talento cresciuto in nome dell’eccellenza musicale toscana, scoperto da Piero Farulli alla Scuola di Musica di Fiesole dove oggi è insegnante alimentato dai migliori maestri (Alina Company, Zinaida Gilels e Pavel Vernikov), e affermatosi nell’Orchestra Mozart di Claudio Abbado.
Quattordici anni fa ha fondato quella singolare orchestra che è Spira Mirabilis: una comune musicale (priva perciò di direttore) i cui partecipanti vivono insieme per una o due settimane di prove e discussioni democratiche, ciascuno coinvolto in prima persona nel definire e modellare l’esecuzione dei pezzi da presentare in concerto.
Questo “laboratorio” ha ispirato anche la realizzazione nel 2012 del film documentario La Spira diretto dal regista francese Geràld Caillat per Arte France, che racconta il metodo di lavoro dell’ensemble: un reportage sul fare musica insieme, e preparare un concerto in armonica condivisione.
Proprio attorno a questa pratica del concertare la musica grazie a un dialogo tra pari si è sviluppata negli ultimi anni la sua attività, una pratica democratica che rimanda anche al mondo della musica pop.
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Dai ricci di castagna dell’Amiata ecco le super-creme viso e corpo: bio, green e fatte tutte in Toscana
Biocastanea è la linea di biocosmetici realizzata da Siena Bioactive, spin-off dell'Università di Siena, in collaborazione con l'Associazione di tutela della castagna igp dell'Amiata. Da uno scarto, con un processo innovativo, ecco un cosmetico di alta gamma, con i benefici di un farmaco
Con i ricci di castagna si fa poco, se non nulla. Ma questi scarti alimentari nascondono un tesoro: sono ricchi di antiossidanti, una vera e propria miniera, perché devono proteggere la castagna dagli agenti esterni, sia atmosferici che l’inquinamento. Una proprietà che la professoressa Annalisa Santucci del dipartimento di Biotecnologia, Chimica e Farmacia dell’Univesrità di Siena ha deciso di sfruttare al massimo attraverso un processo di estrazione green e innovativo.
Ecco che dalla spin-off dell’Ateneo senese, Siena Bioactive, nasce la linea viso e corpo Biocastanea, prodotta interamente in Toscana, biosostenibile nel metodo di produzione e nella confezione. Un esempio di economia circolare e di bioeconomia, che punta al rifiuto zero: si sta lavoranda anche alla carta ricavata dagli scarti di lavorazione dei ricci per il packaging dei prodotti stessi. Ma non solo, i progetti proseguono: uno di questi è la realizzaziozione di biocosmetici simili anche dalle alghe della Laguna di Orbetello.
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Giovani artisti e un albergo diffuso: la seconda vita di Castelnuovo in Avane
Il paese, oggi completamente disabitato, sorge nel comune di Cavriglia in provincia di Arezzo. È stato scelto dalla giunta per il progetto del Mic che assegna 20 milioni di euro ad un borgo per ogni regione.
E’ Castelnuovo in Avane, paese completamente disabitato nel comune di Cavriglia, nell’aretino, il borgo che potrà rinascere grazie ai 20 milioni di euro messi a disposizione dal Ministero per la cultura, parte dei fondi Pnnr. Il Governo aveva chiesto a ciascuna Regione di scegliere un borgo da ridestare. “E la giunta toscana – annuncia il presidente Eugenio Giani – ha scelto Casstelnuovo in Avane”. L’ha scelto tra quarantaquattro contendenti che si erano fatti avanti ed inviato una manifestazione di interesse dopo che, nelle settimane scorse, era stato pubblicato l’avviso. Il progetto, che vedrà collaborare assieme Comune di Cavriglia e Regione, dovrà ora essere presentato entro il 15 marzo al Ministero.
Castelnuovo in Avane, spiega il presidente Giani, affonda le sue origini nel Medioevo. Nei secoli è arrivato a contare anche cinquecento e più abitanti. Oggi non ci vive neppure un residente: c’è solo un museo, funzionante, realizzato all’inizio degli anni Duemila dalla Regione e dedicato alle miniere. E proprio l’escavazione della lignite, nella seconda metà del Novecento, è stata causa del progressivo spopolamento del borgo. Il minerale serviva ad alimentare le vicina centrale termoelettrica di Santa Barbara e l’Enel espropriò il paese. Altri sei abitati furono rasi al suolo. Poi le miniere nel 1994 si esaurirono e l’azienda cedette il paese al Comune. Ma nessuno vi è tornato ad abitare. Spopolato per lo sfruttamento del sottosuolo, ma anche dalla guerra. “Castelnuovo – ricorda Giaini – è stato infatti teatro di un eccidio nazifascista, sul finire della Seconda Guerra Mondiale. Settantaquattro persone inermi furono fucilate nella piazza del paese”.
