Si è aperta oggi nello spazio espositivo Carlo Azeglio Ciampi a palazzo del Pegaso a Firenze “Stanze inquiete”, la mostra di Piero Scandura, artista toscano che vive e lavora a Fosdinovo, le cui opere invitano alla scoperta della “stanza dell’artista”, un luogo della mente in cui trovano posto, insieme ai mobili e agli altri oggetti, sogni, pensieri, visioni.
All’inaugurazione della mostra, che proseguirà fino al 27 agosto, sono intervenuti tra gli altri gli storici dell’arte Alberto Mugnaini e Andrea Del Guercio e Mariella Gavarini, presidente della Pro Loco di Fosdinovo.
“I quadri di Scandura prendono avvio da forme riconoscibili, ma le sottraggono all’abitudine con cui siamo soliti guardarle – scrive nel catalogo della mostra la presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi – e non propongono enigmi da risolvere né suggeriscono interpretazioni obbligate: lasciano aperta la possibilità di un dialogo, nel quale ogni sguardo può cogliere connessioni diverse e ogni incontro con l’opera può generare significati nuovi. È una qualità preziosa, in un tempo che tende a privilegiare letture rapide e risposte immediate. La ricerca di Scandura ci ricorda invece che comprendere non significa necessariamente semplificare e che l’arte conserva la capacità di restituire profondità alle cose più familiari. Anche per questo il Consiglio regionale della Toscana continua a promuovere occasioni di incontro con l’arte contemporanea. Perché la cultura è uno spazio di libertà e di crescita civile, nel quale lo sguardo si esercita alla complessità, all’ascolto e al confronto.”

“La mostra presenta i quadri degli ultimi anni che partono da oggetti di design – ha spiegato l’artista Piero Scandura – perché la progettazione fa parte del mio lavoro per i miei studi di Architettura. In questi dipinti, in queste stanze inquiete, si presentano degli ambienti dove l’uomo sparisce e dove l’oggetto, l’ombra, il segno e il colore diventano protagonisti. Si viaggia in una dimensione contemporanea parlando di solitudine, di storia, del nostro rapporto con gli altri. L’oggetto è comunque il personaggio che ci ascolta, che osserva tutto quello che succede e diventa un testimone del nostro mondo.”
“I dipinti sono ritratti di oggetti che conservano la memoria, che parlano – ha commentato storico d’arte Alberto Mugnaini – e mantengono il ricordo dell’umano, di chi sì appena seduto o sta per sedersi. Uno spazio estremamente accurato dal punto di vista della composizione, uno spazio domestico che sembra esplodere, come se arrivasse una tempesta che agita lo spazio circostante, aprendo le porte alla fantasia, al sogno, alla pittura. Le stesse ombre sembrano prendere una vita propria. Esiste un doppio spazio, lo spazio della memoria e del comfort e accanto lo spazio della visione e dell’allucinazione. La stanza raffigurata diventa così evocazione della stanza della mente, lo spazio fisico si trova scompigliato da una sorta di vento metafisico, trovando un inaspettato punto di contatto con certe stanze dechirichiane, nelle quali si aprono paesaggi marini e che diventano sfondo di interminabili odissee.”
La mostra di Piero Scandura resterà aperta fino al 27 agosto (con uno stop dal 10 al 14 agosto) con il seguente orario: da lunedì al venerdì, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17.