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Viareggio, il sabbiodotto cambia il porto: come funziona l’opera contro l’insabbiamento

Un impianto permanente da 7 milioni di euro, finanziato dalla Regione Toscana, intercetterà la sabbia prima che ostruisca l’imboccatura del porto e la restituirà alle spiagge di Ponente. Una soluzione innovativa che replica il naturale movimento dei sedimenti.

Sabbiodotto Viareggio

Si profila un nuovo futuro per il porto di Viareggio, la particolare conformazione della costa, bassa e sabbiosa, fa sì che le correnti trasportino continuamente sedimenti da sud verso nord, fino a depositarli all’ingresso del porto. Un fenomeno naturale che nel tempo ha richiesto frequenti interventi di dragaggio per mantenere navigabile l’imboccatura, liberando il porto della città del Carnevale dal pericolo dell’insabbiamento .

Oggi, però, quella che è sempre stata una manutenzione continua si prepara a diventare una soluzione strutturale. Sono infatti in avanzato stato di realizzazione i lavori del sistema continuo di dragaggio e trasferimento dei sedimenti, il cosiddetto sabbiodotto, un’infrastruttura da circa 7 milioni e 300 mila euro, finanziata dalla Regione Toscana (di cui 5 milioni 100 sono fondi di sviluppo e coesione).

L’obiettivo è intercettare la sabbia prima che raggiunga l’ingresso del porto, trasferirla e restituirla alle spiagge di Ponente, dove il mare l’avrebbe comunque trasportata senza che si sedimenti .

Un’opera che “lavora” con la natura

Il sabbiodotto rappresenta uno degli interventi più importanti mai realizzati per affrontare una criticità storica dello scalo viareggino cui si cerca di dare risposta da anni: già nel 1936 fu messo in atto un sistema di dragaggio tramite tubazioni che rappresentò la prima applicazione di un bypass delle sabbie in Italia e contestuale ripascimento artificiale delle spiagge.

Oggi, l’opera che all’inizio del 2027 dovrebbe essere completata , punta non a contrastare il mare ma ad assecondarne il comportamento: “La filosofia del progetto – ha spiegato il segretario generale dell’Autorità Portuale Regionale, Massimo Lucchesi – è quella di fare artificialmente quello che la natura farebbe comunque. La sabbia viene fermata prima che interessi l’imboccatura del porto e viene riportata sulla spiaggia, contribuendo anche al ripascimento dell’arenile.”

Il sistema si basa su due elementi principali. Il primo è un pennello intercettore che intercetta il flusso dei sedimenti trasportati dalle correnti. Da qui, quando necessario, una draga aspira la sabbia e la convoglia attraverso una condotta sottomarina fino al secondo pennello, nei pressi del Molo del Greco, in prossimità della spiaggia di Ponente.

In questo modo la sabbia non si accumula più davanti all’ingresso del porto, ma viene restituita al tratto di costa dove naturalmente sarebbe arrivata nel tempo.

Tempi e dettagli del cantiere

L’infrastruttura, complessa per sua natura, deve confrontarsi anche con le mareggiate, che interrompono il cantiere e con la stagione balneare. I lavoro infatti riprenderanno da metà settembre, proprio per garantire ai bagnanti e ai viareggini di godere della spiaggia. Allora sarà possibile completare il pennello, posare le ultime tubazioni e ultimare le sistemazioni esterne.

Va detto, tuttavia, che sono state applicate soluzioni molto innovative per la realizzazione del sabbiodotto, soprattutto per garantire la continuità dell’operatività del porto: le tubazioni, infatti, sono state installate sotto il fondale mediante la tecnica della trivellazione orizzontale controllata (TOC), evitando di scavare il canale portuale.

Oltre alla parte “tecnica”, gli interventi sono stati pensati per integrarsi nel contesto del porto. Il progetto prevede infatti anche la realizzazione di un piccolo belvedere sul mare, accessibile a cittadini e visitatori, che costituirà il punto di arrivo dell’infrastruttura. E, sempre, per assecondare l’anima del mare, e quindi della città, è anche allo studio il rifacimento della famosa scritta “Viareggio è il Carnevale” che è stata interrotta per il cantiere.

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