Con venti milioni di euro adesso potrà rinascere. Saranno restaurate le case e ricostruiti gli immobili che il tempo e gli scavi minerari hanno danneggiato. Ci saranno interventi di edilizia sociale per riportare famiglie e giovani nel borgo. Si pensa a botteghe per artigiani e per giovani artisti, in modo da farlo vivere, e ad anche un albergo diffuso in un luogo che ha tutte le carattestiche per attrarre turisti, con una vista bellissima tutt’attorno, il lago su un lato e l’affaccio verso il Chianti, a due passi dalla ciclopista dell’Arno che risale verso Gaiole.
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Le Pietre dei Giganti tornano con “Veti e Culti”: viaggio nella psichedelia horror folk
La band toscana pubblica il secondo album tra heavy rock, stoner, neopsichedelia e reminiscenze prog. Un disco di una potenza "tellurica" per un gruppo ancora giovane
Le Pietre dei Giganti band, fondata a Firenze da Lorenzo Marsili (voce e chitarre) e Francesco Utel (chitarre, tastiere e voce) e completata da Francesco Nucci (batteria e percussioni) e Niccolò Pizzamano (basso), ha annunciato il suo secondo album “Veti e culti”.
Il loro heavy rock teso e solenne si sporca di detriti stoner e si ammanta di neopsichedelia, lambendo a tratti il progressive degli anni 70, ma presta ora più che mai molta attenzione anche alla parte percussiva, assecondando una ritmicità primordiale, e a quella elettronica, con l’inserimento di synth e campioni processati.
In parallelo, gli elementi tribali e le tinte cupe hanno suggerito l’immaginario esoterico dell’album: dal contatto con la natura, dai suoi aspetti più sinistri alla sua carica viceversa trascendentale, alla ritualità nel cercare di domarla, attribuendo un senso superiore al bene e al male
Ispirati nel mood tanto al romanticismo europeo, da Gustave Dore a William Blake, quanto ai film di Pasolini o dei fratelli Coen, i testi in italiano risultano spesso onirici e conferiscono al tutto un sapore ancor più ancestrale e sacrale, contribuendo a richiamare un mondo rurale in cui il rito, come dicevamo, diventa il dialogo con la natura.
I nove brani di Veti e culti sono difficilmente inquadrabili in maniera univoca perché vivono e respirano di frequenti cambi di dinamica, al di là degli immancabili punti di riferimento che vanno dagli Ulver agli Opeth, dai Kyuss ai Queens Of The Stone Age, dai Tool ai Verdena.
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Al Meyer la nuova Tac che sembra un galeone pirata. Il Commissario Figliuolo: “Non ha eguali in Europa”
Nell'occasione il Commissario ha anche rivolto un appello per la vaccinazione anti Covid dei bambini dai 5 agli 11 anni e annunciato i prossimi passi sul fronte delle vaccinazioni: dal 1 marzo prenderà il via la somministrazione della quarta dose ai fragili.
Acquistata grazie ai fondi della struttura commissariale si tratta di un importante investimento di oltre 1milione e 200mila euro, finalizzato a migliorare ulteriormente la capacità di risposta della radiodiagnostica del Meyer. “Vedere realizzata in poco tempo una Tac di ultimissima generazione, che non ha eguali in Europa in un ambiente a misura di bambino come l’isola dei pirati, testimonia il lavoro ben fatto tra la squadra della struttura commissariale e quella del Meyer” ha detto il Commissario Gen. Francesco Paolo Figliuolo, accompagnato nella visita al Meyer dal direttore dell’ospedalino Alberto Zanobini e dal presidente della Regione Eugenio Giani.
“Con l’attivazione di questa Tac di ultima generazione il Meyer si distingue ancora una volta per l’eccellenza delle cure e dell’assistenza e di questo sono molto orgoglioso. La Regione Toscana ha già avviato la procedura necessaria perché venga riconosciuto come Istituto di ricerca di primissimo ordine a livello nazionale – sottolinea il presidente Eugenio Giani – . Ringrazio Figliuolo della sua presenza e della sinergia che è venuta a crearsi con la struttura commissariale. Per noi è un importante punto di riferimento. Ha coordinato e gestito la campagna di vaccinazione con particolare incisività, tanto da rendere l’Italia un esempio organizzativo a livello europeo”.
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La ministra Maria Cristina Messa al Museo Galileo di Firenze: la visita
Nel 2023 in occasione dei 400 anni dalla pubblicazione del “Saggiatore” di Galileo Galilei si terrà a Firenze una grande mostra dedicata al padre della scienza e del pensiero moderno
Dopo aver preso parte alla cerimonia inaugurale dell’anno accademico 2021-2022 nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio Maria Cristina Messa ministra dell’università e della ricerca lunedì 21 febbraio ha visitato il Museo Galileo di Firenze.
Dopo un giro tra le sale che conservano una delle raccolte di strumenti scientifici più rilevanti al mondo, testimonianza dell’importanza attribuita alla scienza e ai suoi protagonisti da parte della dinastia medicea e dei granduchi lorenesi la ministra ha dato l’annuncio dell’assegnazione di un contributo annuo stabile di 1,5 milioni di euro al Museo Galileo.
Oltre al museo fiorentino il contributo è stato assegnato in Italia anche ad altre due importanti istituzioni scientifiche: il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci di Milano e la Città della scienza di Napoli.
