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L’Orchestra della Toscana presenta la stagione 2023-2024: al centro i giovani con biglietti a 5 euro

Tagliato il nastro dei quarant'anni d'attività, l'ORT propone quattordici appuntamenti per la nuova stagione con una ancor più marcata presenza sul territorio e la novità dei biglietti a 5 euro per tutti gli studenti fino a 25 anni

Superati i quarant’anni d’attività, l’Orchestra della Toscana riparte da Diego Ceretta il nuovo direttore principale di appena 26 anni, a cui è affidato il compito di rimodellare il profilo dell’orchestra nelle prossime stagioni.

Quattordici gli appuntamenti in stagione con una ancor più marcata presenza sul territorio, con prezzi che favoriscono gli abbonamenti e gli studenti fino ai 25 anni per i quali è riservato uno speciale biglietto a 5 euro.

La nuova stagione che prenderà il via il 4 novembre (per concludersi il 16 maggio 2024) vedrà in cartellone 53 concerti in totale di cui 14 a Firenze, 30 in Toscana e 9 in Italia. In Toscana l’orchestra sarà presente in tutte le province eccetto Prato, mentre fuori Toscana andrà per la prima volta a La Spezia, Sarzana, Piacenza e Imola.

Ha dichiarato il direttore artistico Daniele Spini: “Questa stagione è nata a cavallo del passaggio di consegne fra Daniele Rustoni, direttore artistico dell’Orchestra della Toscana fino al 31 gennaio, e me, che gli sono succeduto dopo aver collaborato con lui per quasi un anno come coordinatore della direzione artistica stessa.
Potremmo dire quindi che per buona parte è firmata da lui, e per il resto da me.  Nella scelta degli interpreti abbiamo proseguito con decisione una delle linee portanti delle ultime stagioni: l’attenzione alle nuove leve. Ritorni e prime presenze, fra i direttori come fra i solisti, coinvolgono per la maggior parte artisti giovani o giovanissimi, identificati come certezze più ancora che come promesse.
Per quanto riguarda i direttori una novità importante è data da alcune presenze ripetute. Tre di Diego Ceretta, che inaugura il suo mandato di direttore principale impegnandosi al massimo che avrà un rapporto regolare e costante con i musicisti dell’orchestra, contribuendo al suo consolidamento.
L’ORT infatti vive una fase di trasformazione non meno promettente che delicata, determinata dalle uscite di tanti amici da anni presenti nelle nostre file e dall’ingresso dei vincitori dei molti concorsi che abbiamo svolto e intendiamo svolgere. Anche per questo abbiamo deciso di ridurre il numero dei direttori che si alterneranno nella stagione: oltre a quelle di Cereta, le due presenze per ciascuno di Andrea Battistoni, il diretore italiano più affermato internazionalmente fra quelli al di sotto dei quarant’anni, e di Erina Yashima, talento leteralmente esploso negli ultimi mesi, ci daranno in pari misura contnuità e qualità.”

Diego Ceretta, Daniele Spini, Cristina Manetti, Alessia Bettini, Maurizio Frittelli

Il programma dei concerti

Il cartellone 2023/24 proporrà pietre angolari della storia della musica: pilastri del repertorio come il Concerto per pianoforte K.466 e la Sinfonia Jupiter di Mozart, il Concerto per violino, l’Imperatore e tre sinfonie di Beethoven (Seconda, Eroica e Ottava), il Concerto per violino di Mendelssohn, il Concerto in si minore per violoncello e due sinfonie di Dvořák (l’Ottava e la Nona, Dal Nuovo Mondo), il Concerto op.23 per pianoforte, le Variazioni su un tema rococò e la Sinfonia Patetica di Čajkovskij, la Quarta sinfonia e i Lieder di Mahler.

Sono stati scelti interpreti dall0 sguardo fresco e con carriere già molto ben avviate. C’è il violoncellista Ettore Pagano, 20 anni, che nel 2019 ha ottenuto il primo premio al Concorso per giovani musicisti indetto dalla Filarmonica della Scala. C’è Erica Piccotti, 24 anni, pure lei violoncellista, insignita dell’onorificenza di “Alfiere della Repubblica” da Giorgio Napolitano. C’è Emmanuel Tjeknavorian, austriaco di origini persiano-armene che, a nemmeno trent’anni, è già alla sua seconda vita musicale: dopo aver ottenuto tutto quel che poteva imbracciando il suo Stradivari, adesso si è buttato anima e corpo nella direzione d’orchestra. E c’è la sua coetanea Valerie Eickhoff, mezzosoprano affermatosi nel 2021 nel prestigioso Concorso ARD di Monaco di Baviera. E c’è il violinista belga Marc Bouchkov, 32 anni, origini russo-ucraine, che già nel 2018 la rivista inglese “Gramophon” inseriva tra i musicisti che vanno tenuti sott’occhio; e in effetti da allora ha suonato con le maggiori orchestre europee.

