Cresce il Turismo DOP in Italia e la Toscana si conferma tra le regioni leader. A evidenziarlo è il 2° Rapporto sul Turismo DOP realizzato da Fondazione Qualivita in collaborazione con Origin Italia, che analizza l’evoluzione delle attività legate ai prodotti a Indicazione Geografica.
I numeri del Rapporto

Nel 2025 le attività censite sono 667, in crescita del 12% rispetto al 2024. In aumento soprattutto gli eventi – 292 tra feste, degustazioni, iniziative culturali e sportive – che segnano un +26% in un solo anno. Un dato che conferma il rafforzamento del turismo enogastronomico legato alle produzioni DOP e IGP.
“La mappatura dell’Osservatorio sul Turismo DOP fotografa un settore in evoluzione – ha dichiarato Mauro Rosati, direttore di Fondazione Qualivita -, ancora in via di strutturazione ma già capace di esprimere una vitalità diffusa sui territori. Si afferma con evidenza una logica di rete fondata su connessioni, sinergie e collaborazioni tra attori diversi. Nel solo 2025 si contano quasi 500 enti e associazioni locali coinvolti in attività di Turismo DOP, insieme a 367 Consorzi di tutela chiamati a interpretare pienamente le nuove funzioni loro attribuite. Il dato più interessante, sul piano sociologico e territoriale, è proprio questo: la nascita di comunità attive e di relazioni stabili, in cui soggetti pubblici e privati imparano a cooperare e a costruire una dimensione ibrida, dove promozione, tutela e sviluppo locale si rafforzano reciprocamente“.
Il ruolo dei Consorzi di tutela
A livello territoriale, la crescita coinvolge 16 regioni su 20. Tra queste, Veneto, Toscana ed Emilia-Romagna si collocano ai vertici, grazie alla presenza di filiere produttive consolidate e a un sistema organizzato di Consorzi di tutela, sempre più attivi anche nella gestione di iniziative turistiche, come previsto dal nuovo quadro normativo europeo.
“Nella scia del Regolamento UE 2024/1143, – ha aggiunto Cesare Baldrighi, presidente di Origin Italia – i Consorzi di tutela assumono un ruolo sempre più centrale nello sviluppo del Turismo DOP, coordinando attori diversi per garantire iniziative credibili e di qualità. I dati del Rapporto, che mostrano come tre visitatori su quattro riconoscano nei Consorzi il garante dell’autenticità dell’esperienza, sono la migliore conferma di questo processo. Significativo anche l’impegno delle istituzioni, da quelle nazionali a quelle regionali, nella definizione di politiche e strumenti a sostegno del settore”.
Turismo DOP in Toscana

In questo contesto, la Toscana si conferma una delle regioni più dinamiche del Turismo DOP, con 93 attività censite nel 2025 riferite a 78 prodotti a Indicazione Geografica. Un sistema articolato che coinvolge 35 Consorzi di tutela su 38 riconosciuti, a cui si aggiungono ulteriori realtà in fase di riconoscimento.
L’offerta si caratterizza soprattutto per la forte incidenza degli eventi tra degustazioni, festival e sagre, affiancati da 30 infrastrutture dedicate e iniziative di valorizzazione del territorio. Centrale il ruolo delle “Strade dei vini e dei sapori”, che contribuiscono a strutturare un’esperienza diffusa e organizzata.
Tra i prodotti più rappresentativi emergono l’Olio extravergine Toscano IGP, l’Olio Chianti Classico DOP e il Pecorino Toscano DOP, il Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP, vino Nobile di Montepulciano DOP e Cinta Senese DOP.
I turisti DOP

Il Rapporto introduce inoltre una prima analisi dedicata ai visitatori. Il 63% partecipa agli eventi per le degustazioni, mentre il 76% riconosce nei Consorzi un punto di riferimento per la qualità e l’affidabilità dell’esperienza. Più della metà dei partecipanti dichiara inoltre di aver approfondito la conoscenza dei prodotti, dei metodi di produzione e del contesto culturale.
Tra le prospettive future, il Rapporto segnala anche il possibile impatto del riconoscimento della cucina italiana come patrimonio dell’umanità da parte dell’UNESCO, che potrebbe rafforzare ulteriormente il legame tra produzioni certificate e attrattività turistica.