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L’impatto del Covid sulla sanità: la Toscana resiste e pensa al futuro

Al via i lavori degli Stati Generali della Salute, il percorso partecipato per costruire le nuove politiche sanitarie e sociali. Il rapporto: a causa della pandemia, nel 2020 calano i ricoveri programmati del 21,9%  e gli screening

Operatori sanitari

L’impatto della pandemia sul sistema sanitario è stato detonante, ma in generale la Toscana ha resistito, con dati che mostrano una buona capacità di reazione. È  quanto emerso dai numeri sul 2020 presentati dal  Mes della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa e dalla relazione dell’Agenzia regionale di sanità. La presentazione è avvenuto nel corso dell’appuntamento di oggi che ha segnato il via ai lavori degli Stati generali della Salute, il percorso partecipato avviato il 13 maggio scorso per definire le politiche sanitarie e sociali nei prossimi anni.

Il Mes ha valutato il sistema regionale nel 2020 avvalendosi di circa 700 indicatori. Ne risulta che la Toscana, per tutta una serie di interventi come il tumore alla mammella o alla prostata, così come per le visite specialistiche, ha registrato una diminuzione in fase di pandemia ma si colloca in buona media rispetto alle altre regioni italiane.

Per quanto riguarda il Covid, nel 2020 l’incidenza dei casi risulta maggiore nelle classi più giovani, soprattutto 11-19 anni. I ricoveri sono stati 13.798; il picco è stato raggiunto il 21 marzo 2020 per la prima ondata, con 151 ricoveri, e il 10 novembre per la seconda ondata, con 209 ricoveri. Per quanto riguarda le attività oltre al Covid, il numero dei ricoveri per chirurgia programmata è diminuito del 21,9 per cento rispetto al 2019, così come sono diminuiti gli accessi al pronto soccorso (-33%) con un forte calo, del 30%, anche per il codice rosso. In calo anche il numero degli screening, su cui tuttavia la Toscana può vantare dati migliori rispetto alla media italiana: ad esempio, le mammografie sono diminuite dell’11% in Toscana e del 26,6% in Italia. Tutti i dati, hanno messo in rilievo i tecnici di Ars,  ci dicono che l’impatto complessivo del Covid, diretto e indiretto, sullo stato di salute e sui servizi si potrà veramente misurare solo nei prossimi tempi.

Fino al 30 giugno è possibile dare il proprio contributo

La consultazione online sul sito web del Consiglio regionale per partecipare e indicare necessità e proposte per la sanità del futuro rimarrà aperta fino al 30 giugno. “Ma la riflessione deve essere più possibile legata a un’analisi fattuale della situazione toscana, basandoci su dati aggiornati che descrivano la salute dei cittadini e le performance del sistema, per arrivare a proposte concrete”, ha spiegato il presidente della commissione Sanità, Enrico Sostegni

“Tutti i dati – ha aggiunto l’assessore alla Sanità Simone Bezzini –  dimostrano che la Toscana ha avuto una buona capacità di resilienza”. Ma adesso è il momento di  “pensare a quello che succederà dall’autunno in poi, perché dovremo organizzare la convivenza con il Covid come fenomeno endemico a bassa e media intensità, non ci potrà più essere una sanità Covid e una no Covid”. 

“L’emergenza ha dimostrato il vantaggio di avere poche grandi Asl, ma dobbiamo valorizzare le presenze sul territorio, rivedere i distretti e i loro poteri, provvedere ad aggiornare la normativa. La commissione Sanità si appresta a fare un lavoro istruttorio che sarà prezioso per la Giunta”, ha detto presidente della Giunta regionale Eugenio Giani, che aveva lanciato l’idea degli Stati generali della salute l’anno scorso.
La pandemia ha messo in luce debolezze su cui dobbiamo riflettere, come dobbiamo riflettere sull’impiego delle risorse del Pnrr, partendo da un principio cardine: offrire lo stesso servizio sanitario a chi vive nelle grandi città come a chi vive nei piccoli paesi – ha aggiunto Il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo -. Dobbiamo investire ancora su un livello di governance intermedio, rafforzare i dipartimenti, agire per la parità di genere visto che i numeri delle figure apicali sono ancora squilibrati, ridurre le liste di attesa”.

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