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Ritorna dopo 50mila anni la cometa dei Neanderthal, come vederla

Giovedì 2 febbraio raggiungerà la distanza minima dalla terra: per poterla ammirare necessario un binocolo o un analogo strumento scientifico

La cometa ZTF fotografata dal Telescopio Nazionale Galileo nella notte tra il 23 e il 24 gennaio 2023 – © TNG & Daniel Del Nero Festa Nobre

La cometa dei Neanderthal si avvicina: giovedì 2 febbraio raggiungerà la distanza minima dalla Terra proprio come aveva fatto 50.000 anni fa. Allora c’erano ancora i vecchi cugini dell’uomo. Impossibile dire se allora qualcuno di loro l’abbia potuta ammirare a occhio nudo.

Di certo questa volta riuscire a farlo sarà quasi impossibile e per osservarla, anche dalle zone più buie, sarà necessario un binocolo.

Il passaggio della cometa, chiamata ZTF (C/2022 E3), è anche seguito costantemente dai grandi osservatori astronomici dell’emisfero Nord perché può raccontare molto sia sull’origine del nostro Sistema Solare, sia sul modo in cui sono nati i sistemi planetari diversi dal nostro.

Necessario un binocolo per osservarla

Molto probabilmente la cometa non sarà visibile a occhio nudo nemmeno dai luoghi più bui e lontani dalle luci dei grandi centri abitati“, dice all’Ansa l’astronoma Elena Mazzotta Epifani, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf).

A fare la guastafeste è infatti la Luna, che con la sua luce impedisce di vedere con chiarezza il passaggio della cometa: “Anche dalle zone più scure, quindi, si potrà osservare la cometa con un buon binocolo“.

Una sola visita 50mila anni fa

La C/2022 E3 è una cometa molto antica, che arriva dai confini del nostro sistema planetario. Ha visitato la Terra solo una volta, 50.000 anni fa: “visitatori così rari sono molto importanti perché ci raccontano delle origini“.

Possono “raccontarci molte cose su come ‘era il Sistema Solare all’inizio della sua formazione, ma anche su come nascono i sistemi solari, visto che adesso sappiamo che non c’è solo il nostro“, osserva la ricercatrice.

L’iniziativa per vederla a Siena

In Toscana l’università di Siena ha organizzato un incontro nel pomeriggio di martedì 31 gennaio, seguito dalla possibilità di osservare la cometa grazie ai telescopi dell’Osservatorio, posizionati per l’occasione su una delle terrazze del Polo scientifico di San Miniato.

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