Storie /I dati

Femminicidi, in Italia uccisa una donna ogni tre giorni: a Barga la prima vittima del 2024 in Toscana

In Toscana dal 2006 al 2022 sono 132 le donne uccise, soprattutto per mano del partner o di un ex, a cui si aggiungono almeno 8 femminicidi avvenuti nel 2023

Maria Ferreira, uccisa ieri a coltellate per strada a Fornaci di Barga, in Lucchesia, dal marito Vittorio Pescaglini, da cui si stava separando, è la prima vittima di femminicidio in Toscana nel 2024 ma purtroppo sappiamo già che non sarà l’ultima.

In Italia infatti in media viene assassinata una donna ogni tre giorni per mano nella maggior parte dei casi di ex compagni, familiari o comunque uomini a loro vicini, non sconosciuti. Secondo i dati sugli omicidi commessi nel 2023 nel nostro Paese, diffusi a inizio anno dal Ministero dell’Interno, sono state 120 le donne uccise lo scorso anno, più della metà dal partner o dall’ex partner.

In Toscana 132 vittime dal 2006 al 2022

Gli ultimi dati ufficiali per la Toscana, contenuti nel quindicesimo “Rapporto sulla violenza di genere”, realizzato dall’Osservatorio sociale regionale e presentato lo scorso novembre, sono relativi al 2022: quell’anno sono stati 5 i femminicidi, che hanno fatto salire il bilancio delle donne uccise a partire dal 2006 a 132.
Delle cinque vittime due erano donne sotto i 50 anni, una uccisa nell’ambito del sesso a pagamento e l’altra dal fratello, mentre le altre tre erano ultrasettantenni, come più di un terzo di tutte le vittime di femminicidio in Toscana.

Un dato ancora poco conosciuto infatti è proprio questo: le donne assassinate negli ultimi 16 anni nella nostra regione avevano nel 45% dei casi più di 64 anni, a dimostrazione del fatto che la violenza di genere non conosce età e anzi può sfociare nella sua forma più estrema proprio al termine di una vita di abusi oppure perché l’uomo non vuole farsi carico della compagna non più autosufficiente. Il 74% delle vittime era italiana, solo il 25,8% straniera: in 74 casi su 132 hanno perso la vita per mano di un coniuge, compagno, fidanzato o amante, in 14 casi per mano di un ex partner e in altri 15 di un conoscente o amico.

Femminicidi: conoscere è prevenire

Per il 2023 ancora non abbiamo i numeri relativi alla Toscana. I siti che si occupano ufficiosamente di raccogliere le notizie sui casi di violenza di genere, come Femminicidioitalia.info, riportano 8 femminicidi avvenuti lo scorso anno. Tra di loro ci sono Sara Ruschi, uccisa ad Arezzo a coltellate dal compagno insieme a sua madre, Brunetta Ridolfi, intervenuta per difenderla, Klodiana Vefa, ammazzata con tre colpi di pistola dall’ex marito a Castelfiorentino, e Ottavina Maestripieri, 90enne uccisa dal figlio a Pistoia.

I  casi però potrebbero essere di più, anche perché una banca dati ufficiale dei femminicidi non esiste. Il termine infatti, introdotto per la prima volta dalla criminologa Diana Russell nel 1992 per indicare le uccisioni delle donne da parte degli uomini in quanto donne, quindi come atto estremo di violenza misogina, ancora oggi non è stato codificato all’interno del sistema giuridico italiano e non ci sono neppure indicatori univoci per definirlo (anche se l’Istat sta lavorando a un progetto internazionale per individuarli).

Eppure parlare di femminicidio e dei suoi numeri è importantissimo soprattutto per mettere a punto le strategie migliori per intercettare queste donne a rischio attraverso il sistema di contrasto alla violenza di genere, che in Toscana conta 25 Centri antiviolenza attivi, diffusi con 102 punti d’accesso in tutte le province, a cui nel 2022 si sono rivolte 3.232 donne per chiedere aiuto, assistenza psicologica e legale, orientamento e anche accoglienza nelle case-rifugio.
Un sistema capillare a cui si aggiungono 5 Centri di ascolto per uomini maltrattanti, che nel 2022 hanno preso in carico 280 autori di violenza, che spontaneamente o costretti tramite una sentenza del giudice, hanno seguito un percorso per riabilitarsi e cambiare il loro comportamento.

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