In questo freddo e lungo inverno torna a scaldarci la musica di Erika Boschi e Agustin Cornejo ovvero i Sinedades che hanno pubblicato il loro terzo disco “De par en par”.
Fondato nel 2016, il progetto Sinedades si ispira alla musica brasiliana degli anni ’70, ma viaggia libero tra samba, cumbia, salsa, funk brasiliano vintage, afro beat, electro pop latino e baile funk, con uno stile che nel tempo è diventato proprio.
Per la prima volta hanno scelto di presentarsi in una formazione essenziale con chitarra e voce, per tornare all’essenza della musica.
Il disco è stato registrato interamente dal vivo in studio solo due sedie, chitarre e qualche microfono, per nove tracce che intrecciano brani inediti e collaborazioni nate dagli incontri artistici del festival curato annualmente dal duo.
Tra gli ospiti spiccano nomi di rilievo della scena internazionale: Zé Ibarra, voce di punta della nuova MPB brasiliana, che interpreta con il duo “Michelangelo Antonioni”, un omaggio in italiano di Caetano Veloso, Leo Middea che arricchisce “Ahora y acá” con la sua chitarra e una traduzione in portoghese, Magalí Datzira talento della scena barcellonese, co-autrice di “El Arte”.
L’uscita di De par en par coincide con la partenza del loro tour in Sudamerica, a partire dal Messico, li abbiamo raggiunti per farci raccontare meglio la genesi dell’album.
Ecco la nostra intervista ai Sinedades
Ciao ragazzi, come state? Raccontatemi come è nato questo album
Sono tanti titoli, ma le tracce vere e proprie sono nove perché abbiamo inserito delle piccolissime intro strumentali. Sono dei suoni che anticipano e raccontano la canzone. Non c’è silenzio tra un brano e l’altro c’è sempre un suono, qualcosa che compare.
Quello che abbiamo fatto in questo disco è stato fidarci di noi stessi, correre un rischio. Perché fare un disco chitarra e voce dal vivo è una cosa molto rischiosa, ma ci ha dato una sensazione di libertà pazzesca
Quando avete iniziato a lavorare a questo disco?
Erika e io suoniamo insieme da dieci anni, nei dischi passati c’erano sezioni di batteria, percussioni, contrabbasso, archi, violini, angeli, draghi e quant’altro. Negli ultimi anni però abbiamo sempre suonato chitarra e voce da soli, questo disco è la raccolta di tutti quei brani che non avevamo mai registrato, ma che in un modo o nell’altro abbiamo sempre suonato. Abbiamo registrato il disco in 48 ore, è un disco spontaneo, live, fatto proprio in due giorni, è un ritorno alla nostra essenza originale.
Ho visto che ci sono anche collaborazioni importanti perché voi viaggiate molto e organizzate ogni anno un festival a Firenze
Il fulcro è sempre il festival che organizziamo ogni anno per fare rete e anche per connettere Firenze con il resto del mondo. È una cosa bella, abbiamo stretto dei rapporti umani importanti con i musicisti che abbiamo ospitato e conosciuto. Così li abbiamo inseriti in questa raccolta di canzoni. C’è Zé Ibarra che è una delle voci emergenti più solide e più importanti nel panorama brasiliano, con cui abbiamo cantato insieme una canzone in italiano. Poi c’è Magalì Datzira che è un’artista spagnola, con la quale abbiamo scritto un brano a tre voci con il contrabbasso, perché lei è contrabbassista. E poi c’è Leo Middea che è un altro artista brasiliano che è passato dal nostro festival, con cui abbiamo fatto una nuova versione di un nostro brano.
“De par en par” qual è il significato?
Ha vari significati, a livello letterale vuol dire di paio in paio, da parte a parte, come entrambe le ante di una porta. Invece il significato allegorico è un’apertura verso il mondo. Quello che abbiamo fatto in questo disco è stato fidarci di noi stessi, correre un rischio. Perché fare un disco chitarra e voce dal vivo è una cosa molto rischiosa, ma ci ha dato una sensazione di libertà pazzesca. “De par en par” è anche un’allusione al fatto che il disco è per due chitarre e due voci. C’è questa dualità che si ripete e che alla fine diventa un’apertura, in tutti i sensi.
Avete qualche data in calendario?
La grande grande novità è che partiamo per il Messico, andiamo a suonare il nostro disco in una piccola anteprima del tour. Subito dopo il nostro rientro presenteremo il disco a Firenze, nella nostra città, allo Spazio Alfieri, esattamente il 20 marzo.