E poi c’è il giovanissimo Diego Ceretta che nella stagione 2023/24, farà tre concerti con l’ORT: un tutto Beethoven, in cui il Concerto n.5, Imperatore (pianista Alessandro Taverna), apre l’integrale dei concerti beethoveniani per pianoforte programmata su più anni. Nel secondo, natalizio, collabora con Erica Piccotti per le Variazioni su un tema rococò di Čajkovskij che fanno tremare le vene e i polsi a ogni violoncellista. Il terzo è incentrato su Mozart: la pianista-compositrice Lera Auerbach (siberiana di nascita, da tempo residente a New York) suona il K.466, il più drammatico tra i concerti mozartiani.

Diego Ceretta ©Fondazione ORT – Marco Borrelli

La nuova stagione dell’ORT investe su altri due direttori giovani, Erina Yashima e Andrea Battistoni, interpreti di profilo autorevole, che nella stagioni scorse hanno già dato prova di lavorare bene con la nostra orchestra. Per irrobustire questo rapporto, entrambi dirigeranno due concerti.

Il primo del veronese Andrea Battistoni, direttore principale della Tokyo Philharmonic, è un programma russo imperniato sullo spettacolare Concerto op.23 di Čajkovskij: pianista Dmitry Masleev, vincitore del Concorso “Čajkovskij” di Mosca nel 2015). Nel secondo ancora Čajkovskij, la Suite n.1, ma stavolta al centro sta la trascrizione orchestrale delle Scene infantili di Robert Schumann, commissionata dalla Fondazione ORT allo stesso Battistoni, attivo anche come compositore.

Erina Yashima, pupilla di Riccardo Muti (di cui ha seguito le lezioni dell’Opera Academy a Ravenna, ed è stata assistente a Chicago), oggi alla testa della Komische Oper di Berlino, nei suoi due programmi si cimenta con tre pilastri del repertorio tardo romantico slavo, la Patetica di Čajkovskij, la Sinfonia Dal Nuovo Mondo e il Concerto per violoncello di Dvořák (solista Ettore Pagano). Inoltre incontra il corno di Martin Owen, prima parte della BBC Symphony Orchestra, per il Concerto n.2 di Richard Strauss.

Negli altri appuntamenti di stagione, l’ORT ritrova tanti amici di lunga data. Intanto, per il concerto inaugurale, riannoda la collaborazione con l’Orchestra Giovanile Italiana, creatura a cui ha dato vita Piero Farulli oltre quarant’anni fa. Sommandosi ai ragazzi dell’OGI, che hanno base alla Scuola di Musica di Fiesole, l’orchestra raggiunge dimensioni che le consentono di affrontare grandi organici come quelli del Kindertotenlieder (cantati dal mezzosoprano Sophie Harmsen) e della Quarta sinfonia di Gustav Mahler. Sul podio Markus Stenz, ospite frequente dell’ORT (con cui di recente ha anche inciso due CD), già direttore principale della London Sinfonietta, delle orchestre di Baltimora, e Seoul, e della Radio olandese, e direttore artistico del Cantiere di Montepulciano nei primi anni Novanta.

Non poteva mancare il direttore onorario dell’orchestra, la star statunitense James Conlon, attualmente alla testa dell’Opera di Los Angeles e della Baltimora Symphony, che per sé ha confezionato un programma viennese a base di Mozart, Beethoven, Schubert. Torna anche Kolja Blacher (già primo violino della Filarmonica di Berlino durante l’era Abbado) nella veste che oggi più predilige, quella di solista-direttore.

Per Carnevale Igudesman & Joo, duo violino e pianoforte che fa morire dal ridere con spettacoli di gag e tic musicali: stavolta giocano sulla musica di Rachmaninoff.

Per Pasqua suonano insieme il Doppio Concerto di Brahms il violoncellista Mario Brunello e la violinista Francesca Dego (direttore l’olandese Otto Tausk, bacchetta principale della Vancouver Symphony).

Inoltre torna a farsi sentire Umberto Clerici, però non insieme al suo violoncello, che per vent’anni gli è stato compagno fidato nella carriera solista e in quella da primo violoncello del Regio di Torino e della Sydney Symphony, bensì in qualità di direttore d’orchestra, il mestiere che da un paio d’anni l’assorbe completamente: è infatti direttore principale della Queensland Symphony Orchestra, in Australia.

Biglietti e abbonamenti

Da lunedì 26 giugno è possibile acquistare o rinnovare il proprio abbonamento recandosi al Teatro Verdi nei giorni lunedì, martedì e mercoledì ore 10:00-13:00 oppure comodamente da casa, contattando lo sportello dedicato ed effettuando un semplice bonifico. Per informazioni e/o prenotazione rinnovi: 055 0681726 – teatro@orchestradellatoscana.it

Sempre dal 26 giugno acquistabili anche i biglietti per i singoli concerti alla Biglietteria del Teatro Verdi, nei punti vendita del Circuito Ticketone e online su Ticketone.it.

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