Grazie al finanziamento il Museo Galileo potrà portare avanti i numerosi progetti di ricerca in cui è impegnato, in collaborazione con prestigiose istituzioni italiane e straniere, e pianificare nuove iniziative e opportunità di alta divulgazione culturale e scientifica, rafforzando la rete formatasi attorno al Museo nel corso degli anni e composta da studiosi, docenti e studenti del mondo della scuola e dell’Università e dal pubblico che sempre più numeroso ha visitato le sue collezioni.
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Dai Litifiba al disco solista: il debutto artistico del pianista Federico Sagona
"86400" segna un traguardo nel percorso di ricerca personale di Federico Sagona, ma costituisce anche la nascita della sua nuova consapevolezza musicale
“86400”, un disco di piano solo, è l’album che segna il debutto solista di Federico Sagona e completa la già ricca di esperienze come musicista, arrangiatore e autore.
Federico infatti dopo studi di musica classica intrapresi a Prato, dove è nato e cresciuto, ha deciso di assecondare la sua passione per la musica leggera e quella rock. Da quel momento il suo percorso è stato segnato da una serie di progetti originali e non che lo hanno portato a collaborare dal vivo ed in studio, in Italia e all’estero, con grandi artisti del panorama musicale italiano come Piero Pelù, Litfiba, Gianni Morandi e Noemi.
Nonostante questo percorso artistico, per Federico è rimasto sempre molto importante il suo rapporto con il pianoforte e con la purezza del suo suono, e così gli ascolti onnivori stratificati negli anni tra colonne sonore e i grandi pianisti come Keith Jarrett e Michel Petrucciani hanno contribuito alla creazione di un repertorio proprio spingendolo alla ricerca di soluzioni armoniche diverse, che tenessero conto delle sue radici classiche, ma anche del suo background pop e rock.
Nasce così “86400”, il debutto solista di Federico Sagona, un disco strumentale con radici lontane che ha visto il suo completamento nel 2021.
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Mazzeo a Rondine: “Daremo il Gonfalone d’argento alla Cittadella della Pace”
“Collaboriamo insieme perché gestione dei conflitti e cultura della non violenza diventino stili di vita. Il 21 settembre sarà la Giornata della Pace in Toscana”
Sulle rive dell’Arno vicino a Ponte Buriano, il ponte della Gioconda di Leonardo Da Vinci, c’è un piccolo borgo medievale dove si respira un’aria internazionale. È Rondine Cittadella della Pace dove da quasi trent’anni giovani “nemici” provenienti da Paesi in conflitto tra loro vivono un’esperienza unica al mondo di convivenza e formazione. Insieme trasformano i propri conflitti, affinché il futuro non contempli più la guerra ma sia un domani di speranza e pace condivisa.
Il Consiglio regionale della Toscana riconosce l’impegno di Rondine e sceglie di incontrare i suoi giovani leader di pace. Sono loro, gli studenti internazionali della World House e i giovani provenienti da tutta Italia del Quarto Anno liceale d’eccellenza ad aver guidato nella visita istituzionale del borgo il presidente Antonio Mazzeo al vicepresidente Marco Casucci e ai consiglieri Vincenzo Ceccarelli, Lucia De Robertis e Giovanni Galli insieme al presidente e fondatore di Rondine e Franco Vaccari.
Una visita istituzionale alla scoperta di Rondine e dei suoi luoghi simbolo, il Monumento delle Rondini in volo, con il viaggio di andata e ritorno degli studenti della Cittadella, la Salita delle Bandiere che rappresentano i popoli di appartenenza dei giovani dove finalmente sarà rappresentata anche la Toscana, grazie alla bandiera donata dal Consiglio regionale, per ribadire come la Toscana sia da sempre terra di pace, a simboleggiare le radici unitarie di questa terra, votate al bene comune.
Per approfondire: www.intoscana.it
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In Toscana l’agricoltura biologica è già tradizione: un esempio nel Chianti aretino
Continua il nostro viaggio nelle realtà tipiche del territorio: l'azienda agricola La Torre da quindici anni porta avanti questo tipo di produzione. La vicepresidente Saccardi: "Oggi il 35% delle aziende toscane ha scelto il biologico, ben oltre l'obiettivo europeo del 25%"
Una realtà agricola che nasce negli anni Venti, ma che custidisce e valorizza tracce di epoche lontane: un castello di difesa longobardo in località Chiassa Superiore, in provincia di Arezzo. Qui l’azienda agricola e agriturismo La Torre da quindici anni coltiva e produce grano antico, olio, vino e vinsanto seguendo il metodo biologico. Uno dei primi esempi in Toscana, seguita da sempre più aziende che puntano più sulla qualità che sulla quantità.
L’impegno di mezzi e fondi messi in campo dalla Regione Toscana sta rafforzando questo filone, che oggi è molto più di una moda e che va a tutelare un territorio dall’alto valore ambientale e soprattutto prezioso per la sua biodiversità. “Puntare sul biologico è uno degli strumenti che abbiamo contro il cambiamento climatico. La Toscana investe 70 milioni di euro l’anno”, ha spiegato la vicepresidente e assessore Stefania Saccardi.