Nei primi nove mesi del 2025 in Toscana il valore dell’export di calzature mostra una crescita del +5,1% rispetto allo stesso periodo del 2024. È quanto emerge da un’indagine congiunturale condotta dal Centro studi di Confindustria Accessori moda per Assocalzaturifici.
Un dato positivo che si mostra in controtendenza rispetto all’andamento economico internazionale, tra imprese che chiudo e riduzione dell’occupazione, e che apre ad un cauto ottimismo. “Sul piano nazionale – spiega Giovanna Ceolini, presidente di Assocalzaturifici – il quadro generale attuale resta complesso e non risparmia nemmeno le fasce più alte dell’offerta, ma i dati del terzo trimestre (-0,9% il fatturato sull’analogo periodo 2024) indicano una riduzione della caduta e una prima luce in fondo al tunnel recessivo”.
I mercati attratti dalle produzioni toscane
Le prime cinque destinazioni dell’export toscano, che coprono il 60% del totale, sono: Usa, con un aumento del 37,3%, Francia (+3,1%), poi Cina, in calo invece del -15,1%, Paesi Bassi (-3,5%) e Germania (+2%).
“Nonostante l’assenza di miglioramenti significativi negli scenari geopolitici, la capacità delle nostre imprese di presidiare i mercati europei e di intercettare la domanda nelle aree più dinamiche, come il Medio Oriente, è la chiave per affrontare il 2026 – continua Ceolini – Sebbene si rilevino performance aziendali disomogenee, con diverse realtà ancora in sofferenza, la flessione contenuta attesa nel fatturato settoriale nazionale in chiusura d’anno (stimato a 12,8 miliardi di euro, con un -3,1% sul 2024), conferma la resilienza del Made in Italy»
Calano imprese e addetti
Secondo le elaborazione, il numero di imprese attive nel settore, quindi sia calzaturifici che componentistica, ha subìto a fine settembre un calo di 54 aziende rispetto al consuntivo 2024, accompagnato da un saldo negativo di 403 addetti.
Per quanto riguarda le ore di cassa integrazione guadagni autorizzate da Inps per le imprese toscane della filiera pelle, nei primi nove mesi del 2025 si registra un aumento tendenziale del 56,8% rispetto al 2024. Sono state autorizzate oltre 9 milioni di ore.