Riaprono al pubblico la Palazzina dei Mulini e i giardini storici delle Residenze Napoleoniche dell’Isola d’Elba. Si conclude infatti un importante intervento di recupero sul patrimonio culturale dell’isola grazie a un complesso restauro finanziato dal Pnrr con un investimento da 2 milioni di euro.
Sarà così possibile visitare i giardini, ampie porzioni di percorsi, bastioni e aree verdi rimaste per lungo tempo inaccessibili o compromesse. I visitatori troveranno anche la mostra antologica “50 Years of Creation” di Andrea Roggi, già presentata alle Galeries Bartoux di Parigi, con un itinerario diffuso tra la Palazzina dei Mulini, Villa San Martino e il Molo Elba di Portoferraio.
Il restauro finanziato dal Pnrr per 2 milioni di euro
Il restauro ha interessato due complessi separati. Alla Palazzina dei Mulini, nel cuore della cittadella medicea di Portoferraio, sono stati ripristinati il disegno storico del giardino all’italiana, percorsi, terrazzamenti e visuali panoramiche, con la reintroduzione delle essenze documentate nelle fonti storiche. I visitatori potranno così nuovamente percorrere oltre 5 mila metri quadrati di giardini affacciati sulla rada di Portoferraio.
A Villa San Martino il progetto ha recuperato i percorsi storici, le fontane ornamentali, le vasche, la fontana di Napoleone e le architetture vegetali, restituendo al pubblico circa 35.000 metri quadrati di parco storico.

La casa elbana di Napoleone
Napoleone Bonaparte, durante il suo esilio, rese l’Isola d’Elba sua casa e sua corte, valorizzandone le risorse e riorganizzando l’economia locale, segnando così in modo indelebile la sua storia.
L’imperatore francese restò in esilio sull’isola dal 4 maggio 1814 al 27 febbraio 1815. In questi mesi riorganizzò l’agricoltura, i trasporti e i commerci, e ideò persino la bandiera elbana: bianca con api d’oro su di una banda rossa.
Scelse la zona dei Mulini come posto adatto per costruire la sua dimora, per la sua posizione di strategica che offriva una buona visuale della costa. I mulini furono rasi al suolo e al loro posto sorsero due quartieri per i comandanti dell’Artiglieria e del Genio, un carcere, una casetta per il giardiniere. Le costruzioni esistent invecei vennero trasformati nella sua residenza.
La Palazzina dei Mulini divenne così la sua principale residenza, riportando lo stile di vita di corte. Le sale vennero imprreziosite con cimeli, arredi e mobili preziosi. Si creò un bellissimo giardino all’italiana, venne ricavato anche un salone delle feste al piano nobile, ristrutturato il teatro e l’ex carcere divenne una scuderia.
Importante anche la biblioteca da lui poi donata alla comunità di Portoferraio, ben 2378 volumi: alle 186 opere scelte nel castello di Fontainebleau la notte prima di lasciare la Francia, si sarebbero aggiunti i libri inviati dallo zio cardinale Fesch, gli acquisti fatti a Livorno e in altre città italiane e i volumi appartenuti al Corpo del Genio Militare.