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Giorno della memoria agli Uffizi con un approfondimento sulla visita di Hitler a Firenze

Il focus verrà trasmesso in diretta sulla pagina Facebook delle Gallerie sabato 27 gennaio alle 15, a condurre l’approfondimento di domani sarà lo storico Piergabriele Mancuso

Bozzetto Polloni

In occasione del Giorno della Memoria, sabato 27 gennaio alle ore 15 le Gallerie degli Uffizi propongono un approfondimento culturale dedicato alla visita di Adolf Hitler a Firenze nel 1938.

Al centro del focus, il bozzetto, realizzato dal pittore Silvio Polloni, dell’allestimento con decorazioni naziste predisposto per accogliere il discorso del Fuhrer in piazza Vittorio Emanuele (oggi piazza Repubblica), un tempo cuore pulsante del ghetto ebraico fiorentino.

L’opera costituisce, simbolicamente, l’ultimo pezzo della mostra “Gli ebrei, i Medici e il Ghetto di Firenze”, attualmente accolta in Palazzo Pitti.

Il focus verrà trasmesso in diretta sulla pagina Facebook delle Gallerie, a condurre l’approfondimento di domani sarà lo storico Piergabriele Mancuso, ricercatore del Medici Archive Project e curatore dell’esposizione stessa.

“Il bozzetto – spiega Mancuso – chiude il percorso espositivo della mostra ma apre un capitolo fondamentale della nostra storia. Dalla segregazione e dalla separazione fisica, dettate da leggi canoniche e dal furore del pensiero controriformato, si passa ad un nuovo modo di intendere l’antiebraismo, che diviene un pensiero pseudo-scientifico basato su assunti razziali e che vede nell’annullamento fisico dell’altro un fine fondamentale”.

La visita ufficiale di Adolf Hitler a Firenze si svolse il 9 maggio 1938. Dopo Roma e Napoli, la cosiddetta ‘Festa del saluto’ prevedeva che il Fuhrer, Mussolini e i principali membri della gerarchia nazista, attraversassero una città ornata da migliaia di vessilli con fasci littori svastiche e altre decorazioni.

Mentre si intensificavano gli arresti dei dissidenti, un gruppo di giovani artisti diretti dal pittore Silvio Polloni fu incaricato del bozzetti per la generale opera di maquillage del centro storico.

Le tribune d’onore vennero poste in piazza Vittorio Emanuele II (attuale piazza della Repubblica) esattamente là dove sorgeva il ghetto ebraico.

Il cardinale Elia Dalla Costa però fece serrare porte e finestre dell’Arcivescovado e stabilì che quel giorno tutte le chiese di Firenze rimanessero chiuse, costringendo gli organizzatori a cambiare almeno in parte il programma del corteo.

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